Alcol dilagante tra i teenager. Ma a rischio sono oltre 9 milioni di italiani

alcolici
Nove milioni in Italia abusano dell’alcol. 740mila di questi sono minorenni: cioè, un under 18 su cinque. Numeri che, oltre a rappresentare una vera e propria emergenza, collocano il nostro paese al primo posto in Europa per l’età più bassa di accesso all’alcol. A puntare i riflettori sul fenomeno è la prima Conferenza nazionale sull’alcol, promossa dal Ministero del Welfare e della Salute, che tra lunedì 20 e martedì 21 ottobre riunisce esperti, associazioni, produttori e istituzioni per fare il punto sull’emergenza alcol in Italia.
“Abbiamo l’età più bassa di accesso all’alcol” ha segnalato il sottosegretario Eugenia Roccella “e tra i 14 e i 17 anni c’è un picco rispetto all’Europa. Il 19,5 per cento degli under 18 consuma alcol”. A cambiare rispetto al passato è la modalità di consumo: “Ora siamo diventati più europei”, ha spiegato il sottosegretario, “e si beve fuori pasto, non solo vino ma superalcolici, con gli aperitivi e i drink ‘mascherati’, che sono dolci e piacevoli ma in realtà ad alto tasso alcolico”.
I giovanissimi (gli under 15), dice in proposito uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità, consumano in discoteca la loro “dose” di alcol. Secondo l’ultima rilevazione su un campione di 637 ragazzi, ha sottolineato l’esperto dell’Iss Emanuele Scafato: “In media il sabato sera in discoteca i maschi sotto i 15 anni consumano quattro bicchieri di bevande alcoliche per serata e le ragazze ne consumano tre bicchieri. Il 67% degli under 15 - ha detto Scafato - dichiara di consumare abitualmente alcol il sabato sera, e di questi oltre il 40% dichiara di abusare di bevande alcoliche consumando tra tre e oltre cinque bicchieri. Va oltre il limite dei cinque bicchieri il 29% dei ragazzi”.

Sono insomma lontani i tempi del bicchiere di vino a pranzo e a cena, tradizione tutta italiana: “Oggi i giovani bevono con il preciso scopo di ubriacarsi”. Tra i ragazzi, cioè: “È sempre più frequente un atteggiamento analogo a quello perseguito attraverso le droghe, cioè la ricerca dello sballo per sperimentare emozioni-limite e perdere consapevolmente la coscienza di sé. Sono comportamenti relativamente nuovi a cui la conferenza nazionale proverà a dare delle risposte”.

In cura presso i servizi pubblici per l’alcoldipendenza vi sono al momento 61mila persone: si tratta soprattutto di giovani sotto i 30 anni. Il sottosegretario ha spiegato come nel 2005 i minori di 20 anni rappresentavano lo 0,7% dell’utenza, e i giovani fra i 20 e i 29 anni l’11% (contro il 9,8% del 2004). Inoltre, nel 2005 il 17% dei nuovi utenti aveva meno di 30 anni.
Anche l’Istat attesta il consumo di alcolici diffuso tra i ragazzi di 16-17 anni: uno su due beve e l’8% dei maschi di quella fascia di età lo fa tutti i giorni. Non solo, ma secondo i dati dell’indagine Eurobarometro 2002 l’Italia presenta l’età più bassa in Europa per quanto riguarda il primo contatto con le bevande alcoliche: la media è 12,2 anni, contro i 14,6 della media europea. Subito dopo l’Italia vengono l’Irlanda e l’Austria con 12,7 anni.
Data l’alta percentuale di baby-bevitori under 18, è fondamentale, ha detto Roccella, pensare a nuove strategie di azione soprattutto sul fronte della prevenzione, “rafforzando ad esempio i controlli sui luoghi del bere e di ritrovo dei ragazzi, anche se” ha aggiunto “le sole politiche repressive non sono sicuramente sufficienti e bisognerà anche agire, ad esempio, sul fronte della regolamentazione della pubblicità”.
Il punto, ha avvertito Roccella, “è che siamo di fronte ad un’emergenza educativa: i ragazzi sono, cioé, sempre di più fuori dal controllo dei genitori e della scuola, mentre aumentano i contatti via Internet”. A ciò si aggiunge anche una sorta di ‘vuoto normativo’. La legge italiana, infatti, prevede il divieto di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni, ma non è previsto alcun divieto di vendita agli under 18.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 20 Ottobre 2008 alle 20:39 vincenzod ha scritto:

Io a 6 anni bevvi il mio primo sorso di vino datomi dalla mia povera sorellina Maria poco più grande di me credendo che avrebbe risolto le mie orecchioni, ma per due giorni mi mise KO! Così anziché spingermi a bere più in la, ma fu rifiutato ogni sorso fino ai miei diciottenni, mi ricordo che a Milano in Via Rosmini in China Town povero sì, ma tutti i giorni in trattoria bevevo spuma rossa!
Poi, adottai questo metodo soprattutto all’Estero, mi ricordo che a Tokyo alcuni “ amici “ di viaggio tentarono di farmi ubriacare di GB, ma col mio trucco di usare sempre una mano sul bicchiere non abboccai, ma l’autista della limousine nell’andare allo Shiba Park Hotel era talmente ubriaco che veramente ebbi paura tanto che causò un incidente. Ora a 63 anni posso dire che, anche ho il mio vino eccellente dichiaro di bere solo ½ bicchiere al giorno dopo i pasti ed ho limitato anche il caffé e, mai avuto sbronze in nessun caso salvo una volta dovuto ai gas nel travasare tre damigiane di Lambrusco ma cosa fu salutare, poiché mi ritrovai sul posto di lavoro avendo dormito tutto il Week End. Invito da un Contadino che pur di avere alcool a disposizione non sono tentato la vita è troppo bella per restare secco anche senza superEnalotto! Ciao Vincenzo Alias Il Contadino Matera

Il 20 Ottobre 2008 alle 23:50 linux747 ha scritto:

Scempjaggini dilaganti tra i giornalisti. Ma a riskio sono oltre 9 milioni di giornalisti e TITOLISTI che non sanno più quale scempjaggine skrivere per abbbjndolare i letttori. E’ kiaro il koncetto ???

Il 21 Ottobre 2008 alle 9:18 cronaca24.org ha scritto:

Alcol dilagante tra i teenager. Ma a rischio sono oltre 9 milioni di italiani…

Nove milioni in Italia abusano dell’alcol. 740mila di questi sono minorenni: cioè, un under 18 su cinque. Numeri che, oltre a rappresentare una vera e propria emergenza, collocano il nostro paese al primo posto in Europa per l’età più bassa di a…

Il 21 Ottobre 2008 alle 9:33 lordmax ha scritto:

Ma smettetela di dire cretinate.
Perché non fate i giornalisti veri per una volta nella vita? O volete proprio tutti andare a lavorare a rete 4?

Il problema non è l’alcol ma la stupidità e l’ignoranza dilagante.

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