Quando gli agenti della Polfer li hanno prelevati da casa per portarli nei loro uffici, hanno fatto finta di niente. Poi, appena seduti in auto, di fianco al comandante della polizia giudiziaria del Compartimento di Milano Angelo Laurino, uno di loro è scoppiato in lacrime e ha confessato. La stessa reazione del suo complice, che davanti al padre incredulo ha ammesso la “bravata”. Sono stati due ragazzi di 15 anni, studenti di liceo e figli di operai di Ponte Lambro ed Erba, a far deragliare domenica scorsa il treno che collega Asso a Milano all’altezza della galleria di Ponte Lambro (Como).
Secondo la polizia solo la bassa velocità del treno, 50 chilometri orari, ha evitato che si ribaltasse provocando il peggio. I due adolescenti infatti avevano messo sui binari delle canaline per l’acqua in cemento e una rete metallica. Quest’ultima si è incastrata tra le ruote del convoglio, causando l’incidente. Che gli autori di certo non prevedevano, visto che dopo aver piazzato gli oggetti a terra sono tornati alla stazione a piedi e sono saliti sullo stesso treno, per assistere allo “spettacolo”.
Sono stati individuati ieri pomeriggio, grazie alle indagini della Squadra mobile e della Polfer di Como e della Polfer di Milano. Guidati da Laurino e dal collega comasco Michele Pensato, gli agenti hanno cominciato a fare domande con in mano i fermo immagine della telecamera della stazione di Caslino d’Erba. Non è stato difficile dare un nome a quei due ragazzini che nel filmato uscivano dalla galleria e andavano a sedersi sulla panchina. Nonostante il loro tentativo di nascondersi con un cappellino e un cappuccio e anche se avevano girato la telecamera dalla parte opposta.
I 15enni sono denunciati a piede libero per attentato alla sicurezza dei trasporti. “Per noi era un gioco”, si sono giustificati, “non credevamo di aver fatto nulla di grave. I nostri amici altre volte avevano messo dei sassi sui binari e non era mai successo nulla. Volevamo provare anche noi”. Si sono resi conto della gravità del loro gesto solo dopo che i giornali gli hanno dato spazio. Ma non per questo avevano pensato di andare spontaneamente alla polizia.
“Quando siamo andati a prenderli e gli abbiamo comunicato l’accusa si sono spaventati”, spiega l’ispettore capo Laurino. E hanno raccontato che con un gruppo di coetanei hanno l’abitudine di passare il loro tempo a veder sfrecciare i treni nella galleria di Ponte Lambro. Accucciati a pochi centimetri dai convogli in corsa. “Anche questo”, conclude il funzionario di polizia, “un gioco pericolosissimo”.
- Mercoledì 15 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 16 Ottobre 2008 alle 21:41 astro ha scritto:
L’emulazone si propaga a macchia d’olio, per certe persone in cerca di emozioni. Ho visto il servizio in TV presentato dai nostri bravi giornalisti zelanti nella escrizione minuziosa del come fare deragliare un treno. Non pensano questi signori che si va oltre alla presentazione della notizia, pur doverosa? Non si pensa che possano innescare pericolose ripetizioni di questi gesti? Si c’è l’ho con certi giornalisti incoscienti. Astro
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