La Camera ha confermato la fiducia al Governo sul decreto legge Gelmini in materia di scuola con 321 sì, 255 voti contrari e due astenuti. Per l’esecutivo si tratta della sesta fiducia a cinque mesi dal giuramento, avvenuto l’8 maggio. Le cinque precedenti (quattro chieste alla Camera e una al Senato), sono state incassate dal governo il 25 giugno sul decreto fiscale (che conteneva le misure sull’abolizione dell’Ici sulla prima casa e per la defiscalizzazione degli straordinari), il 15 luglio sul decreto sicurezza, il 21 luglio e l’1 e il 5 agosto sempre sul decreto manovra. In più, le due fiducie ‘politiche’ ottenute al momento della formazione del governo da Camera e Senato.
L’opposizione attacca: “Questa riforma si scrive Gelmini ma si legge Tremonti e il governo ha detto di no a qualsiasi possibilità di interlocuzione sul testo”, un documento che sarà licenziato questa settimana a Montecitorio per poi passare all’esame del Senato. Il centrosinistra contesta il governo e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che non ha partecipato al dibattito sulla fiducia.
La maggioranza si schiera a difesa del decreto. “Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola, che rimetta al centro la sfida educativa in collaborazione stretta con la famiglia”, sostiene il ministro Gelmini ricordando lo “sforzo in atto da parte del governo per riqualificare la spesa” che, nel settore della scuola, si traduce in “un riposizionamento delle risorse”. “Vogliamo una scuola dell’efficienza, del rigore e della serietà ”, sostiene la leghista Paola Goisis, secondo cui “chi si scandalizza per il decreto con la fiducia non ha idea della situazione della scuola italiana, i cui problemi vanno risolti”. Sulla stessa linea anche Fabio Garagnani (Pdl), secondo cui “non è questione di grembiule e di voto in condotta ma di lavorare alla qualità della scuola italiana”. Dunque, un decreto “per mettere in sintonia la scuola con un Paese che vuole cambiare e voltar pagina, prescindendo dalle barriere ideologiche”.
Il decreto Gelmini che tra le varie misure prevede il ritorno al maestro unico e del voto in condotta viene contestato dagli esponenti dell’opposizione non solo nel merito, ma anche nel metodo, mentre compatta è la maggioranza: il requisito dell’urgenza - lo ha detto ancora ieri il ministro dell’Istriuzione Maria Stella Gelmini - sussiste pienamente. Inoltre la fiducia, ha spiegato il ministro, è stata decisa “per via dei tempi stretti” e per l’opposizione che si preparava a fare ostruzionismo. “Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola”, continua la Gelmini aggiungendo che “la scuola a cui penso recupera dal passato principi attualissimi ma guarda al futuro, ammodernando e colmando alcuni gap come quello delle lingue straniere”. La Gelmini ha ricordato lo “sforzo del governo per riqualificare la spesa” che, nel settore della scuola, si traduce in “un riposizionamento delle risorse sull’innovazione tecnologica”. Il ministro dell’Istruzione conferma la necessità di “riqualificare la spesa: spendere meno per spendere meglio” e cita alcuni esempi concreti di intervento nel campo dell’innovazione tecnologica legata al mondo della scuola: “Pagelle on-line, prenotazione via telematica dei colloqui con i professori, internet per la didattica e il lavoro dei docenti, lavagne digitali, rilevazione delle assenze via mail e cellulare”, anche per contrastare l’abbandono scolastico al di là dell’aggiornamento dell’anagrafe.
A tutto ciò, il ministro aggiunge “la riforma delle classi di concorso per colmare alcuni gap, ad esempio sull’insegnamento delle lingue straniere, l’aumento dei servizi alle famiglie e il superamento dell’incapacità della scuola di fare rete fra gli istituti scolastici”.
Il VIDEO servizio:
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Il 9 Ottobre 2008 alle 18:08 Scuola, in piazza contro la Gelmini: “Il 30 ottobre sciopero generale” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Lo sciopero generale contro la riforma scolastica del ministro gelmini si farà . Il 30 ottobre. La decisione è giunta durante l’incontro, terminato nella notte, tra i segretari generali dei sindacati della scuola firmatari dei contratti - , Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - che assieme rappresentano il 90 per cento degli iscritti al comparto scuola: pari a oltre mezzo milione di lavoratori. Mentre la data della mobilitazione è emersa dopo il tentativo di conciliazione al ministero. Il tentativo di conciliazione è un passaggio inevitabile nelle procedure previste dalla legge per la proclamazione dello sciopero. A fine mese, dunque: cendere in piazza prima sarebbe pressoché impossibile sia per i tempi tecnici sia anche perché a metà mese, il 17 ottobre, è già previsto sciopero dei Cobas. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda hanno infatti fatto sapere di aver “registrato, in sede di tentativo di conciliazione, una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni” e per questo hanno quindi deciso di “promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della scuola che comprende lo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre”. Sono diverse le motivazioni che hanno portato le organizzazioni sindacali allo sciopero: prima di tutto c’è il dl 137 (il piano Gelmini, per intendersi), in via di approvazione definitiva alla Camerae dalla prossima settimana all’esame del Senato, che ripristina il cosiddetto maestro unico riportando l’orario di base della scuola primaria a 24 ore. I sindacati chiedono poi un confronto aperto con il governo per decidere quali misure adottare per ridurre gli sprechi: sinora, invece, lamentano i rappresentanti dei lavoratori, le decisioni (contenute soprattuto nell’articolo 64 della finanziaria approvata ad inizio agosto) sono state prese dall’esecutivo unilateralmente attraverso decreti legge e il ricorso alla fiducia in aula. La mobilitazione servirà anche a rivendicare il rinnovo del contratto scuola scaduto da nove mesi: sempre secondo i sindacati le buste paga del personale scolastico negli ultimi anni si sono infatti attestate ben al di sotto del tasso d’inflazione scivolando nelle ultime posizioni stipendiali dell’Ue. [...]
Il 22 Ottobre 2008 alle 17:21 Riforma della scuola: punto per punto, cosa prevede la cura Gelmini » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E allora bisogna chiederselo: la riforma Gelmini sulla scuola, è un attentato al diritto costituzionale di un’istruzione libera e garantita a tutti i cittadini italiani, come denuncia il movimento di protesta contro la riforma, o il tentativo di risanare una scuola sotto molti profili in crisi, come sostengono il ministro, il premier e il governo? Studenti, docenti e opinione pubblica si dividono sul decreto legge 137/2008, entrato in vigore il 1 settembre, già passato al vaglio della fiducia alla Camera e ora in discussione al Senato. Molte le novità previste: dal voto al posto del giudizio, all’adozione dei libri scolastici per un quinquennio. Queste in estrema sintesi le novità contenute negli 8 articoli del decreto legge. [...]
Il 11 Dicembre 2008 alle 19:10 Scuola, la riforma delle superiori slitta al 2010. Maestro unico solo a richiesta » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Slitta di un anno: da settembre 2009 al primo settembre 2010. L’applicazione della riforma della scuola per le superiori sarà posticipata all’anno scolastico 2010/2011: “Per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti”, rende noto in un comunicato il ministero dell’Istruzione, università e ricerca. Il provvedimento sarà portato in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre e prevede anche l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo. [...]
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