- Tags: centrosinistra, editoria, giornali, governo, La-repubblica, opposizione, Pd, Riformista, Unità
- Un commento
di Carlo Puca
Al Riformista due nuovi vicedirettori, Stefano Cappellini e Ubaldo Casotto, e nel domenicale curato da Guia Soncini lo storico “Bestiario” di Giampaolo Pansa. All’Unità, un solo vice entrante (Giovanni Maria Bellu) ma un secondo caporedattore centrale, Daniela Amenta.
Sono queste le principali novità nelle squadre di Antonio Polito e Concita De Gregorio, entrambi in procinto di sbarcare sul mercato con i loro quotidiani rivoluzionati. Lunedì 20 ottobre, da giornale di nicchia a otto pagine, Il Riformista si farà generalista, a 32 pagine. La linea editoriale di Polito è semplice: “Contro il gigantismo dei grandi giornali, in un mondo già saturo di notizie via tv e internet, il quotidiano deve informare di più e meglio”.
La settimana dopo toccherà all’Unità in formato tabloid, 64 pagine. Scommessa rischiosa: abdicando alla tradizione, De Gregorio ha intenzione di ridurre al minimo la politica per puntare “sul racconto del paese reale”. La sfida è aperta e non solo tra l’arancione del Riformista e il rosso dell’Unità. La partita è anzitutto contro il grigio della Repubblica, dove tutti e due i direttori hanno trascorso la loro meglio gioventù.
- Lunedì 20 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 26 Ottobre 2008 alle 14:45 Guia Soncini » Archivio del blog » «…and much less scrupulous about sources» ha scritto:
[...] Tutto questo per dire che stamattina, mentre commentava le brutture di un certo inserto domenicale, un tizio di mia conoscenza ha cominciato a dire «Senti, ma tu che ne sei responsabile, mi spieghi perché…» Mentre iniziavo a berciare che basta, insomma, ora querelo Panorama e tutti quelli che lo leggono e ci credono (cioè solo il tizio in questione), sono stata zittita da una risposta che suonava tipo «Capirai: la querela è la più moderna forma di socializzazione.» Il guaio di un paese in cui nessuno prende sul serio quel che scrivono i giornali è che non puoi seriamente risentirti quando scrivono stronzate che ti riguardano. (In alternativa: il guaio di non avere una reputazione è che non puoi sostenere in tribunale che te l’abbiano rovinata.) [...]
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