Rudy Guede, accusato dell’omicidio di Meredith Kercher
Ergastolo per Rudy Guede: è la richiesta dei pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi al termine della requisitoria per l’omicidio di Meredith Kercher. È stata formulata la richiesta di rinvio a giudizion per Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Secondo la ricostruzione dell’omicidio proposta dall’accusa, Meredith Kercher è stata accoltellata alla gola da Amanda Knox: Rudy Guede la strozzava e Raffaele Sollecito la teneva. Il giovane ivoriano è processato con il rito abbreviato. Gli altri due imputati, Raffaele Sollecito ed Amanda Knox hanno invece scelto il rito ordinario. I tre hanno sempre sostenuto la loro estraneità all’omicidio compiuto a Perugia nella notte tra il 2 e il 3 novembre dello scorso anno.
Stamane l’udienza preliminare si è aperta con alcune dichiarazioni spontanee di Amanda Knox. La studentessa di Seattle ha ribadito di essere estranea al delitto: ha parlato in inglese per una decina di minuti assistita da un interprete. Ha comunque salutato il giudice in italiano rivolgendosi con un “buon giorno”. Una dichiarazione spontanea caratterizzata da alcuni momenti di commozione e lacrime. Mentre parlava Amanda è stata vista gesticolare più volte con le mani. Maglione fucsia su camicia bianca, la Knox ha ripetuto al giudice di essere estranea al delitto. Ha sostenuto di avere ricevuto pressioni dalla polizia la notte in cui venne fermata. Secondo la giovane americana le venne anche detto che avrebbe preso trent’anni di carcere se non avesse confessato. La Knox ha parlato per una decina di minuti assistita da una interprete. Ha sempre mantenuto un atteggiamento molto composto, anche quando le sue parole sono state segnate dalla commozione. Subito dopo di lei ha preso la parola Raffale Sollecito il quale si è limitato a spiegare “di avere conosciuto Amanda il 25 ottobre a un concerto di musica classica”.
Nella fase iniziale della requisitoria il pubblico ministero Giuliano Mignini ha fatto riferimento a un “attacco mediatico da settori limitati e proveniente da oltreoceano”. Il riferimento sarebbe alla lettera, anticipata oggi da alcuni quotidiani, giunta alla procura di Perugia da parte di un giudice della Corte Suprema di Seattle, amico della famiglia Knox, che nel difendere Amanda testimonia la bontà d’animo e l’assoluta mancanza di cattiveria della ragazza. Il magistrato di Perugia ha poi ricostruito le fasi iniziali dell’indagine. Ha quindi parlato delle “pressioni e interferenze” che hanno caratterizzato gli accertamenti.
- Sabato 18 Ottobre 2008
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