Delitto di Perugia, il giorno della verità: attesa per la prima sentenza

Nuova udienza a Perugia per il delitto di Meredith

Nel tutti contro tutti che si è profilato al processo per l’omicidio di Meredith Kercher, con i tre imputati che si accusano a vicenda, è arrivato il giorno della prima importante sentenza. Mancano quattro giorni al primo anniversario del delitto di Perugia e per questa sera è attesa la decisione dei giudici sul rito abbreviato a carico di Rudy Guede e sull’eventuale rinvio a giudizio per Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

Il gup di Perugia Paolo Micheli si è ritirato in camera di consiglio intorno alle 10.30. Quella che dovrà prendere è una doppia decisione nei confronti di Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i tre giovani accusati dell’omicidio. Quanto a Guede, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati del giovane ivoriano di celebrare il processo nei confronti del loro assistito con il rito abbreviato (in caso di condanna la pena è diminuita di un terzo), il gup dovrà emettere una sentenza e motivarla, anche se oggi si limiterà a leggere in aula solo il dispositivo della sentenza di condanna o assoluzione per il giovane. Per lui i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi hanno chiesto l’ergastolo. I suoi legali hanno invece chiesto il proscioglimento con formula ampia e, in subordine, le attenuanti generiche.

L’altra decisione riguarda i due ex fidanzati, Amanda e Raffaele. Entrambi hanno scelto il rito ordinario e dunque, se rinviati a giudizio, saranno processati dalla Corte d’assise di Perugia. Il gup dovrà stabilire se mandare a processo l’ingegnere barese e la studentessa americana, e in questo caso deve depositare contestualmente alla lettura del provvedimento il dispositivo con cui motiva la sua decisione, oppure proscioglierli dall’accusa di omicidio e violenza sessuale. In linea teorica potrebbe anche disporre nuove indagini, ma sembra questa un’ipotesi lontana.

Le posizioni delle difese appaiono non concordi e la verità di ciascuno diventa un atto di accusa verso gli altri. I legali di Amanda Knox (Luciano Ghirga e Carlo della Vedova) hanno parlato dell’assassino come di un giovane robusto che avrebbe bloccato la studentessa inglese in posizione supina prima di sferrare il colpo mortale. Per i legali di Raffaele Sollecito l’omicidio sarebbe la conseguenza di un tentativo di furto. L’autore, secondo gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco, altri non sarebbe che Rudy Guede; l’ivoriano infatti non solo ha sempre ammesso la sua presenza nella casa (se non altro come mero testimone di un delitto compiuto da altri) lasciando una quantità di tracce ma, dopo avere rotto un vetro di una delle finestre della casa, a detta dei difensori di Sollecito, avrebbe anche “raccolto” negli incavi della suola delle sue Nike numero 45 un frammento di vetro a forma di Y la cui traccia disseminata in tutta la casa contribuirebbe ad inchiodarlo.

I tre imputati attendono il verdetto in tre diverse stanze della sede del tribunale di Perugia. Stamani hanno assistito alle fasi finali dell’udienza seduti accanto ai loro difensori. Non lontani tra loro Sollecito e la Knox tra i quali ci sarebbero stati diversi sorrisi. Più avanti Rudy rimasto praticamente impassibile. I tre sono stati poi condotti in stanze appositamente allestite degli uffici del tribunale dove attenderanno la decisione del gup. Ai legali hanno chiesto che fossero loro lasciati i giornali, in particolare quelli sportivi.

I difensori di Amanda e Raffaele hanno chiesto al gup anche una decisione sulla concessione degli arresti domiciliari, revocando quindi la custodia cautelare, ricevendo però parere negativo da parte dei pm. I magistrati - hanno riferito i legali al termine dell’udienza - hanno motivato la loro decisione con il pericolo di inquinamento probatorio legato alla pressione mediatica sulla vicenda e alla necessità di svolgere eventualmente nuove indagini. Per la Knox evidenziato anche il pericolo di fuga.

“Crediamo di avere offerto al giudice gli elementi necessari, e a nostro avviso insuperabili, per arrivare all’assoluzione di Guede”: così l’avvocato Valter Biscotti, difensore dell’ivoriano insieme a Nicodemo Gentile, al termine della sua replica davanti al gup di Perugia. “Abbiamo replicato punto per punto”, ha detto Biscotti, “a quanto sostenuto dal pm e crediamo di avere sciolto così tutti i nodi. Rudy è teso ma consapevole della sua innocenza e per questo non ha timore di cosa accadrà”. Per Guede i difensori hanno chiesto l’assoluzione con formula ampia. Nessuna istanza è stata invece avanzata al gup riguardo alla sua libertà personale.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 15 Febbraio 2009 alle 11:41 I Sollecito e il giallo di Perugia: una famiglia di detective » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Come ogni sabato sera, anche la scorsa settimana Franco Sollecito si è seduto al tavolo della sua cucina con la seconda moglie Mara, il fratello Giuseppe e la cognata Sara Achille. Si dovevano discutere le prime due udienze del processo per la morte di Meredith Kercher, che vede imputato il figlio Raffaele e la sua ex fidanzata, Amanda Knox. I temi del giorno erano: due testimoni che sconfessano l’agente della Polizia postale, l’inquilina della casa del delitto che conferma una telefonata di Amanda. I Sollecito, però, non si sono limitati all’esegesi del dibattimento. Hanno discusso di perizie, tabulati ed esami del dna: come se si trovassero in un ufficio legale e non nella cucina di un appartamento alle porte di Bisceglie, nel Barese. Riunioni così si ripetono da quando, il 6 novembre 2007, Raffaele Sollecito è entrato in carcere. Da quel momento i suoi familiari hanno cominciato un’indagine parallela a quella della procura. Obiettivo: far emergere le presunte incongruenze dell’inchiesta ufficiale. Hanno letto ogni carta ed esaminato ore di sopralluoghi. Hanno cercato di mettere assieme indizi a discolpa: intuizioni, investigazioni artigianali e dossier. Materiale usato poi dai loro avvocati e dai consulenti, di cui si discuterà anche nel processo. Un’indole da detective che ha permesso loro di chiarire alcuni punti. Ma che li ha fatti pure scivolare, quasi come nemesi, in un’altra inchiesta parallela: quella della procura di Perugia che ha indagato la famiglia, definendola “un clan”. Avrebbe tentato di ostacolare magistrati e poliziotti, cercando anche di coinvolgere politici. “Un clan”: proprio come vengono definiti i Franzoni, circondati da spasmodico interesse mediatico e avvocati di grido. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101