Provinciali in Alto Adige, cresce la destra. Vince la Svp, ma perde seggi

Cartelli elettorali a Bolzano

La Svp cala - perdendo la maggioranza dei voti ma conservando la maggioranza dei consiglieri. Stravince la destra di lingua tedesca, che ha quasi triplicando i consensi rispetto alle elezioni del 2003 (14,3%) ed è considerato il vero vincitore di questa tornata elettorale. È questo il quadro che emerge dalle elezioni provinciali altoatesine.
Forte del suo successo personale che lo ha visto incrementare le sue preferenze personali (in percentuale rispetto ai voti ottenuti dal suo partito), il governatore Luis Durnwalder è stato cavalleresco con i Freiheitlichen - i cugini sudtirolesi di Haider che hanno triplicato i voti, sull’onda del vento di destra spirato già poco tempo fa nelle elezioni nella ‘madrepatria’ austriaca ed anche i Baviera - riconoscendo la loro vittoria. Ma ha avvertito: “Abbiamo ancora la maggioranza dei consiglieri (18 su 35) e ormai siamo gli unici in tutta l’area alpina ad avere una maggioranza assoluta”.
“È nata una nuova Volkspartei”, ha detto il leader dei Freiheitlichen, Pius Leitner, ex comandante degli Schuetzen altoatesini, al termine degli scrutini delle 488 sezioni, “e il voto sta dimostrando che anche in Alto Adige il popolo è il vero sovrano”.
Il voto è stato caratterizzato da un certo astensionismo (-2,3%), pagato in gran parte dai partiti che fanno riferimento all’elettorato italiano, in particolare Pdl e Pd. Il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, a capo di una giunta Svp-centrosinistra, ha detto che il fenomeno è da attribuirsi allo “spezzettamento” della rappresentanza politica degli italiani, al cui voto ambivano otto partiti.
Questa la composizione del nuovo consiglio provinciale dell’Alto Adige.
Svp 18 seggi: Durnwalder Alois (Luis), sceso da 110.051 a 97.865 voti; Berger Johann Karl (Hans) (34.598), Pichler (Rolle) Elmar (24.302), Theiner Richard (23.949), Mussner Florian (22.836), Widmann Thomas (18.629), Schuler Arnold (17.222), Stocker Martha (16.671), Kasslatter Mur Sabina, (12.934), Laimer Michael Josef (Michl) (11.704), Stirner Brantsch Veronika (11.006), Egartner Christian, (11.002), Lamprecht Seppl (10.712), Hochgruber Kuenzer Maria Magdalena (10.205), Zelger Thaler Rosa Maria (9.383), Steger Dieter (8.130), Noggler Josef (7.196, Pardeller Georg (6.782), Unterberger Juliane (Julia) (6.401).
Freiheitlicher 5 seggi: Leitner Pius, passato da 11.008 a 32.241 preferenze; Mair Ulli (27.499), Tinkhauser Roland (8.001), Stocker Sigmar (4.358), Egger Thomas (4.167).
Popolo delle Libertà 3 seggi: Urzì Alessandro (7.890), Biancofiore Michaela (7.555), Minniti (4.039); Biancofiore dovrebbe optare per il Parlamento nazionale e le subentrerebbe Vezzali Maurizio (2.928).
Partito Democratico 2 seggi: Tommasini Christian (6.928), Repetto Barbara (1.939).
Verdi 2 seggi: Heiss Hans (7.378), Dello Sbarba Riccardo (5.077).
Sudtiroler Freiheit 2 seggi: Klotz Eva (9.914), Knoll Sven (6.641).
Union fur Sudtirol 1 seggio: Poder Andreas (3.981).
Lega Nord 1 seggio: Artioli Elena (19.82).
Unitalia 1 seggio: Seppi Donato 2.736.

A Bolzano città, il Pdl è il primo partito con il 24,8% dei voti, seguito dall’Svp con il 22,6 e dal Pd con il 16,8% . Al quarto posto Unitaliache ha raccolto il 7,1% seguito dai Verdi (6,4%),Idv (5,1%), Casini Udc (4,5%), Lega Nord SudtIrol (3,7%), Die Freiheitlichen (2,8%), Sinistra dell’Alto Adige (2,1%), Sudtrol Freiheit (1,5%), Comunisti italiani (1,2%), Union fur Sudtirol (0,5%) Burgerbewegung (0,5%), Ladini (0,4%).

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Il 30 Ottobre 2008 alle 18:34 Ulli Mair, leader della destra altoatesina: “Non siamo razzisti ma antiitaliani” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Noi non siamo xenofobi. È uno stereotipo alimentato da chi ci teme. Non siamo contro gli immigrati in assoluto: il Tirolo ha bisogno anche di loro. Solo non vogliamo chi non lavora”. Ulli Mair, 34 anni, eletta per la seconda volta consigliere della Provincia autonoma di Bolzano col partito di destra tedesco dei Die Freiheitlichen (I Libertari), che nelle elezioni provinciali ha raccolto il 14,3 per cento, ha idee molto chiare e le racconta nell’intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola da venerdì 31 ottobre. “Non sono e non mi sento italiana. La mia patria è il Tirolo. Ai mondiali tifo Germania”. Nell’intervista, Mair racconta anche dei suoi rapporti con Jörg Haider (”Il rapporto tra noi era più personale che politico. Conoscevo lui e la moglie: ho trovato vergognoso che si sia parlato della sua sessualità dopo la morte”) e dei motivi che l’hanno spinta a prendere politicamente le distanze dal politico austriaco morto in un incidente d’auto (”Contestavamo l’avvicinamento del Fpö a posizioni come quella di Forza Nuova e di Alessandra Mussolini”). Sui motivi che, per la prima volta dopo 60 anni, hanno tolto alla Südtiroler volkspartei la maggioranza assoluta in Alto Adige, Mair è lapidaria: La Svp, dice “Ha creato un sistema clientelare che fa paura. Non è più un partito tedesco”. I Freihetlichen, invece, sognano in distacco dall’Italia, dice Mair a Panorama “Vorremmo che l’Europa riconoscesse il concetto di regione istituzionale invece che quello di stato nazionale. Crediamo nell’idea di una regione libera del Sud Tirolo”. [...]

Il 31 Ottobre 2008 alle 2:24 SuccedeOggi » Ulli Mair, leader della destra altoatesina: “Non siamo razzisti ma antiitaliani” ha scritto:

[...] “Noi non siamo xenofobi. È uno stereotipo alimentato da chi ci teme. Non siamo contro gli immigrati in assoluto: il Tirolo ha bisogno anche di loro. Solo non vogliamo chi non lavora”. Ulli Mair, 34 anni, eletta per la seconda volta consigliere della Provincia autonoma di Bolzano col partito di destra tedesco dei Die Freiheitlichen (I Libertari), che nelle elezioni provinciali ha raccolto il 14,3 per cento, ha idee molto chiare e le racconta nell’intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola da venerdì 31 ottobre. “Non sono e non mi sento italiana. La mia patria è il Tirolo. Ai mondiali tifo Germania”. Nell’intervista, Mair racconta anche dei suoi rapporti con Jörg Haider (”Il rapporto tra noi era più personale che politico. Conoscevo lui e la moglie: ho trovato vergognoso che si sia parlato della sua sessualità dopo la morte”) e dei motivi che l’hanno spinta a prendere politicamente le distanze dal politico austriaco morto in un incidente d’auto (”Contestavamo l’avvicinamento del Fpö a posizioni come quella di Forza Nuova e di Alessandra Mussolini”). Sui motivi che, per la prima volta dopo 60 anni, hanno tolto alla Südtiroler volkspartei la maggioranza assoluta in Alto Adige, Mair è lapidaria: La Svp, dice “Ha creato un sistema clientelare che fa paura. Non è più un partito tedesco”. I Freihetlichen, invece, sognano in distacco dall’Italia, dice Mair a Panorama “Vorremmo che l’Europa riconoscesse il concetto di regione istituzionale invece che quello di stato nazionale. Crediamo nell’idea di una regione libera del Sud Tirolo”. [...]

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