
Ci sono voluti sette mesi, ma alla fine la firma è arrivata. Dopo 205 giorni dalla vittoria parigina, Silvio Berlusconi ha firmato il decreto che sancisce ufficialmente l’avvio dell’Expo 2015.
Provocando una serie di entusiatiche dichiarazioni tra i rappresentanti del suo partito (dal “sono felice” di Letizia Moratti al sospiro di sollievo del presidente della Regione Roberto Formigoni, che si è detto certo che “il decreto ci permetterà di far funzionare la macchina operativa a pieno regime”) ed incassando persino il plauso del presidente della Provincia Filippo Penati: “Sulla carta è un assetto che garantisce maggiore collegialità nelle scelte. Ora siamo rientrati nella normalità e si è conclusa una vicenda di incertezza”.
Ma il decreto è solo l’inizio. Adesso le amministrazioni locali, Comune meneghino in testa, dovranno gestire un flusso di denaro di oltre 4 miliardi di euro, destinati a infrastrutture e servizi. Una cassaforte ricchissima, con un asset triangolare che farà capo a Comune, Regione e Governo centrale.
A guardia della Soge, l’ente che amministrerà il denaro, ci sarà direttamente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Letizia Moratti sarà il commissario straordinario e vigilerà sulla nuova area espositiva di Rho-Pero e sui progetti cittadini ad essi collegati, mentre al Presidente della Regione Roberto Formigoni toccherà coordinare il Tavolo per le infratsrutture, amministrando i 10 miliardi di investimenti in ferrovie e autostrade lombarde che dovranno fare da volano all’evento.
Vero cuore pulsante sarà comunque la Società di gestione, la cui presidenza - sembra ormai certo - toccherà a Diana Bracco, leader di Assolombarda. Per l’incarico di amministratore delegato, in pole, c’è Paolo Glisenti, braccio destro della Moratti e suo ascoltatissimo consigliere. Azionisti saranno invece il Tesoro (con una quota maggioritaria, che si aggirerà attorno al 50% delle azioni), il Comune, la Provincia e la Regione e la Camera di commercio, con quattro quote di circa il 10% l’una.
Resta l’incognita del consiglio d’amministrazione: oltre a Glisenti e Bracco, dovrebbero anche entrare un tecnico d’area leghista e Paolo Alli (vicinissimo a Roberto Formigoni). Più improbabili, le nomine del rettore dell’Università Boccoini Angelo Provasoli e dell’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, fortemente voluto dal Presidente della Provincia Filippo Penati.
Ad affiancare la Soge, ci sarà il Coem, Comitato Expo Milano, una sorta di grande camera di compensazione ad alto tasso di rappresentanza locale, dove avranno parola gli enti locali, alcuni ministri, l’Unione delle provincie lombarde, la Camera di Commercio e l’Ente Fiera.
“Ora” ha detto il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato “dobbiamo garantire la massima trasparenza nelle scelte e nei lavori che verranno eseguiti. Anche perchè, dobbiamo tenere conto delle forti pressioni: l’Expo è un avvenimento mondiale, che catalizza interessi di ogni tipo”.
E proprio oggi pomeriggio, Letizia Moratti si è detta comunque fiduciosa circa i tempi della macchina organizzativa: “In un mese credo proprio che saremo operativi”.
- Sabato 25 Ottobre 2008
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Commenti
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Il 30 Ottobre 2008 alle 13:15 DestraLab » Meccanismi virtuosi ha scritto:
[...] Unire il Paese, mettendo insieme idee e competenze, per un progetto di sviluppo che sappia far lavorare insieme imprese di diverse dimensioni e centri di ricerca pubblici e privati di tutto il territorio nazionale. È questa in sintesi l’iniziativa Sud-Nord (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio 2008) presentata ieri da Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e innovazione (e tra i papabili più accreditati alla presidenza della società di gestione dell’Expo 2015 ndr mio), e Cristiana Coppola, vicepresidente per il Mezzogiorno, agli assessori alla Ricerca e innovazione e ai rappresentanti delle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. «In questo momento difficile - ha spiegato Diana Bracco - c’è il rischio che la crisi finanziaria faccia perdere divista la necessità e l’opportunità di ripensare l’attività produttiva puntando su prodotti e servizi ad alto valore aggiunto. La ricerca e l’innovazione, invece, sono le vere leve per rimettere in moto il Paese e per questo Confindustria lancia il grande progetto Sud-Nord. Oggi è fondamentale che il territorio e la politica abbandonino divisioni e particolarismi e imbocchino con urgenza una strada comune». [...]
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