Saviano icona web. Quando la solidarietà diventa una gara online

Roberto Saviano a Matrix
Prima le rivelazioni (poi ritrattate) di un pentito che ha rivelato (e poi smentito) l’esistenza di un piano per uccidere lui e la sua scorta. Quindi l’annuncio shock dello scrittore: “Andrò via dall’Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà. Voglio riprendermi la mia vita. Ho soltanto ventotto anni!”.
E poi? Adesso è tutto un coro (trasversale, che si alza da ogni direzione: da destra e da sinistra, rarissimo e apprezzabile caso di mozione bipartisan) di solidarietà, amicizia, vicinanza.
Nell’ordine: ci sono proposte di insignire con la cittadinanza onoraria sia al Comune di Scandicci, sia presso l’amministrazione di Gianni Alemanno, sindaco della Capitale. Canale 5 ha annunciato che riproporrà venerdì 17 sera, in una fascia di massimo ascolto, la puntata di Matrix con il colloquio tra Enrico Mentana e Saviano “per l’alto valore civile della testimonianza dell’autore di Gomorra”. Non è finita: Salman Rushdie, a suo tempo colpito a suo tempo da una “fatwa” dell’Iran per i suoi scritti, da Parigi si è preoccupato di avvertire che “Saviano corre un pericolo terribile e dovrà scegliere molto prudentemente il suo luogo di destinazione se lascerà l’Italia”. E ancora: “Saviano non deve sentirsi solo, la Cgil conferma il suo impegno in prima linea: il prossimo 19 novembre” fa sapere la segretaria confederale della Cgil, con delega al Mezzogiorno, Vera Lamonica, “proprio a Casal di Principe, organizzeremo una grande iniziativa di massa che ponga al centro i temi del lavoro, dell’economia e della legalità”.
Un altro segnale: la riunione che la commissione cultura della Camera potrebbe tenere a Casal di Principe: “Un gesto di forte valenza simbolica”, lo ha definito il deputato dell’Idv Giuseppe Giulietti che ha formulato la proposta insieme a Fabio Granata del Pdl, riscuotendo l’assenso del presidente della Camera Gianfranco Fini.

Da aggiungere: a Roma, alla Casa della memoria, per tutta la giornata del 21 ottobre verrà letto ad alta voce il best seller Gomorra; un’altra lettura si terrà ad Orvieto il 25 e il 26 ottobre per la Notte bianca di Resistenza e Solidarietà con Roberto Saviano. In radio, sono molti gli ascoltatori di Fahrenheit, il programma di Radiotre, che si sono prenotati per la staffetta di lettura integrale di Gomorra fissata anche questa per il 21 ottobre. Sostegno anche dal mondo del calcio: i tifosi granata della curva Primavera attendono l’ok delle autorità per esporre il loro striscione “Saviano uno di noi”, durante Torino-Cagliari di domenica.

Ma non ci sono solo politici (di tutti gli schieramenti) o rappresentanti delle istituzioni. Anche la gente comune cerca in tutti i modi di contattare e mandare messaggi allo scrittore napoletano. Ma, vivendo Saviano appartato e sotto scorta, l’unico modo per avvicinarlo è il web. E infatti: “Ciao Roberto, non mollare, anche se comprendo la tua sofferenza, la tua soltudine e la tua voglia di andare via da questo paese a volte così poco civile” scrive Raffaello sul profilo Facebook di Saviano. “Continuerai ad avere la nostra stima, la nostra fiducia e la nostra gratitudine se te ne andrai e ovunque tu sarai! Hai squarciato il velo… prenditi cura di te! La tua rabbia è anche la nostra!”, dice invece Michela.
La mobilitazione è così vasta che i ragazzi dello staff che gestisce il profilo Facebook di Saviano hanno dovuto cercare di porre un limite alle richieste di amicizia: il suo profilo è stato letteralmente preso d’assalto da chi voleva manifestargli la sua solidarietà o lasciare anche solo un pensiero, una riflessione.
Nelle stesse ore si sono moltiplicati anche i gruppi dedicati allo scrittore campano che hanno proposto ogni sorta di iniziativa: “Nessuno tocchi Saviano”, che ha raggiunto già più di 13.000 membri, ha raccolto le firme dei membri per inviare un appello al Presidente della Repubblica in difesa di Saviano, mentre il gruppo “Proponiamo Roberto Saviano per il premio Nobel per la Pace” rende esplicito il proprio scopo fin dal nome.
Ingorgo anche sulla pagina di Saviano sul rivale di Fb: MySPace. Quasi si fosse aperta una “gara” tra i due siti a chi dà maggiore spazio agli amici dello scrittore partenopeo. E infatti anche qui: pagine e pagine di commenti, saluti, abbracci (virtuali). E infine quell’immagine dello scrittore, ricostruita mediante la composizione ed il ritocco di circa mille foto di cittadini di Caserta che hanno voluto contribuire offrendo il proprio volto per il progetto “Una foto per Saviano”, commissionato dall’Amministrazione Provinciale.
Da che parte stia la Rete, insomma, pare abbastanza chiaro: Saviano per molti è ormai un simbolo in carne e ossa della legalità. Anche se lui stesso proprio da Mentana ha detto di volersi (e doversi) considerare “solo uno scrittore”. Forse perché, come ha ricordato anche il ministro dell’Interno Maroni, in visita a Napoli: “La lotta alla criminalità la fanno polizia, magistratura, imprenditori, che sono in prima linea“, invitando Saviano a non lasciare l’Italia. Forse perché come diceva Brecht: “Beato il Paese che non ha bisogno di eroi”.

Di fatto, semplice scrittore o eroe antimafia, Saviano è diventato un’icona da salvaguardare. E oltre all’importanza della mobilitazione “cultural-internettiana” tocca allo Stato il dovere di proteggerlo. Concretamente.

Il VIDEO di Youtube della puntata di Matrix:

Commenti

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Il 18 Ottobre 2008 alle 15:48 tizianaiaccarino ha scritto:

Saviano è il simbolo di un Italia che vuole cambiare, anche se e quando non ci riesce.
La solidarietà che gli si esprime resta sempre una minima parte di quel che lui ha dato e ha fatto per il suo paese, perdendo la propria libertà personale.
Andare all’estero non è la soluzione e Saviano lo sa. Ha bisogno di una ‘pausa’, sebbene forzata, ma rifugiarsi altrove non cambierà niente, perché i rischi che corre saranno gli stessi e questo lo sanno tutti.
L’Italia deve molto a questo ragazzo che sacrifica la propria vita e libertà, in nome di una giustizia e di una legalità che, probabilmente, avevano davvero bisogno di un segnale forte, un’icona, un simbolo, un segno forte nella figura di una persona in carne e ossa.

Tiziana Iaccarino

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