L’idea arriva dalla Lega. E intende istituire: “classi ponte con corsi di italiano per i piccoli immigrati che non superino prove e test di valutazione”, cioè classi riservate agli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua.
E la Camera, dopo un acceso dibattito, ha approvato il testo (con 265 sì, 246 no e un astenuto) passato però non con il nome di “classi ponte”, ma come “classi di inserimento”.
Una variazione terminologica del politicamente corretto, spiegata dal vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, per “rendere più evidente l’obiettivo della proposta, ossia l’integrazione degli studenti”.
Ma non è bastato a convincere l’opposizione: è “Una proposta abietta, si inserisce la discriminazione nella scuola”, dice Piero Fassino, Pd. “La mia proposta serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione”, controbatt il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, primo firmatario della mozione:
Che impegna il governo a “rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione”. A chi non supera i test vengono messe a disposizione le “classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”.
Inoltre non vengono ammesse iscrizioni “nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole”.
Il testo, inoltre, chiede “una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri”; oltre che, “nelle classi ponte, all’attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l’elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza”.
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- Mercoledì 15 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 15 Ottobre 2008 alle 12:37 nhico ha scritto:
Che c’è di obietto nel pianificare l’inserimento nella scuola di ragazzi che non sanno parlare l’italiano, se non la stessa affermazione ideologica di Fassino?
Il 15 Ottobre 2008 alle 12:39 shift ha scritto:
L’idea della Lega e’ ottima, qui c’era un problema pratico che investiva il normale corso di studi degli studenti italiani e dei programmi da rispettare per i docenti.
L’opposizione dice delle emerite castronerie quando parla di discrimanazione, semmai la discriminazione era nei confronti degli studenti italiani costretti a mantenere il passo, quindi ritardare gli studi nella norma, per il deficit culturale degli studenti stranieri, cosa che evidenziava proprio la differenza tra gli uni e gli altri, proprio cio’ che si voleva evitare.
La discrimante semmai e’ oggettiva, e sta nel fatto che essendo stranieri non sono al passo con gli autoctoni, e’ un semplice dato di fatto che non si puo’ ignorare parlando di discrimazione razziale o fesserie del genere.
La scuola e’ fatta per insegnare, non per svolgere attivita’ di politica sociale.
Dato che gli stranieri, per ovvi motivi, non possono essere allo stesso livello linguistico e di programmi degli studenti italiani, e’ giusto inserirli in appositi corsi di recupero, cosi’ com’e’ giusto in seguito, superato tale handicap, ripartirli in percentuali inferiori agli autoctoni nelle diverse classi insieme agli italiani per permeterne al meglio l’integrazione.
In tutto questo non c’e’ alcun razzismo di sorta, ma un razionale e avveduto programma di inserimento lontanissimo da qualsiasi discriminazione.
Il 17 Ottobre 2008 alle 12:00 SuccedeOggi » Blog Archive » La Gelmini sfida la piazza: chi parla di tagli dice una cosa non vera ha scritto:
[...] Scuola ad alta tensione. E il ministro Gelmini accetta la sfida dei contestatori: “Nel pubblico impiego non si possono licenziare le persone. Chi parla degli 87 mila tagli dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1.300.000: se il governo non intervenisse, contenendo la spesa, da 1.300.000 si passerebbe a 1.400.000. Chi protesta, ci dica dove trovare i soldi per occupare altre 100 mila persone nella scuola. Purtroppo non è possibile”. Il ministro attacca il centrosinistra, presunto regista della contestazione: “Le ragioni della protesta francamente non le comprendo, e sono sempre più convinta che in realtà molti di quelli che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento” dice .”Si protesta nelle università e si fanno manifestazioni nelle scuole secondarie quando il provvedimento non li tocca minimamente, perchè riguarda prevalentemente la scuola elementare e media”, sottolinea il ministro, per il quale la situazione è colpa della sinistra che “sta facendo disinformazione e dice bugie”. La Gelmini, poi, torna sui provvedimenti. Le famiglie italiane che hanno figli alla scuola elementare, spiega, “non hanno nulla da temere” sull’introduzione del maestro unico: “in questo modo avremo la possibilità di potenziare il tempo pieno”. Il ministro continua: “Sappiamo che oggi entrambi i genitori lavorano e non c’è nessuna volontà di ridurre il tempo pieno”, ha assicurato, spiegando che “crediamo che il bambino a 6-7 anni non ha bisogno di tre maestri per tre insegnamenti specifici, ma di uno solo che sia una guida ed un punto di riferimento, come è in tutta Europa”. Sulla mozione della Lega che ha spaccato la politica insiste: “Non è un problema di razzismo, ma un problema didattico. La scuola oggi non riesce ad assolvere al meglio alla funzione di integrare gli alunni immigrati che non conoscono l’italiano. Io sostengo che molti classi rallentano l’apprendimento dei ragazzi stranieri perché non ci sono corsi specifici di lingua italiana” sottolinea il ministro. “È giusto investire risorse perché questi bambini possano conoscere la lingua italiana e integrarsi al meglio”. [...]
Il 19 Ottobre 2008 alle 13:22 lucyintheskywd ha scritto:
la proposta va vagliata da un punto di vista pedagogico, non ideologico: di per sè non è razzista. bisognerà vedere come verrà messa in pratica, cioè se le classi di inserimento saranno un passaggio finalizzato all’integrazione o determineranno una ghettizzazione degli alunni stranieri. io non condivido le polemiche aprioristiche di questi giorni, non accompagnate da proposte concrete per attuare la legge nella maniera più garantista per gli immigrati. si potrebbe guardare al modello svizzero, di cui si parla qui.
Il 21 Ottobre 2008 alle 17:55 Famiglia Cristiana boccia le classi-ponte: è apartheid » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’ennesimo attacco al governo firmato Famiglia Cristiana questa settimana è contro la riforma della scuola. Più precisamente, il settimanale cattolico punta il dito contro la proposta leghista (primo firmatario Roberto Cota, capogruppo del Carroccio alla Camera) delle classi-ponte per i bambini immigrati additando la mozione approvata come “il primo provvedimento razziale del Parlamento”. Ovvero: l’istituzione di quelle che il settimanale cattolico definisce “classi-ghetto” che fanno scivolare “pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione”. Il settimanale dei Paolini non usa mezzi termini, preferisce alzare i toni, commentando la riforma della scuola e criticando la norma che prevede l’istituzione di classi per soli immigrati. “Si dice ‘classi ponte’, ma si legge ‘classi ghetto’, si legge nell’editoriale del periodico cristiano . “Il problema dell’inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono ‘criptorazziste’, non di integrazione”. Si danno “risposte sbagliate a problemi reali di inserimento”, dichiara famiglia cristiana e “la questione dell’italiano è solo una scusa: tutti sanno”, si legge nell’editoriale, “che le cosiddette ‘classi di inserimento’ non sono efficaci. I risultati migliori si ottengono con classi ordinarie e con ore settimanali di insegnamento della lingua”. In Italia questo, in parte, avviene. Lo prevedono le “linee guida” (2006) dell’allora ministro Moratti per l’accoglienza degli alunni immigrati, approvate anche dalla Lega. [...]
Il 27 Ottobre 2008 alle 12:52 Gelmini: lo sciopero del 30? Un rito della sinistra. Il mio modello è Obama » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sulle classi ponte per bambini immigrati il ministro puntualizza: “L’ambiguità è di chi ha tentato come al solito di buttarla sul razzismo. Non faremo classi separate, le classi ponte saranno corsi magari pomeridiani di italiano per consentire a chi non lo è di imparare la lingua il più rapidamente possibile”. [...]
Il 31 Ottobre 2008 alle 16:59 gjergji ha scritto:
Voglio discutere della mozione presentata dalla lega alla camera, sulla costituzione di classi separate per studenti stranieri, le quali servono per affrontare senza preconcetti il problema dell’insegnamento a bambini e ragazzi stranieri nelle scuole italiane.
“Chi non conosce la lingua italiana non può seguire i nostri programmi scolastici ed è giusto che affronti un corso intensivo per poter essere al pari con gli altri studenti”.
Il ragionamento della lega e del pdl, sembra tutto sommato giusto, perche e’ ovvio chi non conosce la lingua e difficile che segui il programma scolastico.
Io semplice cittadino (sraniero anch’io) che vedo e che incontro ragazzi stranieri (di tutte le fascie d’eta scolastice), fino adesso non ho conoscito uno che non parli e capisca perfettamente o almeno benissimo l’italiano. Con questo non voglio dire che non ci siano ragazzi che hanno difficolta , voglio dire che sono cosi pochi in un istituto scolastico che è difficile fare una classe. A meno che l’istruzione abbia fondi considerevoli, ma vedo che a quanto pare non c’e ne sono.
La maggioranza che oggi governa deve sapere che tra i ragazzi e i loro genitori c’e una grande differenza.
I bambini e i ragazzi di qualsiasi nazionalita, etnia o razza che siano, hanno una forte memoria e predisposizione ad imparare qualsiasi lingua, anche piu di una. E questa e scienza!
Comunque tornando al dicorso e suponendo che questi ragazzi figli di immigrati che non sano l’italiano, siano tanti, qiundi e giusto che si istituiscano queste classi particolari cosi sarano pronti e preparati a seguire il programma scolastico; a me non mi convince, per il solo fatto che conoscendo questa italia sono sicuro che in quelle classi ci rimarranno per sempre. Perche dirrete voi?Io vi rispondo; Per questioni elettorali , per motivi burocratici, amministrativi,per indifferenza e inerzia della politica.
E anche se possiamo inserire, per esempio, in una classe 25 studenti, cosa avremo? Avremo cinque o sei etnie che formerano dei gruppi, ed adio integrazione e lingua.
Io penso che se questo paese non risolve il problemma del integrazione di queste persone pagera delle enormi conseguenze in futuro. E quando dico “paese” , sono inclusi anche queste persone, sicuramente per loro la non integrazione, avra dei costi enormi sopratutto per i loro figli.
E si sbaglia di grosso chiunque crede che questa gente in questo paese e di passaggio.
Il 17 Dicembre 2008 alle 14:31 Bolzano, dal 2009 in aula tetto del 30% per studenti immigrati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Lo scopo è: “Garantire standard didattici e culturali adeguati”. Per raggiungerlo il numero perfetto è 30 su 100. Trenta per cento di stranieri studenti quale limite invalicabile nelle classi degli istituti (dall’asilo alle superiori) di Bolzano e provincia. A deciderlo la giunta provinciale di Luis Durnwalder. “Il 70% degli alunni” spiega “dovrà essere locale: italiani, tedeschi o ladini. Se gli stranieri fossero di più, saremmo noi a dover essere integrati”. Secondo i dati forniti dall’Astat, a Bolzano e provincia gli stranieri regolari sono circa 30mila. Le etnie più numerose sono quelle pakistana, moldava, senegalese e ucraina. Gli studenti extra Ue sono 5.081 su 79.212. La maggior parte degli alunni stranieri è presente nelle scuole italiane, con una media del 13% contro il 3% degli istituti di lingua tedesca. Ma in alcune scuole di Bolzano, racconta il Corriere della Sera, si arriva anche al 40% di extracomunitari. Il provvedimento della giunta Durnwalde entrerà in vigore dal febbraio 2009 e riguarderà le iscrizioni al nuovo anno scolastico. I Comuni dovranno comunicare alla Provincia nomi, Paese d’origine e lingua madre degli studenti. I ragazzi non potranno frequentare le lezioni se prima non avranno raggiunto un livello minimo di conoscenza linguistica, italiano o tedesco. Per loro sono previsti corsi di integrazioni. Chi non sarà ammesso alla scuola vicina a casa per esaurimento dei posti disponibili, verrà trasferito in altri istituti. I costi del biglietto del bus o dei treni li pagherà la Provincia. Il piano della provincia di Bolzano fa il paio con la “famosa” mozione delle Lega Nord, di due mesi fa, in materia di accesso degli stranieri alla scuola dell’obbligo. Quelle famose “classi ponte”, per intenderci, poi ridenominate “classi di inserimento”, destinate a quei bambini stranieri che non superano test e specifiche prove di valutazione e che vengono quindi convogliati in corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”. Ma la decisione apparentemente più drastica della Provincia di Bolzano sembra voler essere una alternativa, addirittura meno discriminante, delle classi ponte: “La diversità deve essere una ricchezza e non un problema come a livello nazionale” spiega al quotidiano l’assessore all’Istruzione, Francesco Comina. “Vogliamo evitare classi ghetto ed è una risposta alla proposta della Lega di creare classi ponte per stranieri”. La proposta non mancherà di sollevare polemiche, ostracismi, accuse di nazionalismo e discrimniazione. Eppure per ora, a casa loro, sembra mettere d’accordo tutti: politici, intellettuali e immigrati stessi: “Una quota del 30% di stranieri in classe è un’apertura non una chiusura”, dice lo scrittore altoatesino Joseph Zoderer. “Per i bambini stranieri è importante avere una vera occasione di sentirsi italiani”. “Lo chiedevamo da tempo”, fa eco Artan Mullaymeri, presidente (albanese) della Consulta per gli immigrati di Bolzano “Sappiamo anche noi che troppi stranieri mettono a rischio il livello d’istruzione, come in certe classi dove gli extracomunitari arrivano ad essere il 40%”. [...]
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