Il mese caldo della scuola: la piazza strepita, Berlusconi rassicura

Studenti in piazza contro la riforma Gelmini

La protesta più originale? Al liceo classico Minghetti di Bologna: giovedì mattina hanno preso banchi e sedie e li hanno portati fino a piazza del Nettuno, per due ore di lezione all’aperto.E oggi è la volta dello sciopero dei Cobas della scuola, che scenderanno in piazza a Roma con una manifestazione nazionale: nel mirino delle proteste, l’adozione del maestro unico e la revoca del tempo pieno, il taglio agli organici e agli orari di lezione, il blocco del turnover, la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri. Ma occupazioni e autogestioni contro la riforma dell’istruzione voluta dal ministro Mariastella Gelmini continuano in tutta Italia.
Insomma querelle sulla scuola non accenna a placarsi. E deve scendere in campo Berlusconi in persona a rassicurare le famiglie: il tempo pieno non sarà toccato, ma anzi aumenterà fino al 60%.
Mentre resta accesa la polemica sulle classi differenziate per gli studenti immigrati proposte dalla Lega, genitori e insegnanti, all’indomani della “Notte bianca” di protesta organizzata in tante scuole d’Italia (criticata dal presidente del Veneto Galan che vorrebbe addebitare ai manifestanti la bolletta della luce consumata per tenere aperti fino a tardi gli istituti coinvolti) continuano a far sentire la loro voce contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Provvedimenti che, dicono: “colpiscono la qualità della didattica, mettono in discussione posti di lavoro, portano con sè un impoverimento della scuola pubblica”. Oggi i Cobas portano in piazza migliaia di persone, lo stesso faranno il 30 ottobre sindacati confederali, Gilda e Snals.

E per aggiungere benzina al fuoco oggi c’è stata bagarre anche durante la conferenza Stato-Regioni: i governatori hanno chiesto al Governo di stralciare dal decreto n. 154 una parte dell’art.3 che stabilisce il commissariamento delle Regioni che entro il 30 novembre non attueranno un piano di ridimensionamento degli istituti scolastici.
Il clima dunque resta rovente. Il tempo pieno verrà “confermato dove c’era” e “incrementato” di circa il 50-60% perchè ci saranno “più insegnanti a disposizione”, dopo la decisione del governo di tornare al maestro unico, ha detto Berlusconi da Bruxelles per “tranquillizzare le madri in piazza con cartelli dove c’è scritto il contrario della realtà”. Non si sa se le parole del presidente del consiglio persuaderanno mamme e papà. Certamente non hanno fatto breccia nei sindacati.
“Come è possibile arrivare a quello che dice il presidente del consiglio se almeno 130.000 persone tra docenti e Ata andranno via? Basta leggere la legge 137″ osserva il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo “per capire che le cose non stanno come le raccontano: il tempo pieno dipenderà dagli organici disponibili ed è chiaro che se gli insegnanti diminuiscono il tempo pieno non si fara”‘. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Cisl scuola, Francesco Scrima: “Ma il Presidente del Consiglio ha letto i provvedimenti emanati dal suo Governo? Ce lo chiediamo dopo l’ennesima boutade con cui promette alle mamme un aumento del 50-60% di tempo pieno”. “Se non c’è un confronto vero e trasparente tutto è opinabile” commenta il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, mentre la Gilda è disposta a credere al Premier “soltanto quando rispetterà prima l’impegno, assunto solennemente in televisione durante la sua passata legislatura con gli italiani e con l’allora ministro Moratti, di investire 10 miliardi di euro nel settore dell’istruzione”. E Renata Polverini dell’Ugl chiede che “alle rassicurazioni sul tempo pieno segua una convocazione del governo per condividere le modalità con cui procedere alla riforma della scuola” invitando a “una maggiore apertura al dialogo”.

Commenti

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Il 17 Ottobre 2008 alle 11:42 La Gelmini sfida la piazza: chi parla di tagli dice una cosa non vera » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Scuola ad alta tensione. E il ministro Gelmini accetta la sfida dei contestatori: “Nel pubblico impiego non si possono licenziare le persone. Chi parla degli 87 mila tagli dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1.300.000: se il governo non intervenisse, contenendo la spesa, da 1.300.000 si passerebbe a 1.400.000. Chi protesta, ci dica dove trovare i soldi per occupare altre 100 mila persone nella scuola. Purtroppo non è possibile”. Il ministro attacca il centrosinistra, presunto regista della contestazione: “Le ragioni della protesta francamente non le comprendo, e sono sempre più convinta che in realtà molti di quelli che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento” dice .”Si protesta nelle università e si fanno manifestazioni nelle scuole secondarie quando il provvedimento non li tocca minimamente, perchè riguarda prevalentemente la scuola elementare e media”, sottolinea il ministro, per il quale la situazione è colpa della sinistra che “sta facendo disinformazione e dice bugie”. La Gelmini, poi, torna sui provvedimenti. Le famiglie italiane che hanno figli alla scuola elementare, spiega, “non hanno nulla da temere” sull’introduzione del maestro unico: “in questo modo avremo la possibilità di potenziare il tempo pieno”. Il ministro continua: “Sappiamo che oggi entrambi i genitori lavorano e non c’è nessuna volontà di ridurre il tempo pieno”, ha assicurato, spiegando che “crediamo che il bambino a 6-7 anni non ha bisogno di tre maestri per tre insegnamenti specifici, ma di uno solo che sia una guida ed un punto di riferimento, come è in tutta Europa”. Sulla mozione della Lega che ha spaccato la politica insiste: “Non è un problema di razzismo, ma un problema didattico. La scuola oggi non riesce ad assolvere al meglio alla funzione di integrare gli alunni immigrati che non conoscono l’italiano. Io sostengo che molti classi rallentano l’apprendimento dei ragazzi stranieri perché non ci sono corsi specifici di lingua italiana” sottolinea il ministro. “È giusto investire risorse perché questi bambini possano conoscere la lingua italiana e integrarsi al meglio”. [...]

Il 17 Ottobre 2008 alle 12:50 Studenti in marcia senza sapere perché. Il video commento di Belpietro » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Scuole vuote e alunni in piazza, accompagnati da maestri e genitori. Università occupate e studenti in rivolta. Proteste che si susseguono da giorni. Nel mirino la riforma del ministro Mariastella Gelmini. Il cui disegno prevede di cambiare molte cose nel mondo dell’istruzione (maestro unico, voto in condotta) ma, solo nella scuola primaria. Cioè alle elementari. La riforma Gelmini non colpisce infatti né le scuole medie superiori, né gli atenei. E allora, perché si protesta? Forse la risposta, come dice un reportage pubblicato su La Repubblica che cita i ragazzi in mnifestazione, sta in questa frase: “Siamo in marcia ma senza sapere dove andare”. [...]

Il 17 Ottobre 2008 alle 13:03 SuccedeOggi » Blog Archive » Studenti in marcia senza sapere perché. Il video commento di Belpietro ha scritto:

[...] Scuole vuote e alunni in piazza, accompagnati da maestri e genitori. Università occupate e studenti in rivolta. Proteste che si susseguono da giorni. Nel mirino la riforma del ministro Mariastella Gelmini. Il cui disegno prevede di cambiare molte cose nel mondo dell’istruzione (maestro unico, voto in condotta) ma, solo nella scuola primaria. Cioè alle elementari. La riforma Gelmini non colpisce infatti né le scuole medie superiori, né gli atenei. E allora, perché si protesta? Forse la risposta, come dice un reportage pubblicato su La Repubblica che cita i ragazzi in mnifestazione, sta in questa frase: “Siamo in marcia ma senza sapere dove andare”. [...]

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