
C’è chi, come Paolo Cirino Pomicino, per amore dell’ambiente si è ridotto al lumicino. Deputato di lungo corso fin dai tempi della Prima repubblica e per anni europarlamentare a Strasburgo, fa subito ammissione di colpa: “Chi svolge attività politica, manageriale o commerciale, per forza di cose, produce più emissioni di anidride carbonica perché viaggia moltissimo. Io, per esempio, ho fatto tutta la vita avanti e indietro fra Roma e Napoli in auto”. Ma, tiene a precisare, i conti li pareggia in casa: “Ho una compagna molto più giovane di me, Lucia, che è sensibilissima sul tema. Usa gli elettrodomestici con parsimonia e l’elettricità con il contagocce. Al punto che mi sono autoregalato una pila elettrica per girare in casa” racconta Pomicino un po’ divertito.
Anche più spartana la sua collega Emma Bonino, che negli anni ha percorso più chilometri in cielo che in terra, essendo stata parlamentare a Roma e a Strasburgo, commissario europeo a Bruxelles, due volte ministro e ora senatore. “Avendo una casa con le mura spesse 50 centimetri, non accendo quasi mai il riscaldamento” racconta Bonino. “Da anni ho messo i doppi vetri e uso solo lampadine a basso consumo”.
Anche i politici hanno una coscienza verde, eppure i risultati di una ricerca effettuata da Borsa Italiana del CO2 e Studio Bartucci, che Panorama pubblica in esclusiva, inchiodano proprio i politici sul podio dei mestieri più inquinanti. Seguiti da manager, liberi professionisti e agenti di commercio. Mentre al fondo della classifica figurano casalinghe, studenti e pensionati. Vediamo perché.
Lo studio ha misurato la quantità di CO2 pro capite, quello che in gergo si chiama “carbon footprint”, per la prima volta in base allo stile di vita di 12 professioni: impiegato, casalinga, libero professionista, insegnante, medico, agente di commercio, manager, politico, artigiano, giornalista, studente e pensionato. Non sono state prese in considerazione attività che producono direttamente emissioni di CO2, come il pilota d’aereo o l’operaio metalmeccanico. Di ciascun mestiere sono state stimate le emissioni dirette e indirette legate alla vita quotidiana, sulla base di un identikit tipo.
In sintesi, la stima di quanta anidride carbonica è prodotta dall’uso di gas per il riscaldamento o il raffreddamento di abitazione e ufficio, l’uso di elettricità per elettrodomestici e apparecchi tecnologici in casa e al lavoro, l’illuminazione, l’uso di mezzi di trasporto pubblici o privati, il consumo di alimenti.
“Gli stili di vita sono stati definiti e uniformati su parametri standard da dati Istat o altre fonti” spiega Giovanni Bartucci, dell’omonimo studio di analisi e consulenza ambientale. “Abbiamo dovuto fissare stereotipi perché reddito, capacità di spesa, consumi e abitudini sono molto diversi anche fra chi svolge la stessa professione” spiega l’ingegnere. “Abbiamo poi elaborato una stima delle emissioni per unità funzionali comparabili: il metro quadrato per gli edifici, il chilowattora per l’energia, i grammi per chilometro per i trasporti”.
Per misurare la quantità di anidride carbonica prodotta da caloriferi e condizionatori d’aria è stata assegnata una classe energetica pari a 200 chilowattora per metro cubo l’anno, che corrisponde alla media nazionale. Per l’illuminazione è stata calcolata una media di 4 ore al giorno su un quarto della casa, in pratica la luce accesa in una o due stanze. Mentre per il lavoro è stata applicata un’illuminazione maggiore ma con più efficienza energetica: in questo caso, le ore variano dalle 2 dell’agente di commercio alle 12 del libero professionista.
La ricerca ha considerato anche 31 diversi elettrodomestici di uguale potenza, assumendo cioè che tutti usino lo stesso modello. La frequenza e il tempo di utilizzo cambiano, invece, da professione a professione, a eccezione di frigo e congelatore uguali per tutti. Calcolati anche computer, stampante, modem-fax secondo le diverse modalità di uso. Quanto agli alimenti, il calcolo delle emissioni ha tenuto conto dei dati di consumo medio in Italia fra verdura, formaggi, carne, pesce, uova, riso, frutta, grano e legumi sommando un certo numero di pasti consumati fuori casa, a seconda delle professioni.
Quali i risultati? “I calcoli dimostrano che diversi stili di vita possono portare a differenze molto ampie” dice Pietro Valaguzza, managing director della Borsa italiana del CO2. “In estrema sintesi, più si conduce una vita dinamica, ricca di spostamenti, con maggiore capacità di spesa e consumi, più aumenta il nostro livello di emissioni. Da queste elaborazioni, ciascuno può farsi un’idea di quanto è il suo impatto”. Ogni italiano emette, in media, 8 tonnellate annue di CO2. Ma nel caso dei politici si arriva a più del quadruplo: 36.422 chili di CO2 all’anno. Più di 20 mila chili sono prodotti solo dagli spostamenti in auto o aereo.
Anche i manager e i liberi professionisti superano abbondantemente la media: la quantità di emissioni è per i primi di 27.194 chili annui pro capite, per i secondi di 22.719. Facile se si considera che, oltre ai frequenti viaggi, spesso c’è anche l’impatto di più di una casa di proprietà. Il manager, infatti, vince la classifica delle emissioni di CO2 da gas domestico: 7.992 chili all’anno.
“Non sono certo un parsimonioso nella mia vita, anzi. Però, ho sempre evitato gli sprechi e non ho mai lasciato le luci accese: è prima di tutto una questione di educazione civica che ho trasmesso anche alle mie figlie” racconta l’imprenditore romano Giovanni Malagò. “Comunque, appena posso, scappo a Sabaudia per lasciare l’auto a casa e andare a piedi”.
Alto il carico delle emissioni dovute ai trasporti anche per avvocati, commercialisti, notai. “Oltre metà dei miei clienti è internazionale e quindi viaggio di continuo all’estero” precisa Andrea Carta Mantiglia, partner dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo. “Per lo stesso motivo sono costretto a consumare molti pasti fuori casa”. Ma qualcosa sta cambiando. “Giro in tutto il mondo e, onestamente, negli ultimi 5 anni noto il cambiamento: ovunque, nelle grandi aziende o nelle multinazionali, sono comparsi avvisi per ricordare ai dipendenti il risparmio di energia. E ormai tutte le più grandi catene alberghiere invitano i clienti a riutilizzare i teli da bagno”.
Qualcuno lascia l’auto nel box. “Io e mia moglie, che è insegnante alle scuole medie, andiamo al lavoro in bici e usiamo l’auto solo nel finesettimana per recarci nella casa in montagna con le nostre bambine” racconta Lorenzo Parola, avvocato nella sede milanese dello studio legale internazionale Allen & Overy. “Ma prendo l’aereo per andare a Roma o Londra almeno una volta a settimana, mai di meno, spesso di più. E mi rendo conto che con un solo viaggio ho azzerato tutto il mio risparmio quotidiano”. Non solo, “mentre il nostro studio londinese è interamente fotovoltaico, qui siamo in un palazzo antico dove non si può fare l’impossibile, anche se abbiamo buone pratiche di risparmio energetico come l’obbligo di spegnere il pc o l’uso di lampadine a basso consumo”.
Al quarto posto, con 16.350 chili di C02 all’anno, si piazzano gli agenti di commercio. Una categoria che percorre molti chilometri di asfalto ogni giorno per lavoro: almeno 45 mila all’anno. “Più visite si fanno, più affari si concludono” sottolinea Adalberto Corsi, presidente della Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio. “L’auto è un po’ il nostro ufficio: io mi sono fatto 6 o 7 ore quotidiane al volante per anni”.
Corsi sostiene però che non è più come una volta: oggi, le auto si cambiano in media ogni 3 anni, il 40 per cento sono a gpl e tutte di nuova generazione Euro 4. “Lo abbiamo fatto prima per risparmiare, ora per l’ambiente”.
Sopra la media anche i giornalisti, 13.656 chili di CO2 all’anno, dati sia da viaggi frequenti sia da un uso piuttosto elevato di prodotti elettronici e di alta tecnologia. La sensibilità dei singoli fa la differenza. “Da anni nella mia campagna a Fiesole abbiamo sostituito il gasolio con un riscaldamento da biomasse” racconta Cesara Buonamici, anchorwoman del Tg5. “Utilizziamo lo scarto della lavorazione delle olive del nostro frantoio, la parte legnosa, per fare il carburante. Questo per dire che ciascuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa per l’ambiente. Certo, io sono fortunata perché l’amministrazione comunale fiesolana è sempre stata molto sensibile ai temi ambientali”.
E sul lavoro? “Per mia abitudine non lascerei mai il computer o la luce accesa uscendo dalla redazione, ma qui c’è ancora molto da fare” ammette Buonamici.
Più vicini alla media degli italiani i medici, con 10.076 chili di CO2 all’anno. Perfettamente in linea con la media nazionale gli impiegati, che ne producono poco più di 8 tonnellate a testa. Chi non raggiunge neppure la media nazionale sono gli insegnanti, che emettono 5.687 chili di CO2 all’anno. E la casalinga di Voghera? Stando al conteggio, esce a testa alta: a suo carico solo 4.404 chili di emissioni. Mentre studenti e pensionati non arrivano neppure alla metà della media nazionale. Come dire: i più giovani e i più anziani sono anche i più ecologici.

EMISSIONI CATEGORIA PER CATEGORIA
Politico: 36.422 Kg/co2 anno. Vive in una casa di 300 mq che condivide con il coniuge (inclusa la seconda casa che molti parlamentari hanno per lavoro a Roma); ha uno studio di 100 mq (fra spazi istituzionali e privati). Per motivi di lavoro viaggia molto, soprattutto in aereo. Per gli spostamenti in auto guida una berlina a benzina.
Manager: 36.422 Kg/co2 anno. Single,
vive in un appartamento i 200 mq. Ha molti elettrodomestici, computer e altri strumenti tecnologici con elevate prestazioni che lo portano ad avere i più alti consumi energetici. In ufficio dispone di uno spazio di 50 mq. Per spostarsi guida una coupé a benzina, ma fa uso anche di treno e aereo sia per lavoro sia nel tempo libero.
Libero professionista: 22.719 Kg/co2 anno
Abita in un appartamento di 150 mq in condizione agiata e con consumi energetici elevati. Per lavoro dispone di uno studio di 50 mq. Guida un suv per gli spostamenti di lavoro, si muove in aereo per le vacanze.
Giornalista: 13.656 Kg/co2 anno
Vive in un appartamento di 80 mq, ha a disposizione uno spazio di 20 mq per lavoro. Conduce uno stile di vita medio e per i suoi frequenti spostamenti guida una city car a benzina.
Agente di commercio: 16.350 Kg/co2 anno
Trascorre la maggior parte della giornata in auto per motivi di lavoro e percorre in media 60.000 km all’anno, usa un modello station wagon 1.7 tdci. Vive in un appartamento di 80 mq, con un discreto utilizzo di elettrodomestici e utensili elettrici.
Artigiano: 13.253 Kg/co2 anno
Ha una casa di 120 mq, il suo nucleo familiare è di quattro persone. Ha un laboratorio di 50 mq con varie macchine utensili che consumano parecchia energia. La sua è una vita semplice, con pochi svaghi ricreativi, ha un veicolo commerciale sia per il lavoro sia per uso privato.
Insenante: 5.687 Kg/co2 anno
L’insegnante vive in una casa di 100 mq con la famiglia composta di quattro persone. Per andare al lavoro guida un’utilitaria 1.6 tdci oppure usa i mezzi pubblici. Lavora in uno spazio di 80 mq che condivide con gli studenti. In generale ha un basso tenore di vita.
Impiegato: 8.087 Kg/co2 anno
Basso stipendio, ridotta capacità di spesa. Vive in un appartamento di 120 mq con la sua famiglia (quattro persone). Al lavoro condivide l’ufficio con altre 2 persone e dispone quindi di uno spazio di 33 mq.
Medico: 10.076 Kg/co2 anno
Abita in un moderno appartamento di 200 mq, la famiglia è composta da quattro persone. Lavora e riceve i suoi pazienti in uno studio di 30 mq e alcune volte si reca presso le loro abitazioni. Per questi spostamenti usa una monovolume a benzina. Nel tempo libero viaggia in auto o in aereo per i tragitti più lunghi. Ha un’alimentazione sana con un equilibrato consumo di carne.
Studente: 3.958 Kg/co2 anno
Lo studente vive in un appartamento di 100 mq condiviso con altri quattro studenti con esigenze e consumi simili. Si sposta con mezzi pubblici (treno e autobus). Inoltre ha più tempo libero per le vacanze e compie viaggi a lunga percorrenza in treno. Consuma cibi economici e preparati in casa. Anche i consumi per apparecchiature elettriche sono piuttosto ridotti.
Pensionato: 3.574 Kg/co2 anno
Se il pensionato ha un reddito modesto, conduce una vita austera. Abita in un appartamento di 50 mq. I suoi consumi sia energetici sia alimentari sono molto ridotti dal momento che non può permettersi di più per questioni di reddito. Si sposta prevalentemente in autobus e alcune volte in treno.
Casalnga: 4.404 Kg/co2 anno
La casalinga non percepisce propriamente uno stipendio, provvede comunque durante la giornata alla gestione della casa. Vive con il marito e due figli. I suoi consumi riguardano prevalentemente l’uso di elettrodomestici e utensili. Gli spostamenti, ridotti, vengono compiuti con un’auto piccola.
- Lunedì 27 Ottobre 2008
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