
La riforma Gelmini approvata oggi dal Senato ha introdotto una serie di novità , parte delle quali già operative essendo state inserite in un decreto legge: a partire dalle più pubblicizzate, il grembiulino obbligatorio alle elementari, la reintroduzione del voto in condotta e quella dei voti in decimi. Ecco le principali novità previste dal decreto Gelmini e relative in particolare alla scuola elementare:
Maestro unico. Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un docente prevalente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Il governo ha sostenuto che con il suo sistema il tempo pieno verrà confermato e rafforzato: su richiesta delle famiglie, infatti, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d’istituto scolastico.
Razionalizzazione. Il decreto legge 137/2008 si accompagna alle misure previste nel dl 112, collegato alla Finanziaria, che prevede tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Nel prossimo anno la “sforbiciata” sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l’anno successivo poco meno di 20mila. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e gli esponenti del governo hanno più volte precisato che non di licenziamenti si tratta, ma di una riorganizzazione che di fatto precluderà la possibilità della riconferma per migliaia di docenti con rapporto di lavoro precario. I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata ovvero il personale non docente, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente. Prima dell’intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti. La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione. L’obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l’attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94. Per l’immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale.
Ritorno ai voti decimali. Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie con una sola insufficienza. Il testo prevede infatti che nella primaria si arriverà alla bocciatura “solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all’unanimità dai docenti”, mentre alla secondaria di I grado dovrà essere d’accordo la maggioranza dei professori.
Riecco il voto in condotta: Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato ieri il ministro Gelmini “È urgente rispondere al fenomeno del bullismo”. Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell’alunno: con il “5″ in pagella, si può correre il rischio della bocciatura. All’educazione scolastica è poi assegnato anche lo studio dell’educazione civica: “Cittadinanza e Costituzione“.
Giro di vite alla riedizione dei libri: Contro il “caro libri” il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore (salvo appendici di aggiornamento eventualmente necessarie).
Edilizia scolastica: Come annunciato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi sono previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive. Nell’articolo 7 bis è previsto che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche.
- Mercoledì 29 Ottobre 2008

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Il 3 Novembre 2008 alle 19:31 Scuola, a Milano irruzione al Politecnico e studenti denunciati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Quattro studenti, di cui due minorenni e due di 19 anni, sono stati identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio per aver cercato di occupare l’Istituto Statale Magistrale Agnesi in via Tabacchi. Lo hanno reso noto i carabinieri, precisando che dei quattro studenti denunciati, tre ragazze e un ragazzo, due hanno 17 anni e due 19. Il tentativo di occupazione è avvenuto stamattina, verso le 8.30: gruppi di studenti hanno organizzato un picchetto davanti all’ingresso principale della scuola e affisso due striscioni con su scritto “Occupato, occupiamo, ma studiamo”. Questi studenti hanno poi cercato di impedire l’accesso a chi voleva entrare. Ma, con il quasi tempestivo intervento delle forze dell’ordine, chiamate dal preside, gli studenti si sono dispersi e solo quattro sono stati identificati e denunciati. LEGGI ANCHE: Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - Veltroni: referendum sulla legge - La Gelmini star di Facebook - I siti della protesta - La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al FORUM [...]
Il 30 Settembre 2009 alle 23:34 indigesto ha scritto:
La scuola da troppi anni a questa parte era diventato un feudo della sinistra, impegnata nelle sue strategie ad occupare tutti i gangli vitali del Paese. E la scuola è una componente vitale della società ; vi si formano le coscienze. L’impossibilità di retribuire degnamente i docenti, con la filosofia del lavorare meno ma lavorare tutti, ha contribuito alla creazione di eterni scontenti e di eterna attesa, condizioni che di per sé alimentano dottrine populiste, puntualmente riversate nei discenti. L’impreparazione della parte “bisognosa” del corpo docente ha abbassato notevolmente il livello di preparazione del corpo discente fino a farlo scendere a livelli infimi nelle graduatorie internazionali ed il lassismo, a cui molti giovani sono naturalmente portati, un pò per natura e un pò per emulazione del comportamento degli stessi insegnanti, ha portato a comportamenti che non potevano non sfociare nel fenomeno del bullismo. Uno sfacelo, in breve! Pur comprendendo il disagio degli esclusi v’è da compredere cosa abbia originato tuttociò. La mentalità di certa sinistra per cui la scuola è per chi vi “insegna”, gli ospedali per chi vi opera, le ferrovie per i ferrovieri e così via, dimenticando che si tratta di istituzioni al servizio dei cittadini, e nel nostro caso a servizio di chi ha da imparare per poter poi inserirsi degnamente nel mondo del lavoro, ha compromesso la stessa vita produttiva del Paese che di fatto non s’è trovato più in linea con gli altri e ha finito per subirne le conseguenze. Non dico delle Università in cui una Laurea, per certo tempo ha avuto un valore di fatto inferiore a quello di licenze medie inferiori mescolato a qualche forma di frettoloso apprendistato. Quanti titoli pressochè inutilizzabili sono stati sfornati dalle Baronie universitarie che hanno pensato solo a se stesse nel distribuirsi cattedre e riconoscersi meriti a dispetto di chi, pur in questa confusione, mostrava ben di averne,di meriti. Un fallimento generale che andava arginato. Questo Ministro ha dimostrato di aver ravvisato questa necessità ed ha agito di conseguenza. Prova ne è che nel mirino della sinistra , di quella sinistra che pur di badare ai propri devastanti interessi, mai si è preoccupata, nè mai potra farlo per sua “cultura politica”,di volgere la benchè minima attenzione agli interessi reali,immediati e futuri, di questo Paese!
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