- Tags: casa, Chi-lha-visto, eredità , Londra, mistero, omicidio-Carretta, Parma
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La casa dove il 4 agosto ‘89 uccise a colpi di pistola il padre Giuseppe, la madre Marta Chezzi e il fratello Nicola è di nuovo sua. Come era stato deciso a maggio con l’accordo che chiuse la querelle sull’eredità con le zie. Ma quella casa per Ferdinando Carretta è piena di vecchi fantasmi.
Lui stesso spiega infatti, in un’intervista alla Gazzetta di Parma, di aver pensato molto ultimamente ai suoi familiari, ma sa che “quello che è stato non potrà mai essere cancellato”. Non solo: “La tragedia poteva essere evitata. Se io mi fossi curato, quello che è successo non sarebbe mai accaduto”.
L’uomo nel ‘99 fu assolto perché incapace di intendere e volere al momento del fatto. La sentenza dispose il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, dove è rimasto sette anni e mezzo. Ora è in libertà vigilata: vive da due anni in una comunità riabilitativa a Barisano, nel forlivese, lavora come impiegato.
Ieri ha firmato davanti al notaio di Parma Carlo Maria Canali i documenti che sanciscono definitivamente il suo possesso della casa della strage nell’ambito dell’accordo trovato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Chezzi. Accordo che chiuse nei mesi scorsi la causa civile innescata anni fa per l’eredità di famiglia. Un “mix” di appartamenti e denaro per 700.000 euro. A Ferdinando, oltre alla casa, andranno circa 40.000 euro.
Ferdinando Carretta però non tornerà a vivere nella casa di via Rimini a Parma che rischia di essere ricordata per sempre come quella della strage. “Non me la sento”, ha spiegato.
L’appartamento è in affitto, e Carretta ha detto che riscuoterà il canone. Forse la venderà . Ma Ferdinando non ha nemmeno intenzione di tornare a Parma. Pensa di restare nel forlivese. In comunità , ha spiegato, non è libero. “Non posso fare quello che voglio” ha detto”anche se c’è chi pensa il contrario. Devo rispettare gli orari imposti dalla comunità .
Posso lavorare, naturalmente, ma se desidero allontanarmi dalla città o assentarmi negli orari non previsti devo chiedere il permesso. E la notte, devo dormire in comunità ”. Nel suo futuro Carretta vede “un lavoro stabile, ma anche una famiglia”. Anche figli, ma “quando avrò trovato la persona giusta”. Perché, spiega, è uscito con alcune ragazze, ma “non ho ancora la fidanzata”.
Carretta fu trovato dai carabinieri nel ‘98 a Londra, dove lavorava come pony express, e confessò alle telecamere del programma di Raitre Chi l’ha visto? di aver ucciso in casa i familiari e di averne occultato i cadaveri in una cava della provincia. È questo, ha detto, l’altro peso enorme con cui deve fare oggi i conti: il fatto che quei corpi non siano mai stati ritrovati.
- Mercoledì 15 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 15 Ottobre 2008 alle 17:33 nhico ha scritto:
Come dire che la magistratura ha aperto la caccia all’arricchimento delittuoso. Altro che a babbo morto! Ora si può anticipare la dipartita a piacimento. Ma può uno ammazzare per l’eredità e poi tenersela, dopo aver fatto qualche anno di carcere? Ovvio. L’ha certificato la legge.
Il 15 Ottobre 2008 alle 22:19 shift ha scritto:
Siamo allo schifo piu’ totale, tutto grazie ad applicazioni giuridiche del piffero e a giudici inconsistenti.
Mi chiedo cosa aspetti il governo, e Alfano in particolare, a cambiare da capo a piedi tutto il sistema giudiziario.
Non sara’ mai troppo tardi quando si decideranno a farlo sul serio.
Il 16 Ottobre 2008 alle 15:25 Duplice omicidio e si rifanno una vita | Bruno Murgia ha scritto:
[...] filed in Giustizia, sicurezza on Ott.16, 2008 L’Italia è un paese bizzarro. Puoi uccidere i tuoi genitori e rifarti una vita, trovare un lavoro e ripartire da zero. Come se nulla fosse successo. E pazienza se molta gente normale, onesta, che suda dalla mattina alla sera, oramai viva sotto il limite della povertà . Può anche capitare di aver ucciso e di ottenere l’eredità , sempre per rifarsi una vita. [...]
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