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	<title>Italia &#187; La scuola secondo Gelmini: le novità introdotte dalla riforma</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:03:23 +0000</pubDate>
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		<title>La scuola secondo Gelmini: le novità introdotte dalla riforma</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 08:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ecco cosa cambia ora che il provvedimento del ministro dell'Istruzione è diventato legge]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/29/4908410d51ee0_zoom.jpg" alt="Maestra elementare in aula" border="0" width="500" /></p>
<p>La <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/10/29/al-voto-il-decreto-gelmini-bagarre-in-senato-e-scuole-in-piazza/" target="_blank">riforma Gelmini approvata oggi dal Senato</a> ha introdotto una serie di novità, parte delle quali già operative essendo state inserite in un decreto legge: a partire dalle più pubblicizzate, il grembiulino obbligatorio alle elementari, la reintroduzione del voto in condotta e quella dei voti in decimi. Ecco le principali novità previste dal decreto Gelmini e relative in particolare alla scuola elementare:</p>
<p><strong>Maestro unico</strong>. Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un docente prevalente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Il governo ha sostenuto che con il suo sistema il tempo pieno verrà confermato e rafforzato: su richiesta delle famiglie, infatti, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d’istituto scolastico.<br />
<strong>Razionalizzazione.</strong> Il <a href="http://www.parlamento.it/leggi/decreti/08137d.htm" target="_blank">decreto legge 137/2008</a> si accompagna alle misure previste nel <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank">dl 112</a>, collegato alla Finanziaria, che prevede tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Nel prossimo anno la &#8220;sforbiciata&#8221; sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l’anno successivo poco meno di 20mila. Il <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/index.shtml" target="_blank">ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini</a> e gli esponenti del governo hanno più volte precisato che non di licenziamenti si tratta, ma di una riorganizzazione che di fatto precluderà la possibilità della riconferma per migliaia di docenti con rapporto di lavoro precario. I tagli non risparmieranno nemmeno gli <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/personale_ata/index.shtml" target="_blank">Ata</a> ovvero il personale non docente, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente. Prima dell’intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti. La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione. L’obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l’attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94. Per l&#8217;immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale.<br />
<strong> Ritorno ai voti decimali.</strong> Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie con una sola insufficienza. Il testo prevede infatti che nella primaria si arriverà  alla bocciatura &#8220;solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all&#8217;unanimità dai docenti&#8221;, mentre alla secondaria di I grado dovrà essere d&#8217;accordo la maggioranza dei professori.<br />
<strong>Riecco il voto in condotta</strong>: Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato ieri il ministro Gelmini &#8220;È urgente rispondere al fenomeno del bullismo&#8221;. Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell&#8217;alunno: con il &#8220;5&#8243; in pagella, si può correre il rischio della bocciatura. All&#8217;educazione scolastica è poi assegnato anche lo studio dell&#8217;educazione civica: &#8220;<a href="http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2008_miur/010808.shtml" target="_blank">Cittadinanza e Costituzione</a>&#8220;.<br />
<strong>Giro di vite alla riedizione dei libri</strong>: Contro il &#8220;<a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/08/22/caro-libri-scolastici-appuntamento-di-fine-estate-ma-ora-lantitrust-monitora/" target="_blank">caro libri</a>&#8221; il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore (salvo appendici di aggiornamento eventualmente necessarie).<br />
<strong>Edilizia scolastica</strong>: Come annunciato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi sono previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l&#8217;edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive. Nell&#8217;articolo 7 bis è previsto che per <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/06/05/scuole-ditalia-pericolo-caduta-classi/" target="_blank">la messa in sicurezza degli edifici scolastici</a> sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche.</p>
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