L’ex dg della Juve, Luciano Moggi e altri 24 imputati dell’inchiesta “Calciopoli”, sono stati rinviati a giudizio. Lo ha deciso il gup Eduardo De Gregorio che ha accolto le richieste dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Il processo comincerà il 20 gennaio 2009 davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli, collegio A. Il giudice ha prosciolto solo due persone: l’ex presidente della Figc, Franco Carraro, e l’ex segretario della Figc, Francesco Ghirelli.
Sono complessivamente 25 gli imputati che compariranno davanti alla nona sezione, mentre altri 10 saranno giudicati con rito abbreviato. Questo l’elenco completo: Marcello Ambrosino, Paolo Bergamo, Paolo Bertini, Enrico Ceniccola, Antonio Dattilo, Massimo De Santis, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Mariano Fabiani, Maria Grazia Fazi, Pasquale Foti, Marco Gabriele, Silvio Gemignani, Claudio Lotito, Gennaro Mazzei, Innocenzo Mazzini, Leonardo Meani, Sandro Mencucci, Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Claudio Puglisi, Salvatore Racalbuto, Pasquale Rodomonti, Ignazio Scardina, Stefano Titomanlio. Il 23 ottobre, invece, ci sarà già una prima sentenza per chi ha chiesto il rito abbreviato. In particolare, per gli arbitri Lanese, Griselli, Foschetti, Gabriele, Baglioni, Dondarini, Cassarà, Messina, Rocchi.
L’udienza preliminare è durata quasi 10 mesi, essendo iniziata il 15 dicembre 2007. Coinvolti all’inizio 39 persone che nel 2006 avevano sconvolto il mondo del pallone dando vita allo scandolo di “Calciopoli”, nome che evoca il più grosso imbroglio della storia dello sport più amato dagli italiani (o se si preferisce, “Moggiopoli”, che rimanda al ruolo centrale rivestito dall’ex dg della Juventus nel condizionare, come sostiene l’accusa, i risultati dei campionati). Un’inchiesta dai grandi numeri condotta dai pm napoletani e con accuse pesanti: frode sportiva per tutti, mentre per venti di loro vi è aggiunta la contestazione più grave di associazione per delinquere.
Sono sfilati in questi mesi quasi un centinaio di testimoni citati dall’accusa, mentre trenta erano le partite incriminate relative al campionato 2004-2005 (quello “monitorato” dalle intercettazioni). Decine di migliaia le telefonate intercettate con i tabulati relative alle chiamate ad arbitri e designatori Bergamo e Pairetto, alla vigilia delle partite, fatte attraverso le schede sim “segrete” fornite da “Big Luciano”.
Luciano Moggi (difeso dagli avvocati Aurelio Prioreschi e Paolo Trofino), tra l’altro, è indagato anche dalla procura di Roma con l’accusa di calunnia e minacce nell’ambito di un processo sull’agenzia di procuratori sportivi. L’inchiesta sull’ex “re del calciomercato” nasce dalle dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo nel giugno scorso, durante il processo ai dirigenti della Gea World in corso a Roma in cui Moggi è imputato per illecita concorrenza, insieme al figlio Alessandro e, tra gli altri, anche a Davide Lippi, figlio del ct della nazionale di calcio Marcello. Secondo Moggi, un ufficiale dei carabinieri e l’ex direttore generale della Roma Franco Baldini avrebbero ordito un complotto contro di lui, di fatto concordando le testimonianze. E a sua volta Moggi avrebbe pronunciato una serie di minacce contro l’ex ds della Roma (come “Guarda che così finisci male”), proprio per le affermazioni rese durante la testimonianza.
Il pm Luca Palamara, che nel processo Gea World rappresenta l’accusa - e che è anche presidente dell’Associazione nazionale magistrati - ha iscritto sul registro degli indagati anche il calciatore del Napoli Emanuele Blasi, accusato di falsa testimonianza dopo le dichiarazioni rese in tribunale sulla vicenda. Con l’accusa di falsa testimonianza, nei mesi scorsi il pm aveva già indagato l’allenatore dell’Inghilterra Fabio Capello e l’ex amministratore delegato della Juve Antonio Giraudo.
- Venerdì 3 Ottobre 2008
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Il 8 Gennaio 2009 alle 16:45 Caso Gea, condannati solo i Moggi: 18 mesi a Luciano, 14 ad Alessandro » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, è stato condannato a un anno e 6 mesi di reclusione a conclusione del processo alla Gea World, la società che, a partire dal 2001 e fino alla cosiddetta calciopoli, ha gestito le procure di numerosi calciatori di serie A e B. Luciano Moggi è stato ritenuto colpevole del solo reato di violenza privata per quanto riguarda i casi dei calciatori Emanuele Blasi e Nicola Amoruso. [...]
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