- Tags: alleanza, Antonio Di Pietro, elezioni, federalismo-fiscale, Idv, Lega, patto, Pd, pdl
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Non era mai successo e di certo nessuno se l’aspettava: Antonio Di Pietro, padre-padrone e vero dominus dell’Italia dei Valori, è stato messo k.o. dai suoi stessi uomini, proprio nel momento in cui prima Walter Veltroni (”Alleanza finita il giorno dopo le elezioni”) poi Massimo D’Alema (”Alle volte Di Pietro sembra che faccia opposizione più al Pd che al Pdl”) lo avevano avvertito.
Lo psicodramma è andato in scena martedì. Sede: il centro congressi Capranichetta, proprio di fronte a Montecitorio. È lì che l’ex pm ha convocato l’esecutivo del suo partito.
Obiettivo? Un documento che sancisce la definitiva rottura del Pd, in modo da intercettare ulteriormente i voti in libera uscita dal loft democratico. Europee ed amministrative incombono, inutile e deleterio aspettare ancora, avrebbe detto il leader dell’Idv. Un ragionamento che si sarebbe spinto fino all’equiparazione Pd = Pdl e che avrebbe portato molti suoi uomini ad un secco “niet” nei confronti del capo.
Per la prima volta da quando ha fondato il suo partito, Di Pietro si è trovato così in netta minoranza e alla fine si è deciso ad adeguarsi. Una decisione, questa, che comunque non attenua la distanza tra Pd e Idv, insieme in piazza il 25 ottobre, ma divisi per il resto, a cominciare dalle elezioni regionali in Abruzzo. Se si escludono clamorosi e inaspettati colpi di scena, infatti, in corsa per il dopo Del Turco ci saranno almeno due candidati nello schieramento di centrosinistra.
Così, della divisione interna all’(ex) alleanza tra Pd e Idv, i primi ad approfittare potrebbero essere proprio i leghisti. Il tanto agognato federalismo fiscale produrrebbe infatti più di interesse tra gli aficionados dell’ex magistrato rispetto a molti dei capetti democratici.
Per il momento, la Lega e il Pdl stanno a guardare. Anche se già il ministro Calderoli ha fatto numerose aperture proprio all’Idv, che da oggi sembra un partito un po’ più dei dirigenti e un pò meno di Tonino.
- Giovedì 23 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 23 Ottobre 2008 alle 16:44 luca_bille ha scritto:
dai Toni che ti aspettano sul palco. E’ il tuo momento se riesci a salirci. Faranno il muro per tenerti giu’ . il tuo futuro dipende dal 25!!
Il 27 Ottobre 2008 alle 15:42 Berlusconi: “Veltroni si riposi per cinque anni e ci lasci governare” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Disaccordo su tutto, dal numero dei manifestanti (”Un flop, Veltroni dovrebbe dimettersi, erano meno di duecentomila” Gasparri, Pdl), (’’Se la destra vuole ridurre il confronto a un balletto di cifre faccia pure. La realtà è che i cittadini presenti ieri in piazza erano il doppio di quanti manifestarono a San Giovanni nel 2006′’ Achille Passoni, Pd) al discorso del leader democratico: ‘’È stato” ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto “un normale comizio per l’apertura della campagna elettorale, solo che le elezioni si sono già svolte il 13 aprile”. Ma un effetto su qualcuno la giornata di ieri sembra averlo sortito: Antonio Di Pietro si è mostrato insolitamente amichevole nei confronti dell’alleato. Se neanche una settimana fa voleva che il suo partito definisse in un documento (poi bocciato dalla direzione) Pd e Pdl “la stessa cosa”, oggi alla trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata si è spinto a dire che l’Italia dei Valori è per il Pd “come il cacio sui maccheroni”. Idilio ritrovato, ma quanto durerà? [...]
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