- Tags: Camera, Casta, costi, decreti, deputati, leggi, onorevoli, Parlamento, Willer-Bordon
- Un commento

Dal nostro infiltrato a Palazzo Madama. Più o meno 1 anno fa, il 25 novembre 2007, il senatore Willer Bordon firma il suo “contratto con gli italiani” alla trasmissione Crozza-Italia: “Il 16 gennaio 2008, giorno del mio compleanno, mi farò un regalo e mi dimetterò da senatore”. Lo fa davvero, per protesta “contro il declino e la corruzione della nostra classe dirigente incapace di farsi portatrice delle reali esigenze dei cittadini e contro la grave degenerazione della funzione legislativa del Parlamento”.
Dopo aver mantenuto la promessa adesso Bordon mette nero su bianco il disagio che ha provato in tanti anni di permanenza sugli scranni prima della Camera e poi del Senato. Pubblica un libro che prosegue il filone inaugurato dal best-seller La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo e seguito da Sprecopoli di Mario Cervi e Nicola Porro, documenta dal di dentro sprechi, privilegi, inadempienze e ritardi dei quasi 1.000 tra deputati e senatori d’Italia. Perché sono uscito dalla casta (Ponte alle Grazie, euro 14,00, 208 pagine) è la ricostruzione appassionata e un po’ triste di un uomo che sembra spesso chiedersi: che ci faccio qui? Vent’anni di battaglie, molte perse, qualcuna vinta, che vanno dagli anni ruggenti del Pci (il partito che lo portò in Parlamento) ai giorni di Alleanza democratica, dell’Ulivo fino alla nascita del Partito democratico.
Bordon ricorda con gli occhi rossi l’aneddoto di quando Mario Pochetti, capogruppo del Pci, sgridò in malo modo e in pubblico Enrico Berlinguer perché era arrivato alla votazione alla Camera “appena con qualche minuto di ritardo”. Oppure quando Renato Zangheri si dette malato e gli dissero: “Mettiti una supposta in quel posto e prendi il primo aereo”. Nostalgia canaglia, quando oggi un deputato è totalmente assenteista perché sta facendo una ricerca araldica sul suo casato tra Spagna, Francia e Italia e nessuno gli contesta nulla.
E poi le indennità gonfiate, i soldi per i portaborse che spesso non vengono assunti, l’imbroglio dei “viaggi di studio”, i regali di Natale, il telefonino omaggio. La truffa delle candidature, gli imbroglietti del finanziamento pubblico. E l’incapacità di lavorare e approvare leggi. Nella passata legislatura sono state presentati 5.396 testi legislativi, ne sono stati approvati 112 e di questi solo 13 erano di iniziativa parlamentare.
Dopo aver lanciato il sasso Bordon non nasconde però la mano e le sue ambizioni di ritorno alla politica con la P maiuscola: vuole parlare a “quel partito che non c’è ma che esiste in coloro che sanno guardarsi indietro, anche a costo di perdere il ritmo, che è l’unico modo di non correre verso l’abisso di un mondo senza principi dove tutto ha un prezzo, ma niente ha più valore”.
- Mercoledì 29 Ottobre 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Ottobre 2008 alle 5:22 crispino ha scritto:
se non torna è meglio!Nessuno,penso,ha nostalgia di lui.Adesso piange,ma non dice che per anni ha fatto come gli altri!Ed ora scrive pure il libro per fare ancora un pò di quattrini ,ma forse ormai è arrivato troppo tardi,perchè ci hanno già pensato i più furbi di lui.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.