Il decreto anti crisi del governo: “Nessuna banca italiana fallirà”

Tremonti e Berluscon

Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la stabilità delle banche e del risparmio: l’esecutivo ha messo a disposizione del sistema creditizio un fondo di 20 miliardi di euro per fronteggiare la crisi finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi ha rassicurato i risparmiatori: “Nessuna banca italiana fallirà”. E ha precisato: “Non si devono neppure porre le domande ‘ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito’?” ha proseguito il capo del governo “perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione”.
Il Governo italiano, dunque, si prepara a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come spiega il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, si mettono in deposito “armi” che non sono necessariamente da usare. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi. Questo anche se il sistema bancario italiano, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è “solido” e “liquido”.

Seduto tra Giulio Tremonti e Mario Draghi - chiamati a dare dettagli tecnici del decreto varato dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria - il premier preferisce ricorrere a metafore più immediatamente comprensibili e più rassicuranti. “Non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano”, assicura il Cavaliere. C’è una banca che ha problemi di liquidità? Caso per caso il Tesoro e Bankitalia valuteranno come intervenire e la garanzia dello Stato si aggiungerà a quelle del fondo interbancario che già garantisce gli istituti di credito. “Ma il sistema bancario italiano è patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi sufficiente liquidita”‘, spiega Berlusconi con ampi gesti rassicuranti, con il tono pacato di chi sente la responsabilità di far cessare ogni allarme e riportare la calma tra le mura domestiche. Berlusconi annuisce infatti con profondi cenni del capo quando il ministro Tremonti chiarisce che il provvedimento del governo “è solo preventivo e probabilmente non servirà neppure”. In questo caso, poi, l’erba del vicino non è neppure più verde. “Noi non siamo nella situazione degli altri Paesi” garantisce Berlusconi dopo i contatti di questi ultimi giorni con i leader europei e con George Bush. “La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi Nord europei. L’intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro”.

Durante il suo intervento il ministro dell’Economia spiega il senso del provvedimento con una formula: “stabilità, liquidità e fiducia” e aggiunge “molti paesi sono intervenuti, noi l’abbiamo fatto perché dovevamo, ma non lo applichiamo, non lo vogliamo applicare e pensiamo di non doverlo applicare. Abbiamo un solo obiettivo vero che non è tanto salvare le banche che si salvano da sole, ma che le banche siano cosi’ forti e liquide da continuare a servire liquidità all’economia”. Il sistema italiano è sufficientemente “patrimonializzato”, aggiunge il ministro dell’Economia “ed ha una “sufficiente liquidità”.
Il decreto varato non riguarderà la difesa diretta dei depositi bancari e questo perché “il sistema italiano garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa”. E per dimostrare questo Tremonti ricorda che molti paesi hanno alzato in questi giorni le soglie di garanzia sui depositi portandole comunque a livelli “al di sotto della soglia italiana”. Il ministro dell’Economia rassicura: “Noi impediremo che qualsiasi banca fallisca. Il nostro obiettivo è intervenire se necessario e guadagnarci all’uscita”. Il meccanismo messo a punto prevede che “si guardino le carte e se si ritiene necessario più capitale, e quel capitale non lo mettono gli azionisti o il mercato, lo metta il governo. Non in una logica di nazionalizzazione ma di supporto. Un capitale ’sterile’ ai fini del potere perche’ non vota, non determina. Si garantisce solo, non si dà il denaro dei contribuenti a chi ha sbagliato ma si affida questo capitale ad una gestione che comunque sara’ privata”.

Insomma Tremonti spiega che “nessun Governo, certamente non il nostro, ha alcun interesse ad entrare nelle banche. Entreremo se necessario e lo faremo temporaneamente e neutralmente”. Tremonti, parlando poi dei vari interventi spiega che a livello europeo “ieri salvare le banche era vietato, oggi è un intervento auspicato”. Poi il ministro chiosa rispondendo ad una domanda sulle poste e sul fatto che possano essere coinvolte dalla crisi: “Le poste non falliranno mai. I governi passano, le poste restano”.

Anche il governatore di Bankitalia, Draghi, spiega che il decreto serve a “metter da parte le armi che speriamo di non dover usare. È per prudenza che si fa questo decreto non per usarlo. Fa parte delle serie risposte che i governi stanno dando”. Anche Draghi rassicura: “Il sistema bancario italiano è solido ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi”. Per questo “è ora mettere da parte le armi”.

Il VIDEO servizio: la conferenza stampa di Silvio Berlusconi:

Il VIDEO commento del direttore Belpietro:

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Il 9 Ottobre 2008 alle 12:28 Alitalia, dopo l’aut aut di Tremonti sparisce l’emendamento salva manager » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Parlando poi della crisi finanziaria, Tremonti ha poi spiegato che “l’Italia non presenta particolari anomalie” e questo perchè “una caratteristica propria del sistema bancario italiano è avere un carattere meno sofisticato che ha preservato elementi di crisi che vediamo in altri paesi europei”. “Riconosco quanto detto mio predecessore” ha aggiunto Tremonti “che ha definito il sistema italiano “più robusto”. Tremonti ha relazionato ai deputati e ai senatori all’indomani del consiglio dei ministri che ha stabilito la creazione di un fondo speciale per andare incontro agli istituti di credito che dovessero subire contraccolpi per effetto della debacle economica mondiale. “Il carattere della crisi in Europa” ha evidenziato “non è ancora chiaro, ma è proteiforme e segmentata”. In ogni caso, ha aggiunto, seppure con “mezzi diversi” i paesi europei stanno lavorando per un “fine comune”: nell’area Ue, ha detto il ministro, “tutto il possibile è stato coordinato. Gli interventi sono stati presi per country in base ad uno schema comune”. [...]

Il 9 Ottobre 2008 alle 13:09 SuccedeOggi » Blog Archive » Alitalia, dopo l’aut aut di Tremonti sparisce l’emendamento salva manager ha scritto:

[...] Parlando poi della crisi finanziaria, Tremonti ha poi spiegato che “l’Italia non presenta particolari anomalie” e questo perchè “una caratteristica propria del sistema bancario italiano è avere un carattere meno sofisticato che ha preservato elementi di crisi che vediamo in altri paesi europei”. “Riconosco quanto detto mio predecessore” ha aggiunto Tremonti “che ha definito il sistema italiano “più robusto”. Tremonti ha relazionato ai deputati e ai senatori all’indomani del consiglio dei ministri che ha stabilito la creazione di un fondo speciale per andare incontro agli istituti di credito che dovessero subire contraccolpi per effetto della debacle economica mondiale. “Il carattere della crisi in Europa” ha evidenziato “non è ancora chiaro, ma è proteiforme e segmentata”. In ogni caso, ha aggiunto, seppure con “mezzi diversi” i paesi europei stanno lavorando per un “fine comune”: nell’area Ue, ha detto il ministro, “tutto il possibile è stato coordinato. Gli interventi sono stati presi per country in base ad uno schema comune”. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 2:46 SuccedeOggi » Blog Archive » Alitalia, aut aut di Tremonti e sparisce il “salva manager” ha scritto:

[...] Parlando poi della crisi finanziaria, Tremonti ha poi spiegato che “l’Italia non presenta particolari anomalie” e questo perchè “una caratteristica propria del sistema bancario italiano è avere un carattere meno sofisticato che ha preservato elementi di crisi che vediamo in altri paesi europei”. “Riconosco quanto detto mio predecessore” ha aggiunto Tremonti “che ha definito il sistema italiano “più robusto”. Tremonti ha relazionato ai deputati e ai senatori all’indomani del consiglio dei ministri che ha stabilito la creazione di un fondo speciale per andare incontro agli istituti di credito che dovessero subire contraccolpi per effetto della debacle economica mondiale. “Il carattere della crisi in Europa” ha evidenziato “non è ancora chiaro, ma è proteiforme e segmentata”. In ogni caso, ha aggiunto, seppure con “mezzi diversi” i paesi europei stanno lavorando per un “fine comune”: nell’area Ue, ha detto il ministro, “tutto il possibile è stato coordinato. Gli interventi sono stati presi per country in base ad uno schema comune”. [...]

Il 10 Ottobre 2008 alle 17:29 Rifiuti, slitta il decreto: “Eccessivo il carcere a chi sporca le strade” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nuovo Consiglio dei ministri a Napoli per Silvio Berlusconi e il suo governo. Ma stavolta il premier – che l’artista writer napoletano, Raffo, ha ritratto in versione Superman che vola su Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo, e in mano tiene stretti due sacchetti dell’immondizia – nella sua discesa in Campania ha dovuto affrontare non solo la questione rifiuti, ma anche la crisi dei mercati. Durante il Cdm si è discusso del nuovo decreto legge sui rifiuti all’insegna della tolleranza zero, per fronteggiare l’emergenza e lanciare un piano per il rispetto delle regole e il decoro urbano (il cosiddetto decreto antigraffitari). Il via libera al decreto, che prevede, tra l’altro, il commissariamento dei comuni e delle province che non rispettano le norme per la raccolta e la gestione dei rifiuti, carcere e multe per chi realizza discariche abusive e getta i rifiuti per strada, è saltato e slittato però al prossimo consiglio, dopo i rilievi espressi da alcuni ministri, quelli di Lega e An. In particolare il no è venuto dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, contrario a punire chi inquina con sanzioni di tipo penale e ha chiesto di sostituire le sanzioni penali con quelle amministrative. Quindi la crisi. Sono due giorni, ovvero da quando l’altra sera il Cdm straordinario ha varato il decreto anticrisi, che il premier cerca di rassicurare l’Italia e gli italiani che non hanno nulla da temere. E anche da Napoli stessa musica: “Le nostre banche sono solide e non siamo in recessione”. E ancora: “Gli italiani abbiano fiducia”. Però il Cavaliere non ha nascosto che la crisi è davvero grave, tanto che ha sibillinamente parlato di una “possibile sospensione dei mercati internazionali per il tempo necessario di riscrivere le nuove regole”. Berlusconi durante la conferenza stampa ha spiegato che la “crisi è globale e serve una risposta globale. Si parla – ha aggiunto il premier – di una nuova Bretton Woods”. In realtà lo stesso Berlusconi dopo la sua rivelazione clamorosa ha corretto il tiro: “La sospensione delle borse come strumento per affrontare la crisi economica mondiale? Al momento non c’è nulla. Tra le varie ipotesi fatte, qualcuno ha fatto questa proposta: sospendere i mercati per dare il tempo di riscrivere le regole, ma al momento non c’è nulla”. Tra le cose non certe c’è pure un G8 “possibile nei prossimi giorni”. Quindi un’altra iniezione di fiducia nelle aziende e nei titoli italiani: “È il momento di comprare Eni e Enel, perché le azioni con quei rendimenti dovranno ritornare al loro vero valore”. Insomma quello di Napoli è un Berlusconi molto razionale. Che davanti alle borse “in preda al panico e alla follia” – sono parole sue – predica la calma: “Dobbiamo essere più forti e se abbiamo azioni non bisogna venderle, ma se abbiamo soldi liquidi consiglio l’acquisto di alcune azioni”. [...]

Il 22 Giugno 2009 alle 13:05 Agora’ di cloro Il complotto contro Berlusca ha scritto:

[...] E anche la tesi del Gambescia, che Berlusconi non avrebbe agevolato in modo consono le banche, mi pare fuori luogo: primo perchè Tremonti ha salvato le banche con un “decreto ad hoc” ,mostrandosi keynesiano solo per quel che riguardava la salvaguardia degli istituti di credito, secondo perchè l’accoppiata Draghi-Fini che paventa mi pare stridente: uno come Draghi è sponsorizzato da Prodi, magari da D’Alema, non da quella scorza ammuffita di Fini che si è giocato milioni di elettori per “il posto fisso” in una botta sola. [...]

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