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	<title>Italia &#187; L&#8217;Europa contro le doppiette nostrane. E l&#8217;Italia è a rischio multa</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:04:21 +0000</pubDate>
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		<title>L’Europa contro le doppiette nostrane. E l’Italia è a rischio multa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 10:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Commissione potrebbe procedere contro l'Italia a causa di alcune regioni che, con la scusa dei danni apportati all'agricoltura, hanno dato il permesso di abbattere alcune piccole specie di uccelli, vietate in tutta Europa. Ma Federcaccia (400mila iscritti: la metà dei cacciatori italiani) non ci sta: su oltre 400 specie si può sparare solo a una cinquantina. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/09/20/ma-quanto-costa-la-passione-per-la-caccia/">Ma quanto costa la passione per la caccia</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/cronaca/136413_due_cacciatori.html" title="Due cacciatori"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/10/48ef29f7870f7_zoom.jpg" alt="Due cacciatori" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Le doppiette dei cacciatori italiani sotto la lente dell&#8217;Ue.</p>
<p>È ricominciata da poco la stagione  ufficiale della caccia: i circa 800mila cacciatori italiani potranno dedicarsi all&#8217;arte venatoria fino al 31 gennaio, anche se in quasi tutte  le  regioni l&#8217;apertura è stata anticipata. Ma <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/06/879&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en" target="_blank">il nostro paese rischia di pagare una multa salata dalla Ue</a> a  causa di sette di esse che, con la scusa dei danni apportati all&#8217;agricoltura,  hanno dato il permesso di abbattere alcune piccole specie di  uccelli, vietate in tutta Europa, come il fringuello, le pettole, i passeri e lo  storno. E il <a href="http://www.wwf.it/">Wwf</a>, in particolare, torna alla  carica contro le leggi di Lombardia e Veneto, oggetto di un esposto fatto  all&#8217;Unione europea: niente polenta e osei, insomma.</p>
<p>&#8220;Perché siamo fuorilegge?&#8221;, ha spiegato Patrizia Fantilli a <em>Panorama.it</em>, direttore dell&#8217;ufficio legale del Wwf: &#8220;È semplice: sono cinque anni di fila che le giunte regionali venete e lombarde  approvano l&#8217;apertura alla caccia a specie protette C&#8217;è una direttiva europea che ha fornito un elenco di specie non cacciabili, che  però si possono cacciare in limitati casi: se fanno danni accertati  all&#8217;agricoltura, per scopi scientifici o prelievi di piccola quantità. Non  stupisce che l&#8217;Italia stia per essere condannata, per colpa di alcune regioni,  dalla Corte di Giustizia europea proprio per una procedura d&#8217;infrazione aperta  nel 2006&#8243;.<br />
Poi  c&#8217;è la questione delle specie migratrici. &#8220;Il nostro paese è come se fosse un&#8217;enorme autostrada tra i paesi scandinavi e il Mediterraneo, solo che qui da  noi rischiano di essere colpiti, negli altri paesi europei invece è vietato&#8221;, ha  aggiunto la Fantilli.<br />
Alcune regioni, inoltre, hanno anticipato ai  primi di settembre l&#8217;apertura della caccia senza rispettare il parere vincolante  dell&#8217;<a href="http://www.infs.it/" target="_blank">Istituto nazionale della Fauna selvatica</a> (Infs, oggi Ispra – Istituto  superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che stabilisce quali  animali si possono abbattere. &#8220;Molte specie ai primi di settembre sono ancora in  riproduzione. Non capiscono queste regioni i danni che si possono provocare  a causa di leggi superficiali&#8221;, ha aggiunto la Fantilli.<br />
E le vittime di  queste leggi regionali, per il Wwf, sono soprattutto i piccoli uccelli.  &#8220;Dobbiamo adeguarci agli standard degli altri paesi europei, soprattutto, per  quanto riguarda i piccoli uccelli canori, che in Italia si possono cacciare.<br />
Non credo  che sia dignitoso, anche per un cacciatore, sparare ad animali così  piccoli&#8221;, ha detto a <em>Panorama.it</em> Fulco Pratesi, <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;root=565" target="_blank">giornalista</a> e presidente onorario di <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx" target="_blank">Wwf Italia</a>: &#8220;Eravamo in Italia a un  livello passabile una volta, ma ora siamo tornati indietro. La caccia è accettabile se non interferisce con la conservazione e lo sviluppo della fauna. Il futuro sarà un po&#8217; deteriorante, non solo per la tutela degli animali in  Italia, ma anche per le salate multe che ci verranno inflitte&#8221;.<br />
<a href="http://www.federcaccia.org/" target="_blank">Federcaccia</a>, la federazione che conta 400mila iscritti (la metà dei cacciatori  italiani), invece, ha spiegato che su oltre 400 specie che frequentano l&#8217;Italia, si può sparare solo a una cinquantina e ha puntato il dito contro le  troppe spese sostenute dai suoi associati. Un business, quello della caccia, che frutta alle casse dello Stato 138,5 milioni di euro,  considerando che i cacciatori italiani pagano tre tasse: una allo Stato (per il  porto del fucile di 173,16 euro), una alla Regione (per il tesserino che varia  dai 32,65 ai 64,56 euro) ed una alla zona di caccia (che va da un minimo di 10  ad un massimo di 100 euro). &#8220;Un settore&#8221;, ha aggiunto il presidente di  Federcaccia in un comunicato, &#8220;che dà lavoro a non meno di 45.000 persone ed il  cui comparto della produzione ha prodotto nel 2007 circa 549.000 armi sportive e venatorie. La caccia oggi non è più il mero impossessamento della selvaggina ma  un&#8217;attività congiuntamente diretta alla protezione dell&#8217;ambiente naturale e della fauna&#8221;.</p>
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