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Operazione della Squadra mobile della questura di Reggio Calabria per l’arresto di presunti esponenti della cosca Piromalli di Gioia Tauro, una delle più potenti della ‘ndrangheta e amministratori comunali. Le ordinanze sono cinque. Sono stati arrestati il sindaco di Gioia Tauro, il vice sindaco dello stesso comune e il sindaco di Rosarno in esecuzione di provvedimenti restrittivi emessi dal Gip distrettuale della città dello Stretto.
Si tratta di Giorgio Dal Torrione, Rosario Schiavone e Carlo Martelli. Nei confronti degli amministratori viene ipotizzato dagli inquirenti il concorso esterno in associazione mafiosa.
Gli altri due arresti riguardano esponenti della cosca Piromalli, egemone nella Piana di Gioia Tauro: Gioacchino Piromalli e suo nipote omonimo.
Nel corso dell’operazione, la polizia ha eseguito anche numerose perquisizioni.
I tre amministratori di Gioia Tauro e Rosarno arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa erano indagati da alcuni mesi perché accusati di avere dato la loro disponibilità a far lavorare per i rispettivi Comuni l’avvocato Gioacchino Piromalli, di 39 anni, anche lui arrestato stamani, dopo una condanna per associazione mafiosa, favorendo così il suo reinserimento.
In realtà, secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, gli amministratori avrebbero concorso al perseguimento delle finalità della ‘ndrina dei Piromalli. Nell’inchiesta è indagato anche il sindaco di San Ferdinando, ma nei suoi confronti non risulta sia stato emesso alcun provvedimento. Era stato lo stesso Gioacchino Piromalli, nipote omonimo dell’altro arrestato di oggi ritenuto uno degli elementi di vertice della cosca, a chiedere al Tribunale di sorveglianza di poter far fronte al giudizio del Tribunale di Palmi, che lo aveva condannato a un risarcimento civile di 10 milioni di euro nei confronti dei tre Comuni, lavorando, vista la sua non disponibilità economica, per conto degli Enti.
Lo stesso Piromalli aveva fatto richiesta ai tre Enti e i sindaci avevano in qualche maniera dato la loro disponibilità. Secondo quanto si è appreso, alla base dell’arresto, eseguito dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro, vi sarebbero, però, anche altri motivi.
Dopo la notifica degli avvisi di garanzia per quella inchiesta, avvenuta alla fine del gennaio scorso, il sindaco di Gioia Tauro azzerò la giunta comunale in carica, provvedendo a nominare assessori esterni. Fu allora che il suo vice sindaco uscì dall’esecutivo. Pochi mesi dopo, il 22 aprile scorso, il Consiglio dei ministri decise lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. La commissione di accesso per accertare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività del Comune era stata insediata dal Prefetto di Reggio Calabria nel dicembre 2007. Dopo una prima fase di lavoro e una proroga di altri 60 giorni, la Commissione ha depositato alla fine di marzo, in Prefettura, la propria relazione che è stata poi inoltrata al ministro dell’Interno. Da qui, poi, la decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere il Consiglio comunale di Gioia Tauro. Il sindaco in carica all’epoca, Giorgio Dal Torrione, dell’Udc, era stato eletto, a capo di una coalizione di centrodestra, dopo il ballottaggio svoltosi nel maggio 2006.
- Lunedì 13 Ottobre 2008
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Il 29 Aprile 2010 alle 22:00 Notizie dai blog su Gioia Tauro (RC), incontro tra il Sindaco Bellofiore ed il Prefetto Sottile ha scritto:
[...] ‘Ndrangheta, blitz a Gioia Tauro. In manette sindaco e vicesindaco Operazione della Squadra mobile della questura di Reggio Calabria per l’arresto di presunti esponenti della cosca Piromalli di Gioia Tauro, una delle più potenti della ‘ndrangheta e amministratori comunali. Le ordinanze sono cinque. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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