Veltroni divorzia da Di Pietro: “L’opposizione non si fa in tv”

A una settimana dalla manifestazione del Circo Massimo, Walter Veltroni manda dal salotto televisivo di Fabio Fazio due mesaggi: il primo al governo “arrogante” che, a suo giudizio, davanti alla crisi finanziaria ha preso misure “inadeguate”; il secondo al centrosinistra nel suo complesso e in particolare ad Antonio Di Pietro.
“L’opposizione si fa nelle piazze e non in televisione”, ha detto rivolto all’esecutivo, davanti alle telecamere di Che tempo che fa, e a Di Pietro ha replicato: “È una vita che sento chi fa l’opposizione gridando con un tono di voce più alto, però quando si va ai temi di merito si vedono le grandi differenze. Su quello dell’integrazione, per esempio, credo ci sia grande differenza tra le opinioni di Di Pietro e quelle della cultura democratica”.

Il divorzio si è consumato, a detta del leader del Pd, proprio per causa dell’ex pm. Che ha fatto saltare “l’alleanza quando Antonio Di Pietro ha stracciato l’impegno, dopo le elezioni, di costituire un gruppo comune con noi”.
“Con Di Pietro avevamo sottoscritto un programma per costituire un unico gruppo, quando si è accorto che aveva un numero sufficiente di parlamentari per costituirne uno da solo, Di Pietro ha stracciato quell’impegno”. Pronta la replica del leader dell’Italia dei valori: “Contrariamente a quanto ha affermato avventatamente Veltroni, Idv non ha rotto alcun patto con il Pd, tanto è vero che sta per affrontare, insieme al Pd, le imminenti elezioni in Trentino e speriamo anche in Abruzzo” ha risposto Antonio Di Pietro, aggiungendo che “Italia dei Valori ha scelto subito un’opposizione chiara, lineare e intransigente, mentre il Pd ha ondeggiato con una linea collaborativa, a tal punto da sembrare talvolta persino collaborazionista”.

Nella conversazione con Fabio Fazio, il leader del Pd ha rilanciato la sua linea politica e si è detto stupito delle notizie circolate sulla revoca della manifestazione: “Avevo detto che davanti alla crisi finanziaria, in caso di emergenza, saremmo stati pronti ad un confronto. La manifestazione non è mai stata revocata”. Appuntamento a Roma confermato, quindi, per dire chiaro al governo cosa non va: “Si preoccupano delle banche ma nessuno dice qualcosa sulle piccole e medie imprese, sui precari e sui lavoratori che vivono con 1.300 euro al mese. Il governo non si è occupato di questi problemi ma della giustizia e della televisione”.
Bacchettate anche per chi nel centrodestra discute la legittimità della manifestazione: “Non capisco per quale motivo si tema così tanto un’iniziativa democratica. Voglio ricordare che nel 2006 la destra a piazza San Giovanni manifestò con lo slogan ‘Contro il regime per la libertà’ e qualcuno era in corteo con la mortadella che doveva rappresentare Prodi”. Secondo il leader dell’opposizione, “c’è un fastidio per tutto ciò che non rappresenta il consenso. Chiunque non è nella scia del pensiero unico è visto come un marziano”.

La dimostrazione, dice, è rappresentata dallo spazio dato dalle televisioni al centrodestra: “Il 70% è per la maggioranza e il resto agli altri”. Una disparità, secondo Veltroni, anche nel trattare le vicende del Pd: “Se uno legge i giornali capisce che c’è il vizio di saltare sul treno dei vincitori. Pagine e pagine se noi non facciamo le primarie per un sindaco di una città, mentre non si dice nulla sul modo in cui la destra sceglie i suoi candidati e del fatto che non è mai stato fatto un congresso”.
E allora, meglio cercare consolazione e speranze fuori dall’Italia: il “kennedyano” Walter fa riferimento al voto americano che, spera l’ex sindaco di Roma, cambierà le cose anche altrove, come era già successo con la conferma di George W.Bush. “Spero che tra qualche settimana” dice infatti “dall’America arrivi la notizia della vittoria di Barak Obama e credo che tutto cambierà anche in Europa”.

LEGGI ANCHE: Fassino, “Niente crisi e nessun rischio di balcanizzazione per il Pd”

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Commenti

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Il 19 Ottobre 2008 alle 21:17 leonardo.d ha scritto:

E’ forse la mossa più “azzeccata” di Veltroni che darà una maggiore identità al suo partito … Prima era troppo schiacciato nell’alleanza-fantasma con Di Pietro …
Ma Veltroni crei un’alternativa di governo seria e responsabile e lasci stare la protesta … a prescindere … di Di Pietro …

Il 19 Ottobre 2008 alle 21:31 fercas ha scritto:

Veltroni continua a dimostrarsi un politico dozzinale, raffazzone ed inconcludente. Prima si allea con Di Pietro mal valutandone le conseguenze; non ha ancora capito che il Di Pietro stà facendo, da sempre, una campagna personale contro il Berlusca perchè, come dichiarò a suo tempo, lo vuole sfasciare. Caricatosi sulle spalle tale fardello (ma non ne poteva fare a meno?) ora finalmente se n’è liberato ma ormai i danni sono stati fatti. Ora, pur dichiarando che è la prima volta che un partito politico organizzsa una manifestazione al circo Massimo, scende al circo per manifestare! Con quali risultati politici dico io, visto che in questo momento il Governo gode della fiducia della maggioranza degli italiani e, conseguentemente, tale manifestazione probabilmente si rivelerà un flop, specialmente in un momento come questo. Molto probabilmente dopo le europee il PD cambierà allenatore ed il povero Walter tornerà a fare quello che ha fatto sino ad un anno fà, il manovale della politica. Cordialità.

Il 20 Ottobre 2008 alle 7:43 ppx ha scritto:

era ora - probabilmente acquisterà più credibilità e probabilmente anche qualche elettore l’ idv è un insieme di scontenti che criticano quelli che si muovono per il bene della Nazione e che cercano di rimediare errori del passato con idee chiare e competenza.

Il 20 Ottobre 2008 alle 12:08 vincenzod ha scritto:

CREDO CHE TUTTI I SINISTRI HANNO CAPITO! La Weltromania è finita, tranne la musica di bella ciao e Bandiera Rossa che non trionferò! Oramai è un Faziomaia comica tanto i comici di Zelig o altri sono muti come pesci strabici: sanno ancora di rischiare i contratti visto lo sforzo di regalia ed eclatante del “ Politico“: uno sforzo eccezionale ma la cuccagna è finita per sempre tranne una nuova “ briganteria Rossa “ degli anni di piombo, ma avverrà?
Credo che Weltromarx per scusarsi dovrebbe fare come la Palin accettare di andare ad uno show comico unico chance che gli resta come Politico meglio che andare in Africa ma si procuri una protezione potrebbe ritrovarsi una pentola bollente, lì non saranno teneri come gli Italiani e ciechi Sinistroidi!

Il 20 Ottobre 2008 alle 17:35 nhico ha scritto:

Di Pietro dice che Veltroni parla avventatamente, che è, insomma, uno che non sa quello che dice. Uno che sparla. L’ex sindaco di Roma invece dell’ex pm dice che è uno che non rispetta gli accordi. Uno spergiuro. Ma, a sentire Di Pietro, sotto traccia stanno trattando i candidati che presenteranno insieme in Trentino e forse anche in Abruzzo. Questi due belli spicchi di mandorla amara stringono accordi sottobanco, mentre si beccano in pubblico. Senza nessun ritegno per la verità, ma nel solco di un loro comune interesse. Chi è peggio dei due, è difficile dirlo.

Il 21 Ottobre 2008 alle 12:10 Consulta-Rai: la “svolta” si avvicina. Il Pdl: “Abbiamo un altro nome” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La rottura in diretta tv tra Pd e Idv mette in allarme l’ala moderata dei democratici. Che pensa infatti, per usare le parole del Riformista, che scaricato Di Pietro il partito debba scegliere Casini. Ed effettivamente negli ultimi giorni gli abboccamenti tra gli sherpa di Pd e Udc si sono moltiplicati. Il segretario centrista Lorenzo Cesa fa sapere che l’Udc non è intercambiabile con l’Idv, ma naturalmente molto dipenderà dalle prossime scelte politiche dei democratici. Per esempio sul capitolo aperto delle alleanze locali per le amministrative: in Abruzzo c’è un negoziato in corso a cui si oppone Rifondazione. Ma i laboratori in realtà potrebbero essere molti altri. A cominciare dal nome da mettere sulla poltrona della Vigilanza Rai. [...]

Il 24 Ottobre 2008 alle 18:21 Il Pd e la piazza. Tra chi va, chi no, chi forse si misura la forza di Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ma il problema per il leader del Pd, sta semmai sotto il palco. Cioè: come riempire la sterminata spianata che, a detta dell’ufficio stampa del Pd: “Ha una capienza doppia rispetto a quella di San Giovanni”, la tradizionale piazza dei raduni di sinistra e sindacati. A riempire il Circo Massimo, per dire, ci riuscì l’allora numero uno della Cgl, Sergio Cofferati nel 2002: un’eternità fa… E comunque, per non fare brutta figura, per vincere la prima sfida della piazza l’organizzazione del Pd lavora a pieni giri. E dà i numeri: per dimostrare, come afferma Veltroni, “che nessun altro partito in Italia è in grado di fare una manifestazione in un luogo importante come il Circo Massimo”. Oltre a 50 treni speciali e a centinaia di pullman, anche due traghetti sono stati affittati per portare dalle isole elettori e simpatizzanti, che sfileranno alle 14 da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani: due maxi cortei, composti ciascuno dalle rappresentanze provenienti da 10 regioni. In realtà, per strada non scenderanno solo i democratici: ci saranno i Socialisti, i verdi, gli (ex) alleati dell’Idv di Di Pietro. Assente la Sinistra Arcobaleno, non mancherà l’Associazione nazionale partigiani che denuncia lo stravolgimento “dei principi e valori della nostra Costituzione”. E poi il mini-giallo sull’Udc, con il loft che ne annuncia la presenza e il partito di Casini che la smentisce. [...]

Il 11 Maggio 2009 alle 13:12 Lite a sinistra per le europee. Franceschini contro Di Pietro: “Il voto all’Idv è sprecato” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’appello, che viene niente meno che dal leader del Pd, è forte: “Non votate per protesta Di Pietro”(alle prossime europee, ndr) ; è in gioco la democrazia”. Parole destinate a lasciare il segno. Che i rapporti con Di Pietro non siano, da tempo, più rosei, si sa. Tante (troppe) le polemiche sul modo e sui contenuti del fare opposizione. Stavolta, però, Dario Franceschini - preso in mezzo tra chi nel proprio partito spinge per un’altra alleanza con i centristi dell’Udc (Rutelli, Letta etc…) e chi (come D’Alema) chiede di abbandonare l’Idv al proprio destino - riesce nella duplice impresa: il suo “consiglio” scatena, a stretto giro di posta, le ire dell’Italia dei Valori così come pure del Popolo della Libertà. Questa, la risposta piccata di Antonio Di Pietro: “Dario Franceschini ha mostrato oggi tutta la sua disperazione elettorale. Siamo noi il vero voto utile”. Idea, in verità, più volte ribadita dall’Idv, che da mesi va sostenendo di essere l’unica e vera opposizione al governo. Insomma, scene da una coalizione in via di sfarinamento, a sinistra. Ad accendere la miccia è stato il duplice appello a votare Pd rivolto agli elettori.  Prima in un appuntamento pubblico al teatro Eliseo di Roma e poi ospite della trasmissione in Mezz’ora di Lucia Annunziata, Franceschini ne approfitta per fare chiarezza sulle conseguenze che avrà il risultato che uscirà dalle urne nel week end del 6 e 7 giugno. Il “rischio”, avverte, è “di risvegliarci in un Paese con un padrone assoluto”. E più tardi lo stesso leader Democratico rincara la dose: “Il giorno dopo le elezioni” sostiene “si capirà se Berlusconi ha stravinto o se c’è ancora un equilibrio di forze. Bisogna suonare un campanello d’allarme”. Dunque no “all’astensione o al voto di protesta, perché quello per Antonio Di Pietro non può essere altro che un voto di protesta”. [...]

Il 11 Maggio 2009 alle 14:36 Lite a sinistra per le europee. Franceschini contro Di Pietro: “Il voto all’idv è sprecato” | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] L’appello, che viene niente meno che dal leader del Pd, è forte: “Non votate per protesta Di Pietro”(alle prossime europee, ndr) ; è in gioco la democrazia”. Parole destinate a lasciare il segno. Che i rapporti con Di Pietro non siano, da tempo, più rosei, si sa. Tante (troppe) le polemiche sul modo e sui contenuti del fare opposizione. Stavolta, però, Dario Franceschini - preso in mezzo tra chi nel proprio partito spinge per un’altra alleanza con i centristi dell’Udc (Rutelli, Letta etc…) e chi (come D’Alema) chiede di abbandonare l’Idv al proprio destino - riesce nella duplice impresa: il suo “consiglio” scatena, a stretto giro di posta, le ire dell’Italia dei Valori così come pure del Popolo della Libertà. Questa, la risposta piccata di Antonio Di Pietro: “Dario Franceschini ha mostrato oggi tutta la sua disperazione elettorale. Siamo noi il vero voto utile”. Idea, in verità, più volte ribadita dall’Idv, che da mesi va sostenendo di essere l’unica e vera opposizione al governo. Insomma, scene da una coalizione in via di sfarinamento, a sinistra. Ad accendere la miccia è stato il duplice appello a votare Pd rivolto agli elettori.  Prima in un appuntamento pubblico al teatro Eliseo di Roma e poi ospite della trasmissione in Mezz’ora di Lucia Annunziata, Franceschini ne approfitta per fare chiarezza sulle conseguenze che avrà il risultato che uscirà dalle urne nel week end del 6 e 7 giugno. Il “rischio”, avverte, è “di risvegliarci in un Paese con un padrone assoluto”. E più tardi lo stesso leader Democratico rincara la dose: “Il giorno dopo le elezioni” sostiene “si capirà se Berlusconi ha stravinto o se c’è ancora un equilibrio di forze. Bisogna suonare un campanello d’allarme”. Dunque no “all’astensione o al voto di protesta, perché quello per Antonio Di Pietro non può essere altro che un voto di protesta”. [...]

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