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La legge-Gelmini segna uno spartiacque, dice Veltroni.
Proprio così. E per diverse ragioni. Quelle del segretario del Pd si riferiscono al fatto che la fase politica che si è aperta con le elezioni dello scorso aprile si va chiudendo e la protesta degli studenti e dei docenti dimostra che è “finita la luna di miele” per il Governo.
Ma, al di là delle opinioni del leader dell’opposizione, ci sono altri motivi per cui il “No Gelmini Day” può rappresentare qualcosa di politicamente nuovo da quanto visto finora.
A cominciare dal fatto che proprio Walter Veltroni (quindi il Pd) è sceso di nuovo in piazza, dopo la manifestazione di sabato 25 al Circo Massimo, e questa volta sfila accanto agli studenti nel corteo di Roma, dopo aver ieri annunciato la decisione di raccogliere le firme per un referendum abrogativo di alcune parti (non quelle economiche) della legge sulla scuola. L’ex sindaco di Roma arriva alla partenza del corteo e davanti ai fotografi stringe la mano al leader di Idv Antonio Di Pietro e al segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. “È naturale per me essere qui”, dice Veltroni.
In realtà, nei mesi scorsi il Pd era spesso stato “scavalcato a sinistra” proprio dall’Idv, e la stretta di mano di oggi rappresenta molto (forse ancor più della presenza dell’ex pm in piazza con i banchetti per a raccolta delle firme contro il Lodo Alfano). Il segretario democratico è convinto che questa rottura tra il governo e il mondo della scuola sia destinata a chiudere un ciclo e ad aprirne un altro e vuole porre il suo partito al centro della nuova fase: “Per il Governo Berlusconi sulla scuola è finita la luna di miele, come quella di Prodi con gli elettori finì sull’indulto. Con la differenza che loro l’indulto lo votarono, mentre noi sulla scuola abbiamo fatto una fortissima opposizione. La scuola è qualcosa che ha chiamato in causa milioni di famiglie, l’errore più grave del governo è stato scambiare questa protesta per un fenomeno politico eterodiretto”.
E quindi, si torna al (recente) passato tra Pd e Idv. Finiti i tempi in cui l’ex pm diceva che l’unica opposizione (quella da rugby) era fatta dal suo partito e che il Pd flirtava con il governo. Veltroni conferma la scelta di ricorrere al referendum, pur spiegando che non è uno strumento che il Pd usa “a cuor leggero. Noi non siamo gente che fa i referendum facilmente (e sul “lodo-Alfano” conferma che il Pd continua ad attendere il giudizio della Corte costituzionale, ndr), se l’abbiamo fatto sulla scuola è perchè lo riteniamo paradigmatico di due concezioni del futuro del Paese e anche di due modi di governare”.
A proposito di governo, è lo stesso Silvio Berlusconi a difendere la legge Gelmini e commenta così le manifestazioni degli studenti contro la riforma della scuola: “C’è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta”. A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie, il Cavaliere insiste: “La sinistra dice cose che non corrispondono al vero. La nostra non è nemmeno una riforma. Dicono delle cose, ma scherziamo? I nostri sono provvedimenti di buonsenso e assunti con il buonsenso del padre di famiglia. C’è una scandalosa e grandissima capacità della sinistra di diffondere il contrario del vero”.
Altra coincidenza con sabato 25? Il (solito) balletto delle cifre. Stando agli organizzatori a Roma sono scese in piazza più di un milione di persone (un milione e 700mila, per la precisione) per protestare contro l’approvazione della riforma della scuola. In città sono arrivati tanti treni e pullman, molti più del previsto.Per dire no alla Gelmini altri cortei si sono mossi in tutta Italia.
A Milano hanno incrociato le braccia 200mila lavoratori della scuola; a Torino 100mila; in tutta la Sicilia 200mila (solo a Palermo 50mila, a Catania 20mila, a Messina 10mila, a Siracusa 6mila, a Trapani 10mila, a Caltanissetta 5mila); a Bologna 30mila; a Cagliari 20mila; a Venezia 10mila; a Genova 10mila, a Bari 2mila, a Bergamo 7mila; a Belluno 4mila, a Firenze e a Padova qualche migliaio; a Belluno 4mila. In Abruzzo e in Calabria sono stati soprattutto gli studenti a manifestare: 5mila sono sfilati all’Aquila; circa 3mila a Reggio Calabria, 5mila a Cosenza, un migliaia a Vibo Valentia; 2mila a Lametia Terme, centinaia a Crotone. Secondo i dati parziali rilevati alle ore 14:30 dal Ministero dell’Istruzione, e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero odierno indetto da Flc/Cgil, Cisl/scuola, Uil/scuola, Snals/Confsal, Gilda naz.ins., Fsi, Altrascuola Unicobas, cui hanno aderito anche Seios, Alai/Cisl, Cpo/Uil e Nidil/Cgil è stata pari al 57,1. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio, 258.152 hanno scioperato.
Si “appassiona” ai numeri anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Lodando l’operato delle forze dell’ordine, in occasione delle manifestazioni studentesche di ieri e di oggi, il titolare del Viminale ritiene di gran lunga esagerato il numero di un milione di manifestanti che avrebbe partecipato allo sciopero della scuola per le vie della capitale: “Ho letto che a Roma ci sarebbe stato un milione di persone. Purtroppo c’è il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali, anche se 100 mila persone sono comunque tante”.
E agli slogan di chi manifesta dicendo “non finisce qui” e preannuncia altre proteste e occupazioni, in serata replica il ministro avverte: “Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Finora il fenomeno delle occupazioni rientra in manifestazioni fisiologiche di dissenso”.
Guarda le FOTO. LEGGI ANCHE: A Bologna fischiato Grillo - Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - Veltroni: referendum sulla legge - La Gelmini star di Facebook - I siti della protesta - La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al FORUM
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Commenti
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Il 30 Ottobre 2008 alle 21:25 chioihc ha scritto:
Che il decreto Gelmini tocchi dei punti dolenti su cui molti non riescono a concordare, è un dato di fatto. Ma, sebbene la mia sia una giovane età, credo di non riuscire a ricordare mai un Ministro dell’Istruzione che abbia riformato la scuola accontentando tutti. Tuttavia, le proteste e le manifestazioni possono anche essere accettate, quando si svolgono nei limiti della legalità e pacificità. Non possono più essere accettate quando sono d’ostacolo a tutti coloro che, per i loro personali motivi, non vi vogliono partecipare.
Questa è la mia esperienza, l’esperienza di una studentessa universitaria. Come ogni mattina, ho preso il treno per raggiungere la stazione di Roma Termini ed a quel punto collegarmi alla sede della mia università tramite l’autobus. L’arrivo alla stazione è stato traumatico. Cortei di manifestanti, assolutamente noncuranti del fatto che si trovassero in luogo pubblico, dove non tutti erano lì per gridare insulti contro un ministro e sbandierare striscioni, nel totale non rispetto di chi, come me, doveva andare a studiare veramente, hanno bloccato del tutto il traffico canalizzato di fronte alla stazione, e, di conseguenza, anche l’autobus che avrebbe dovuto portarmi in facoltà. Stessa cosa nelle metropolitane. Va bene, accetto la manifestazione e la protesta, le accetto a Roma e a livello nazionale, le accetto perché rispetto i pensieri di tutti, anche quando non li condivido, ma io non accetto il fatto di aver perso oggi delle importanti lezioni di preparazione agli esami che sosterrò la settimana prossima, solo perché io non ho potuto raggiungere la mia università! Sono stata assente oggi alle lezioni per colpa non mia! È vero. Io frequento un’università privata, e sono fortunata. Non ho mai avuto problemi di assenze dei professori, non devo combattere per una sedia su cui sedermi durante le lezioni, non ho problemi nel comunicare con i professori, con il preside o il rettore. Non ho nessuno di questi problemi. Ma, tutto questo non giustifica il blocco totale creato oggi a Roma. State lottando per un giusto ideale, per la scuola di tutti, ma anche io, e tutti coloro che oggi, per colpa vostra, non hanno frequentato le università, fanno parte di questo “tutti”.
Il 30 Ottobre 2008 alle 22:12 vincenzoaliascontadino ha scritto:
EPIFANI CHI? QUELLO ALLATTATO CON LATTE CINESE INFETTATO?
Pupillo di COFFERATI Sindacalista, da Politico Sindaco PD, marca visita e se ne va! Poiché fare l’Amministratore è come Mission Impossible, da quando PM il Pool abbia avvilito chiunque! Torturarsi per i lavavetri, abusivi e Centri di Accoglienze uffa! Che fatica! Oggi Epifani e Bonanni con i bambini fanno OOH! Ma che bravi, sbaglio che tutta la colpa non è proprio loro di scioperare anche quando un soldato mangiava fagioli? Certo anche gli Angeli mangiano fagioli, ma almeno questi menano ceffoni: ecco cosa hanno bisogno i ragazzi d’oggi, altro che Pannella regalare spinelli e loro a sfinirsi in discoteche sino l’alba! Oggi non perchè vinti, ma bocciato dagli elettori per la loro castroneria del niet niet niet a tutto, mentre la Campania e Napoli colma di rifiuti, mentre tutte le città infestati da bande di ragazzini criminali e la Giustizia che recita non la my colpe, ma alla Enzino: “ Son ragassi o spettuculezze!!! ”…e così, chi ammazza 4 bambini sono inviati, in soggiorno al mare chi ammazza i genitori ritorni libero? Ringhia coi denti in fuori er Petrus con l’amaro in bocca di non essere più Schiavettones. Ora solo dobermann ammaestrato dai Kompagnuzzi che da buoni maestri di camuffarsi regalano Rocher Ferrero!
vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera
Il 31 Ottobre 2008 alle 12:39 veronicaba ha scritto:
io nn riesco a capire perchè noi giovani, dobbiamo essere considerati degli stupidi, perchè secondo i “grandi”, non sappiamo perchè manifestiamo. Quelli che ne fanno un argomento di politica siete voi. Si manifesta a prescindere dagli schemi politici. La legge è accettabile, contrastare il bullismo è un argomento veritiero, che tocca la nostra società e ci sta tutto!!! passare al voto numerico e al voto in condotta, non credo rappresenti un problema. IL problema è che non si può dire che ci sono degli sprechi nella scuola, c’è disorganizzazione oltre che spreco. Lo spreco, è insito nell’Italia. Tagliare, ma tagliare cosa??? Il maestro unico? una grandissima “cazzata” perchè?? perchè è vero, i bambini hanno bisogno di punti di riferimento, punto d riferimento che deve essere quello del GENITORE, cos’è la donna e l’ uomo sono diventati meri strumenti per la procreazione??? MA NON ESISTE AL MONDO. La figura del genitore deve essere AFFIANCATA da quella della scuola, deve servire per accrescere sempre più quelle che sono le peculiarità del bambino, bisogna vivere in ambiti multiculturali, e si perchè poi nn ci lamentiamo se pestano o discriminano gli extra-comunitari…eheh, sanno picchiare anche gli italiani, non facciamo di tutta un erba, un fascio. Allora…..dire che la riforma colpisce solo le scuole elementari e non le università e quindi qualsiasi altro tipo di rivolta è inutile, mi scusi direttore, ma è l’ennesima cazzata! Dietro l’etichetta PROFESSORE, MAESTRA, chi vuole che si nasconda?? Tutta quella gente che le aule universitarie PUBBLICHE le ha vissute, fanno parte di ormai di lui, e quindi ci scusi se studiamo, sudiamo, lavoriamo e questo nn fa altro che essere pestato da chi è legato alla sua sedia e di li nn si discosta. Bravo Berlusconi, ha assegnato dei ministeri a delle giovani donne…..ah si?? peccato che queste giovani donne, in questo caso specifico la Gelmini, non capisce nulla di scuola….può controllare il suo curriculum….nulla a che fare con l’argomento Scuola. Allora se parliamo di Italia, se parliamo di SPRECHI….stiamo attenti….io per trovare un posto di lavoro, dovrò cercare, ci sarà SELEZIONE…non posso mica occupare un posto di cui nn sono in grado di svolgere le mie mansioni. In conclusione, vedo solo una via d’uscita. REFERENDUM. Lo prevede la legge giusto? SPERIAMO VADA BENE.
veronica.civita@hotmail.it
Il 31 Ottobre 2008 alle 13:23 Corrado Buccieri ha scritto:
Veronica,anche la tua osservazione in parte mi piace,
in parte dico,perchè il succo di queste manifestazioni
per chi non lo vuol capire non sono gli alunni e tutti
gli altri studenti-strumentalizzato- il succo è tutto
nel circondario……..bidelli,maestri,insegnanti che
sono in esuberanza e temono di andare a lavorare,dove
forse si lavora sodo e non possono scioperare,tutto
quì. Non ce la prendiamo troppo con la Gelmini,che
sta attuando non da sola,ma con l’intero governo a
rimediare alle malefatte che vengono da lontano.
Il 2 Novembre 2008 alle 21:21 veronicaba ha scritto:
secondo me parlare di troppo lavoro, mi sembra riduttivo, i parlamentari e i senatori lavorano ancora meno e guadagnano tanto….lo si sà….nn dico novità. Ora secondo me l’argomento è un altro, non il troppo lavoro, ma il venir meno di questo lavoro…togliamo scuole, eliminamo bidelli con famiglie e reddito a carico, come vuole che campi questa famiglia? Risparmiamo da una parte, tiriamo dall’altro, la coperta è diventata troppo corta e stretta e la colpa non è di noi cittadini. Peccato.
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