Famiglia Cristiana boccia le classi-ponte: è apartheid

L’ennesimo attacco al governo firmato Famiglia Cristiana questa settimana è contro la riforma della scuola. Più precisamente, il settimanale cattolico punta il dito contro la proposta leghista (primo firmatario Roberto Cota, capogruppo del Carroccio alla Camera) delle classi-ponte per i bambini immigrati additando la mozione approvata come “il primo provvedimento razziale del Parlamento”. Ovvero: l’istituzione di quelle che il settimanale cattolico definisce “classi-ghetto” che fanno scivolare “pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione”.
Il settimanale dei Paolini non usa mezzi termini, preferisce alzare i toni, commentando la riforma della scuola e criticando la norma che prevede l’istituzione di classi per soli immigrati. “Si dice ‘classi ponte’, ma si legge ‘classi ghetto’, si legge nell’editoriale del periodico cristiano . “Il problema dell’inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono ‘criptorazziste’, non di integrazione”.
Si danno “risposte sbagliate a problemi reali di inserimento”, dichiara famiglia cristiana e “la questione dell’italiano è solo una scusa: tutti sanno”, si legge nell’editoriale, “che le cosiddette ‘classi di inserimento’ non sono efficaci. I risultati migliori si ottengono con classi ordinarie e con ore settimanali di insegnamento della lingua”. In Italia questo, in parte, avviene. Lo prevedono le “linee guida” (2006) dell’allora ministro Moratti per l’accoglienza degli alunni immigrati, approvate anche dalla Lega.

“Chi pensa a uno ’sviluppo separato’ in Italia, conclude il settimanale dei Paolini nel suo editoriale, “sappia che quel concetto in altra lingua si chiama ‘apartheid’, andata in scena in Sudafrica per molti anni: autobus, cinema e scuole separati”.

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Il 22 Ottobre 2008 alle 13:48 Berlusconi duro con le occupazioni: “Non ritiriamo il decreto sulla scuola” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non cederà il governo. Non farà passi indietro. Anzi, sulla riforma della scuola “Andremo avanti: continuiamo nella direzione lungamente meditata e poi intrapresa dal ministro Gelmini”. A dirlo è il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, proprio con il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Perché: “L’obiettivo non è la riforma strutturale della scuola ma mettere al centro della scuola lo studente. Ci saranno risparmi e quindi avremo più risorse in una scuola dove gli stipendi degli insegnanti assorbono ora oltre il 90% del budget”. Non ci sta il premier alle “bugie” della sinistra: “Dicono che taglieremo il tempo pieno, che licenziamo insegnanti, che togliamo risorse alla scuola. Tutto falso”. E allora snocciola numeri, dati e cifre. Tutto per difendere le ragioni della riforma della scuola a pochi giorni dalla manifestazione di protesta convocata per il 25 ottobre dal Pd e mentre nelle università italiane dilagano occupazioni e mobilitazione. Uno ad uno, Berlusconi analizza tutti i punti del decreto Gelmini, che anche questa mattina il leader del Pd Walter Veltroni ha invitato a ritirare. “Siamo decisi ad andare avanti, e diamo un avviso ai naviganti: non permettermo l’occupazione di luoghi come università e scuole, che è una violenza nei confronti delle famiglie, dello Stato, dei ragazzi che vogliono studiare”. Berlusconi ha reso noto che comunicherà al ministro dell’Interno Maroni indicazioni su “come devono intervenire le forze dell’ordine”. La manifestazione del 25 “La sinistra, vedendo l’aria che tira, dice che in piazza saranno fatte delle proposte: non credo che sia quello il luogo. Le proposte si fanno in Parlamento e, per ora, dalla sinistra non e’ arrivato nulla. Noi invece andammo in piazza per protestare contro il fisco”. I falsi della sinistra “Altro falso” ha proseguito Berlusconi “è quello che dice: il governo caccia 87mila insegnanti. E’ solo prepensionamento e blocco del turnover. Si mette fine alla prassi della sinistra che ha inflazionato precari e trasformato la scuola in un ammortizzatore sociale, dequalificandola. Il 38,8% degli studenti 15enni non raggiunge il livello di competenza minimo in una società avanzata. Bisogna cambiare le cose, ed è quello che si appresta a fare il ministro Gelmini. La scuola ha 1 milione e 300mila insegnanti con il costo per studente più alto d’Europa”. Tempo pieno “La sinistra dice che aboliamo il tempo pieno” ha detto ancora Berlusconi “Ma non c’è nessuna abolizione. Anzi ci saranno più insegnanti da impiegare per il tempo pieno. Le classi di tempo pieno potranno aumentare anche del 50%. In 5 anni ci saranno quasi 6mila classi in più con il tempo pieno”. Lingua straniera “Le ore dell’inglese nelle elementari sono tagliate: è falso”, ha aggiunto Berlusconi snocciolando dati su dati che provano il mantenimento delle ore di inglese in orario “E le famiglie possono chiedere altre 2 ore di inglese in più sottraendole all’insegnamento della seconda lingua”. Razzismo “Andate voi” ha detto Berlusconi “a insegnare l’aritmetica e l’italiano in classi, come al nord, dove si parlano 10 lingue e non l’italiano. Si vuole dare solo l’opportunità di corsi per far parlare l’italiano a questi ragazzi. Il primo passo è l’insegnamento della lingua italiana per l’integrazione. Non per razzismo (come ancora ieri aveva accusato Famiglia Cristiana in un suo editoriale, ndr). In Francia ci sono da decenni le classi ‘d’accueil’ (CLA), in Germania ci sono classi analoghe” per l’insegnamento della lingua e della cultura tedesca. Scuole chiuse “Altra menzogna. Per le comunità montane e altro si è solo previsto il risparmio sul personale dirigente. Ci saranno un preside unico in scuole con 50 bambini o meno”. Meno risorse “Il taglio di 8 miliardi di euro per la scuola. Non è vero - ribatte Berlusconi - qui ci sono i dati. C’è una manovra sul triennio che porta ad una migliore allocazione delle risorse. Oggi la scuola costa 39 miliardi di euro l’anno e per il 96% sono stipendi del personale. Spendiamo più del 7% del Pil in Istruzione, Germania e Francia spendono più o meno lo stesso. Ogni studente ci costa 5172 euro, un record in Europa: in Italia c’è 1 docente ogni 9 studenti contro 1 ogni 13 studenti in Europa”. Nessuna meritocrazia “Gli insegnanti guadagnano allo stesso modo, quelli che meritano e quelli che non meritano” ha detto Berlusconi. “Un insegnante con 15 anni di anzianità guadagna 27.500 euro dopo 15 anni; in Germania guadagna 20mila euro in più”. Per questo, ha aggiunto Berlusconi, la riforma si propone di arrivare entro il 2012 a poter “premiare” con un aumento di stipendio significativo gli insegnanti più meritevoli. [...]

Il 27 Ottobre 2008 alle 20:42 Scuola, mobilitazione continua: si va allo sciopero, tra cortei e proteste » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Quindi la bordata di Famiglia Cristiana. Non ce la fa proprio a trattenersi dal criticare, e duramente, il governo, il settimanale diffuso in tutte le parrocchie d’Italia. Questa volta, la rivista dei Paolini ha chiesto “il ritiro o la sospensione del decreto Gelmini”. “Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa”. Con questo titolo uscirà in edicola Famiglia Cristiana questa settimana. “Nel mirino c’è una legge approvata di corsa, in piena estate” si legge nell’articolo, che sottolinea come “nonostante la dicitura sia roboante, ‘Riforma della scuola’, più prosaicamente” si dovrebbe parlare di “contenimento della spesa a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti. Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo”. La conclusione del settimanale cattolico è amarissima: “Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti. Quando una Finanziaria s’approva in nove minuti e mezzo, quando, furtivamente, si infilano emendamenti rilevanti tra le pieghe di decreti legge, il Parlamento si squalifica”. [...]

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