La Mambro in libertà fino al 2013. I parenti delle vittime: “Una vergogna”

Francesca Mambro

“Si è ravveduta”, ha avviato percorsi di riconciliazione con alcuni familiari delle vittime dei suoi reati, per questo Francesca Mambro, condannata all’ergastolo per la strage della stazione di Bologna, esce definitivamente dal carcere e tra cinque anni sarà libera. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Roma che ha concesso all’ex terrorista, già da anni in regine di detenzione domiciliare con permesso per lavoro esterno preso l’associazione Nessuno tocchi Caino, la libertà condizionale. Il provvedimento prevede cinque anni di libertà vigilata, ha spiegato l’avvocato di Mambro, Michele Leonardi, terminati i quali, se non ci saranno state infrazioni, la pena si riterrà estinta.
“Questo è l’ennesimo premio alla omertà di Stato” dice Paolo Bolognesi, presidente della associazione dei familiari e delle vittime della strage del 2 Agosto a Bologna che definisce la libertà per la Mambro “una vergogna”. “Il tribunale di sorveglianza di Roma” ribatte l’avvocato Leonardi “ha valutato positivamente i percorsi di riconciliazione che Francesca Mambro ha avviato con alcuni familiari delle vittime dei suoi reati”.
“I giudici” dice ancora “hanno anche voluto premiare un percorso detentivo murario e extramurario di quasi 29 anni basato sull’attenzione alle vittime e sul volontariato”. “Il ravvedimento del soggetto è stato dunque valutato oggettivamente e premiato. Dopo cinque anni di libertà vigilata, con vari obblighi” conclude Leonardi “Francesca Mambro potrà essere libera”.
Cinquant’anni il prossimo anno (è nata a Chieti il 25 aprile 1959) Francesca Mambro è stata per anni la “primula nera” del terrorismo di destra, insieme al suo compagno Valerio Fioravanti (Giusva, sposato in carcere nel 1985). Con lui ha condiviso l’esperienza dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) e una lunga serie di omicidi “politici”. Con lui è stata accusata e condannata all’ergastolo, con sentenza definitiva, per la strage alla stazione di Bologna. Una strage per la quale i due ex terroristi, che hanno ammesso tutti gli altri omicidi, si sono sempre proclamati innocenti.
Quando Fioravanti viene arrestato, nel febbraio del 1981, la Mambro continua ad agire uccidendo, tra l’altro, il capitano della Digos Francesco Straullu. Solo il 5 marzo 1982, durante un tentativo di rapina a Roma, la donna viene ferita e arrestata.
Dopo l’arresto, Francesca Mambro è condannata a sei ergastoli e circa 200 anni di carcere per numerosi omicidi e altri gravi reati. Nel 1997 ottiene il primo permesso per uscire dal carcere per pochi giorni. Ad aprile 1998 l’ex terrorista è già in semilibertà. Può uscire dal carcere di Rebibbia la mattina e rientrarci la sera, per lavorare nell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, che si batte contro la pena di morte. A marzo del 2004 la coppia Mambro-Fioravanti ha una figlia. Per occuparsi di lei, l’ex terrorista ottiene gli arresti domiciliari.
Ad agosto del 2005 Francesca Mambro si laurea con 110 e lode in Letteratura comparata all’università La Sapienza di Roma. Argomento della tesi, “La storia della letteratura sulle grandi distruzioni di massa, da Hiroshima a oggi”.

L’intervista VIDEO a Mambro e Fiorvanti tratta da YouTube (parte 1):

L’intervista VIDEO a Mambro e Fiorvanti tratta da YouTube (parte 2):

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Il 9 Ottobre 2008 alle 12:02 Sulla libertà di Francesca Mambro la polemica monta in rete » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Le due righe diventano un lungo articolo che giovedì 9 ottobre il quotidiano Europa pubblica, anticipato sul blog di Adinolfi e si conclude con una frase amarissima: “Giustizia in questo paese è una parola senza senso, il simbolo di questa insensatezza è la libertà di Francesca Mambro“. Miscela esplosiva, quella adinolfiana, che prende subito fuoco sul web e forse innesca la prima discussione politica a più voci della storia di Facebook in Italia. [...]

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