Berlusconi duro con le occupazioni: “Non ritiriamo il decreto sulla scuola”

MAristella Gelmini e Silvio Berlusconi

Non cederà il governo. Non farà passi indietro. Anzi, sulla riforma della scuola “Andremo avanti: continuiamo nella direzione lungamente meditata e poi intrapresa dal ministro Gelmini”. A dirlo è il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, proprio con il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Perché: “L’obiettivo non è la riforma strutturale della scuola ma mettere al centro della scuola lo studente. Ci saranno risparmi e quindi avremo più risorse in una scuola dove gli stipendi degli insegnanti assorbono ora oltre il 90% del budget”. Non ci sta il premier alle “bugie” della sinistra: “Dicono che taglieremo il tempo pieno, che licenziamo insegnanti, che togliamo risorse alla scuola. Tutto falso”.
E allora snocciola numeri, dati e cifre. Tutto per difendere le ragioni della riforma della scuola a pochi giorni dalla manifestazione di protesta convocata per il 25 ottobre dal Pd e mentre nelle università italiane dilagano occupazioni e mobilitazione.
Uno ad uno, Berlusconi analizza tutti i punti del decreto Gelmini, che anche questa mattina il leader del Pd Walter Veltroni ha invitato a ritirare. “Siamo decisi ad andare avanti, e diamo un avviso ai naviganti: non permetteremo l’occupazione di luoghi come università e scuole, che è una violenza nei confronti delle famiglie, dello Stato, dei ragazzi che vogliono studiare”. Berlusconi ha reso noto che comunicherà al ministro dell’Interno Maroni indicazioni su “come devono intervenire le forze dell’ordine”.
La manifestazione del 25 ottobre
“La sinistra, vedendo l’aria che tira, dice che in piazza saranno fatte delle proposte: non credo che sia quello il luogo. Le proposte si fanno in Parlamento e, per ora, dalla sinistra non e’ arrivato nulla. Noi invece andammo in piazza per protestare contro il fisco”.
I falsi della sinistra
“Altro falso” ha proseguito Berlusconi “è quello che dice: il governo caccia 87mila insegnanti. È solo prepensionamento e blocco del turnover. Si mette fine alla prassi della sinistra che ha inflazionato precari e trasformato la scuola in un ammortizzatore sociale, dequalificandola. Il 38,8% degli studenti 15enni non raggiunge il livello di competenza minimo in una società avanzata. Bisogna cambiare le cose, ed è quello che si appresta a fare il ministro Gelmini. La scuola ha 1 milione e 300mila insegnanti con il costo per studente più alto d’Europa”.
Tempo pieno
“La sinistra dice che aboliamo il tempo pieno” ha detto ancora Berlusconi “Ma non c’è nessuna abolizione. Anzi ci saranno più insegnanti da impiegare per il tempo pieno. Le classi di tempo pieno potranno aumentare anche del 50%. In 5 anni ci saranno quasi 6mila classi in più con il tempo pieno”.
Lingua straniera
“Le ore dell’inglese nelle elementari sono tagliate: è falso”, ha aggiunto Berlusconi snocciolando dati su dati che provano il mantenimento delle ore di inglese in orario “E le famiglie possono chiedere altre 2 ore di inglese in più sottraendole all’insegnamento della seconda lingua”.
Razzismo
“Andate voi” ha detto Berlusconi “a insegnare l’aritmetica e l’italiano in classi, come al nord, dove si parlano 10 lingue e non l’italiano. Si vuole dare solo l’opportunità di corsi per far parlare l’italiano a questi ragazzi. Il primo passo è l’insegnamento della lingua italiana per l’integrazione. Non per razzismo (come ancora ieri aveva accusato Famiglia Cristiana in un suo editoriale, ndr). In Francia ci sono da decenni le classi ‘d’accueil’ (CLA), in Germania ci sono classi analoghe” per l’insegnamento della lingua e della cultura tedesca.
Scuole chiuse
“Altra menzogna. Per le comunità montane e altro si è solo previsto il risparmio sul personale dirigente. Ci saranno un preside unico in scuole con 50 bambini o meno”.
Meno risorse
“Il taglio di 8 miliardi di euro per la scuola. Non è vero” ribatte Berlusconi “qui ci sono i dati. C’è una manovra sul triennio che porta ad una migliore allocazione delle risorse. Oggi la scuola costa 39 miliardi di euro l’anno e per il 96% sono stipendi del personale. Spendiamo più del 7% del Pil in Istruzione, Germania e Francia spendono più o meno lo stesso. Ogni studente ci costa 5172 euro, un record in Europa: in Italia c’è 1 docente ogni 9 studenti contro 1 ogni 13 studenti in Europa”.
Nessuna meritocrazia
“Gli insegnanti guadagnano allo stesso modo, quelli che meritano e quelli che non meritano” ha detto Berlusconi. “Un insegnante con 15 anni di anzianità guadagna 27.500 euro dopo 15 anni; in Germania guadagna 20mila euro in più”. Per questo, ha aggiunto Berlusconi, la riforma si propone di arrivare entro il 2012 a poter “premiare” con un aumento di stipendio significativo gli insegnanti più meritevoli.

Partecipa al FORUM: “Atenei occupati e disordini di piazza: che c’entra il decreto Gelmini?”

Commenti

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Il 22 Ottobre 2008 alle 16:35 Corrado Buccieri ha scritto:

Sono d’accordo ci vuole fermezza,altrimenti la famiglia
cresce maleducata.
Avete visto che ci combina un Gad Lerner con l’infedele
del 20 ottobre u.s.
Ha radunato insegnanti analfabeti per colpire l’unico
imputato che vuol appoggiare la legge Gelmini…..se
volete riscontrare il video….vedrete una insegnante,
della scuola Lerner che grida…..”è più meglio”.

Il 22 Ottobre 2008 alle 17:57 nhico ha scritto:

I Magnifici Rettori, quegli stessi che hanno assunto parenti ed affini in gran quantità, quegli stessi che hanno aperto 37 corsi di laurea con un solo studente, quegli stessi che sono riusciti in un’impresa impossibile: abbassare contemporaneamente la preparazione e la percentuale dei laureati, quegli stessi che non sanno mai niente di ogni tipo di mercimonio che si consuma nei loro istituti, quegli stessi che vediamo in ermellino nelle manifestazioni istituzionali, quegli stessi che in un paese diverso dal nostro verrebbero licenziati in tronco ed affidati alla magistratura per dare conto e ragione del loro operato, per una riforma che non li tocca, e se li tocca è solo in modo marginale, scendono in piazza a protestare. Perché? Proprio per bloccare sul nascere la riforma della scuola e potere continuare a fare e disfare a loro piacimento.

Il 22 Ottobre 2008 alle 19:36 vincenzod ha scritto:

POLITICA FAIDATE? NO,SOLO PER LO SCRANNO VALE UNA PENSIONE D’ORO!

Non si capisce dove vuole andare a parare er Schiavettones e Weltromax, possibile che non traggono lezione degli anni ‘60? Stranamente hanno sempre detto che furono anni di piombo, ma in difficoltà Mortadelliane assoldano da Caino tutti i terroristi macchiati di sangue ed altro è occulto? Un bambino, forse un feto, capirebbe ai posteri visto che anche questo diventa oggetto come il crocefisso definito da Smith: solo legno e solo un puntino? Oggi, grazie alla Sinistra abbiamo il territorio riempito di mondezza e non mi riferisco alla Campania che ha contribuito a renderla discarica all’aperta, ma le strade, con i luoghi di gioco, Mercato Generale a Milano pieno zeppo di ragazzini a vendere il corpo per pochi spiccioli, ragazzine umiliate o segrete in luoghi che le cronache riportano sono eclatante! Così sti belli guaglioni maltrattano un Ministro un Professore non quaquaraquà, come molti in Parlamento appena citati, anziché rimboccarsi le maniche fanno finta perchè come diceva mia la mia mamma additando il collo: “ Chiste, hanno ‘o grasso che cola da qua! “ Già senza aver lavorato un giorno facendo male pure la Politica Veltroni si cucca oltre 7000e alla faccia dei poveri pensionati come me che ha lavorato solo 43 anni per percepire una miseria che grazie ai Sindacalisti che si impicciano come L’Alitalia deve marciare o a proteggersi la carriera, ma non i salari e Pensioni al suo amico Mortadella l’immissione presto e male un euro sovrastimato, tutti siamo alla frutta. Naturalmente non metto lingua su Schiavettones che ora introita alcuni milioni! ‘A faccia del PD, ma è Democratico? Vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 22 Ottobre 2008 alle 21:10 fercas ha scritto:

E’ semplicemente vergognosa la protesta contro la riforma Gelmini messa in piedi dai soliti studenti fuori corso e fannulloni (guarda il loro abbigliamento e il modo di giustificare la protesta) e cavalcata dalla sinistra estrema (non è bastato cacciarli dal parlamento) appoggiata da quella in doppio petto. Veltroni, ormai alla frutta nel suo incarico al PD, silurato con eleganza da D’Alema, cerca in tutti i modi di far montare la protesta al fine di coniugarla con quella da lui organizzata il 25 c.m.; nussuno di costoro parla dei costi che la scuola fa sostenere alla società per i soli stipendi del personale (il 97% del bilancio!!!) e nessuno dice dello spropositato numero di bidelli e di insegnanti che noi abbiamo rispetto alle scuole europee! Nessuno parla delle nefandezze di avere 3 o 4 insegnanti (ma si possono definire tali?) per ogni classe elementare (ma è semplicemente demenziale!!!) e questa gente chi li ha ficcati nell’ingranaggio scolastico? E’ troppo facile dire: Quante braccia sottratte all’agricoltura!!! Se poi vediamo l’Università ed i suoi sprechi, siamo i primi della classe!!! Corsi di laurea che non hanno senso, moltiplicati al solo scopo di ricevere contributi statali, insegnanti che ti fanno superare l’appello dietro prestazioni sessuali!!! Concorsi per l’assegnazione delle cattedre, vinti dai soliti noti (perchè non viene fatto un censimento di quanti figli di docenti sono a lora volta tali?) è come nel notariato: solo il figlio del notaio diventa notaio!!! Ecco perchè protestano veementemente! Gli studenti perchè non hanno nessuna voglia di prendere la laurea studiando ma col diciotto politico, loro assicurato dal compagno insegnante, gli insegnanti perchè non vogliono perdere i privilegi conquistati con la loro militanza politica e non!!! Che schifo; la scuola italiana sforna da trent’anni (1968) emeriti imbecilli che, se hanno la fortuna di occupare posti di responsabilità grazie alla politica, combinano disastri (mala sanità insegna) e poveri quelli che capitano nelle loro grinfie! Cordialità.

Il 22 Ottobre 2008 alle 22:12 artisticamente ha scritto:

Fenomeni preoccupanti.

Vorrei umilmente ricordare al Sig. Presidente del Consiglio Cav. Berlusconi, che il nostro paese si chiama Italia, non è la Cina di Hu Jintao, quel regime a cui si ispira “quando dice di voler usare le forze dell’ordine” per reprimere il dissenso dei giovani.

Non trasformi il nostro paese che si fonda sulla libertà democratica, in libertà vigilata.

Il 22 Ottobre 2008 alle 23:02 derrick ha scritto:

La scuola primaria, una fra le migliori scuole al mondo, torna indietro di oltre 30 anni. Si torna al maestro unico, si ridimensiona l’offerta didattica oggi in un mondo che invece richiede l’ampliamento delle ore, delle materie e della presenza di insegnanti qualificati.
Meno tempo pieno, meno inglese o insegnato da maestri non pienamente competenti, riduzione del sostegno..i nostri figli avranno una scuola di serie B.
Va bene il rigore, ma non la riduzione dell’offerta educativa e della sua qualità.
Non va bene tagliare le aspettative di tanti precari, gente con addirittura due o tre lauree ed una famiglia e con il mutuo della casa sulle spalle che oggi si vede stagliare davanti un futuro non certamente roseo se non nero del tutto.
Ma non doveva essere il governo dei giovani, il governo dell’istruzione, il governo della formazione e dell’ammodernamento? Così non ci siamo proprio.
Non capisco poi l’urgenza e la necessità. Le riforme non si fanno per decreto e con l’imposizione. Se servono i soldi sapete dove trovarli o toglierli, ma non dovevate farlo dalla scuola (perché non cominciare dall’Università, vera babele e regno dei potentati familiarii?).
LA SCUOLA CHE SI VUOLE DISEGNARE MI FA PAURA.
Che la scuola voleva una riforma ci può stare, ma non è questa la strada né la scelta giusta.
E poi il taglio delle scuole nei piccoli centri. Chiudere una scuola in questi comuni vuol dire chiudere un paese, vuol dire creare abbandono, vuol dire prima o poi ulteriori problemi presso i centri magguiri ove la gente andrà a concentrarsi per vivere in un luogo diverso in quanto la sua casa è stata chiusa dallo Stato. Questo non mi piace.
Sono deluso.
…e continuo..
Capisco la necessità di tagli alla spesa superflua, ma la scuola non è una spesa superflua. In un mondo ove la cultura e lo studio sono importanti, ogni giorno, tagliare sulla scuola non ha proprio senso. Va bene il rigore (voto di condotta), va bene un certo ugualitarismo (grembiule) ma non si tocchi il modello didattico. La scuola ha bisogno di riforma ma questo significa casomai rivedere i programmi didattici, ampliarli, no tornare alla scuola di trenta anni fa o più. Erano periodi diversi. Oggi dobbiamo garantire una pluralità di formazione e il maestro unico non è in grado di farlo, non può insegnare una seconda lingua, non trova tempo e spazio per la propria formazione scientifica se accentua quella classica o viceversa. I bimbi non hanno bisogno di un educatore unico, sono abituati a più formatori sin dai tempi dell’asilo, oggi hanno la televisione a disposizione ove i formatori sono innumerevoli…questa riforma è sbagliata nei contenuti. Tagliare le piccole scuole vuol dire non conoscere la realtà italiana, togliere una scuola da un piccolo paese significa chiuderlo con conseguente concentrazione presso i centri maggiori da cui poi derivano altri mille problemi. Negare la possibilità di insegnare ai numerosi precari (che hanno fatto l’università e sono più preparati e motivati di chi è da tempo immesso in ruolo) significa uccidere la scuola. Essere precari a 40 anni e avere alle spalle una famiglia con il mutuo per pagare la casa con la riforma Gelmini significa uccidere quella famiglia. Perché non si comincia dall’Università ove esistono corsi senza senso e senza studenti ma con stipendi per i professori mai presenti? Ho toccato i principali argomenti e anche in modo superficiale…ma spero di aver colpito al centro del problema che vorrebbe maggior spazio ad approfondimento. Saluti. GM P.S.: ogni anno ci sono spese burocratiche per chiamata dei precari per 60 milioni di euro…..averli in ruolo significa risparmio e no spesa….guardiamo alla sostanza e no alla forma.

Sarà stato superficiale, lo spazio non basta…ma prima di procedere facciamo una riflessione più approfondita.
Con rispetto.

GM

Il 23 Ottobre 2008 alle 12:40 Scuola in piazza: la protesta non si ferma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non li ha fermati nemmeno l’appello del presidente della Repubblica. Nemmeno i toni duri del presidente del Consiglio. Anzi, la protesta contro la riforma della scuola proposta dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini non si ferma solo all’universtità: adesso invade anche i licei: come annunciato nei giorni scorsi dalla Rete degli Studenti, sono iniziate questa mattina le occupazioni in scuole superiori di tutta Italia. In particolare a Roma, a quanto risulta, sono stati occupati alcuni Licei come lo storico classico Tasso o il periferico scientifico Malpighi. [...]

Il 23 Ottobre 2008 alle 13:04 SuccedeOggi » Blog Archive » Scuola in piazza: la protesta non si ferma ha scritto:

[...] Non li ha fermati nemmeno l’appello del presidente della Repubblica. Nemmeno i toni duri del presidente del Consiglio. Anzi, la protesta contro la riforma della scuola proposta dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini non si ferma solo all’universtità: adesso invade anche i licei: come annunciato nei giorni scorsi dalla Rete degli Studenti, sono iniziate questa mattina le occupazioni in scuole superiori di tutta Italia. In particolare a Roma, a quanto risulta, sono stati occupati alcuni Licei come lo storico classico Tasso o il periferico scientifico Malpighi. [...]

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