
“Domani a Roma ci sarà una grande manifestazione di opposizione serena. Siamo una grande forza che unisce il Paese che non lo vuole dividere, che fa un’opposizione molto forte e netta ma sempre con l’obiettivo di essere d’aiuto al Paese”. Lo presenta così Walter Veltroni, l’appuntamento del popolo Democratico al Circo Massimo. Sopra il palco, il segretario del Pd ha deciso di far parlare un agente di polizia, una insegnante precaria, due imprenditori di una piccola e una media impresa, un’operaia, un ragazzo immigrato che viene da Casal di Principe. “Ecco” racconta ancora Veltroni “avremo delle testimonianze della società italiana che racconteranno il proprio disagio e le difficoltà di tutti i giorni”.
Ma il problema per il leader del Pd, sta semmai sotto il palco. Cioè: come riempire la sterminata spianata che, a detta dell’ufficio stampa del Pd: “Ha una capienza doppia rispetto a quella di San Giovanni”, la tradizionale piazza dei raduni di sinistra e sindacati.
A riempire il Circo Massimo, per dire, ci riuscì l’allora numero uno della Cgl, Sergio Cofferati nel 2002: un’eternità fa…
E comunque, per non fare brutta figura, per vincere la prima sfida della piazza l’organizzazione del Pd lavora a pieni giri. E dà i numeri: per dimostrare, come afferma Veltroni, “che nessun altro partito in Italia è in grado di fare una manifestazione in un luogo importante come il Circo Massimo”. Oltre a 50 treni speciali e a centinaia di pullman, anche due traghetti sono stati affittati per portare dalle isole elettori e simpatizzanti, che sfileranno alle 14 da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani: due maxi cortei, composti ciascuno dalle rappresentanze provenienti da 10 regioni.
In realtà, per strada non scenderanno solo i democratici: ci saranno i Socialisti, i verdi, gli (ex) alleati dell’Idv di Di Pietro. Assente la Sinistra Arcobaleno, non mancherà l’Associazione nazionale partigiani che denuncia lo stravolgimento “dei principi e valori della nostra Costituzione”. E poi il mini-giallo sull’Udc, con il loft che ne annuncia la presenza e il partito di Casini che la smentisce.
Ancora numeri? “Oltre 4500 volontari, a partire dai viaggi fino all’assistenza di piazza, garantiranno il funzionamento della manifestazione. I cortei, una volta giunti nell’area del Circo Massimo, troveranno ad attenderli la musica di Max Pezzali, della Banda di Piazza Vittorio e di Fabrizio Moro. L’evento sarà seguito da oltre 500 giornalisti provenienti anche dall’estero e da oltre 30 televisioni”; Youdem in prima fila, ovviamente.
Già, i media: se da una lato Walter Veltroni è riuscito ad accendere le telecamere sulla sua manifestazione, catalizzando l’attenzione di tv e giornali, dall’altro la stessa manifestazione è diventata un barometro degli umori interni nel Pd: aderire sì (e se sì come), aderire no, aderire forse. Questo è il refrain che da giorni si sente risuonare tra i colonnelli del partito. Per dire: il primo ad aprire il problema del come andare in piazza, è stato Enrico Morando, coordinatore del governo ombra. Proprio lui provava a correggere il tiro della manifestazione di protesta: “Sfileremo, ma non contro il governo”. Non l’avesse mai detto: dissociazioni, bacchettate. E la risposta, indiretta, di Mercedes Bresso, governnatore del Piemonte: “L’opposiozne dev’essere dura e senza paura. Più è dura, meglio è”.
Ma subito si è creato intorno a questi distinguo, l’ennesimo partito nel partito, quello dei democratici “assenti”. Ovvero: dirigenti, anche di primo piano, che ufficialmente e ufficiosamente hanno già detto: “Noi non ci saremo”. Fra questi alcuni che disertarono già da questa estate la raccolta di firme che aveva lo stesso titolo. Ad esempio Antonio Bassolino, governatore della Campania. E poi la donna simbolo della provincia di Genova, Marta Vincenzi. E poi Massimo Cacciari, che come gli capita spesso non le ha mandate a dire a Veltroni e dalle colonne del Giornale ha sparato: “Ci sono errori strategici e tattici, io non ci sarò, la piazza la lascio ai demagoghi”.
O ancora: Marco Follini. A lui la piazza non piace per motivi di incompatibilità di temperamento. E infatti ha il sito pieno di argomentazioni sulla sua assenza.
Insomma, il Circo Massimo non sarà solo una prova di forza nei confronti del governo, ma anche una prova di compattezza interna per dimostrare che la botta elettorale è ormai alle spalle. E almeno a questo aspira il segretario.
Che deve anche guardarsi dal (solito) sibillino da Massimo D’Alema. Il presidente di Italianieuropei a Roma ci sarà: “Sabato saremo in tanti intorno a Veltroni e questo sarà importante per dare un messaggio forte al Paese”. Ma è al dopo 25 ottobre che l’ex ministro degli Esteri pensa. Suggerendo di trovare “modi di essere uniti diversi dal passato” olre che di costruire nelle mosse successive “una strategia di rivincita” da spendere subito nelle elezioni europee e amministrative.
Come a dire: andiamo pure in piazza, parliamo al nostro popolo, dimostriamo di esserci. Poi, però, torniamo a fare l’opposizione sul serio e come si deve…
- Venerdì 24 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 24 Ottobre 2008 alle 18:19 Corrado Buccieri ha scritto:
Ma dopo questa ‘piazzata’ che farà il Veltroni?
Il 25 Ottobre 2008 alle 7:50 crispino ha scritto:
veltroni sa solo piangere.ma invece di pensare a portare in piazza i soliti che non hanno nient’altro da fare,farebbe meglio a pensare che ha perso le elezioni e che continuerà a perderle se non farà qualcosa di serio e di propositivo.
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