Scuola, a Milano irruzione al Politecnico e studenti denunciati

Proteste studentesche

Irruzione al Politecnico, picchetti, occupazioni e carabinieri negli istituti coi primi studenti denunciati. A Milano è una giornata calda sul fronte delle proteste contro il decreto Gelmini di riforma sulla scuola. Inaugurazione con protesta al Politecnico, dove alcuni ragazzi di Azione universitaria hanno fatto irruzione nell’Aula magna della sede distaccata, in zona Bovisa, per manifestare il proprio dissenso nei confronti degli sprechi nell’Università. Il rettore, Giulio Ballio, aveva appena iniziato il suo discorso d’inaugurazione del 146esimo anno accademico quando un ragazzo è entrato reggendo uno striscione con su scritto: “Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati”. Dall’alto poi altri studenti hanno cominciato a lanciare una serie di volantini colorati sui quali si legge: “Combattiamo gli sprechi delle Università. Riconquistiamoci un futuro”.

La protesta, tuttavia, è stata bloccata sul nascere e i ragazzi sono stati accompagnati fuori dall’aula, dove il rettore ha proseguito il suo discorso inaugurale. Intanto all’esterno dell’Ateneo si svolgevano le proteste di studenti aderenti ad Azione universitaria e Lista aperta, contrari alla distribuzione a pioggia dei fondi e sostenitori di un criterio più meritocratico. In piazzale Bovisa ha preso corpo un’altra protesta. Si tratta di una manifestazione di “controinaugurazione o assedio culturale”, come l’hanno definito gli stessi studenti che da giorni a Milano scendono in piazza contro il decreto del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia, ma aveva dato forfait già venerdì.

Il ministro Gelmini (che ha fatto sapere di non aver potuto partecipare alla cerimonia per “motivi contingenti”) ha inviato un messaggio di saluto nel quale ha sottolineato che nel mondo dell’università servono riforme vere, “non di facciata”. Nel testo Gelmini ha detto di apprezzare la “saggezza e prudenza” del Politecnico che si è impegnato “in un dibattito serrato ma costruttivo”. “È in questo modo”, ha aggiunto, “sforzandosi di comprendere e dialogare che riusciremo insieme a impostare le soluzioni migliori per rafforzare le nostre università. Non condivido i giudizi sommari e le critiche generiche. Nel nostro sistema universitario si registrano certamente problemi anche seri e storture da raddrizzare ma ci sono migliaia di docenti che svolgono con impegno e dedizione i loro compiti. È per loro e per il futuro delle giovani generazioni, le quali si aspettano dall’università un’occasione irripetibile di crescita umana e professionale, che dobbiamo sforzarci di lavorare in un clima di dialogo e rispetto”.

Il discorso ufficiale del rettore, Giulio Ballio, era stato un invito a tener conto della meritocrazia e un no a tagli indifferenziati che nel 2010 si prevede metteranno in ginocchio le università italiane. “Le conseguenze dei tagli alle università potrebbero portare addirittura alla chiusura del Politecnico”, aveva poi detto il rettore, a margine della cerimonia, spiegando che “abbiamo già fatto tutte le economie possibili”, per cui in questo momento cosa succederà “dipende dai finanziamenti e dalle decurtazioni”. Nella peggiore delle ipotesi, ha spiegato il rettore, “potremmo anche arrivare alla chiusura del Politecnico: se mi danno soltanto i soldi per gli stipendi di chi non posso licenziare cosa faccio?”. E a proposito del blocco del turnover, Ballio ha parlato della “cosa peggiore per il Paese”, perché significa “rinunciare a un’intera generazione di ricercatori. Questo è peggio del taglio ai finanziamenti”.

Tra i presenti all’inaugurazione, anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha detto di essere a favore di una riforma condivisa per l’università e di essere contrario ai tagli indiscriminati per gli atenei. “Il mio è un invito al governo al ripensamento”, ha detto Formigoni. “Capisco che in un momento di crisi bisogna stare molto attenti ma la razionalizzazione deve puntare alla qualità. Non ci devono essere tagli indistinti ma bisogna distinguere le università inefficienti da quelle virtuose”. Formigoni ha poi lasciato il Politecnico tra gli applausi degli studenti appartenenti a Lista aperta. Al gruppetto di universitari che l’ha salutato al grido “noi studiamo, non protestiamo”, si è rivolto dicendo: “Sono d’accordo con voi, state facendo un buon lavoro”.

Ma sono riprese anche le proteste nelle superiori. L’occupazione del liceo Bottoni è ripartita, mentre al Volta la protesta continua con l’autogestione: saranno coinvolti anche i professori. Al Manzoni, i collettivi hanno fatto un picchetto per informare i ragazzi che il ministro Gelmini “non ha avuto il coraggio di venire a Milano”. Al Parini, giornata di mobilitazione mista: autogestione di giorno, occupazione di pomeriggio. La succursale di via Don Calabria dell’Istituto Fabio Besta è stata occupata da decine di studenti, che hanno programmato attività di carattere culturale.

Quattro studenti, di cui due minorenni e due di 19 anni, sono stati identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio per aver cercato di occupare l’Istituto Statale Magistrale Agnesi in via Tabacchi. Lo hanno reso noto i carabinieri, precisando che dei quattro studenti denunciati, tre ragazze e un ragazzo, due hanno 17 anni e due 19. Il tentativo di occupazione è avvenuto stamattina, verso le 8.30: gruppi di studenti hanno organizzato un picchetto davanti all’ingresso principale della scuola e affisso due striscioni con su scritto “Occupato, occupiamo, ma studiamo”. Questi studenti hanno poi cercato di impedire l’accesso a chi voleva entrare. Ma, con il quasi tempestivo intervento delle forze dell’ordine, chiamate dal preside, gli studenti si sono dispersi e solo quattro sono stati identificati e denunciati.
LEGGI ANCHE: Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - Veltroni: referendum sulla legge - La Gelmini star di Facebook - I siti della protesta - La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al FORUM

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Il 3 Novembre 2008 alle 22:07 Università. Proteste, occupazioni e clima politico - Pagina 5 - Archeologia Italiana Forum ha scritto:

[...] l discorso ufficiale del rettore, Giulio Ballio, era stato un invito a tener conto della meritocrazia e un no a tagli indifferenziati che nel 2010 si prevede metteranno in ginocchio le università italiane. “Le conseguenze dei tagli alle università potrebbero portare addirittura alla chiusura del Politecnico”, aveva poi detto il rettore, a margine della cerimonia, spiegando che “abbiamo già fatto tutte le economie possibili”, per cui in questo momento cosa succederà “dipende dai finanziamenti e dalle decurtazioni”. Nella peggiore delle ipotesi, ha spiegato il rettore, “potremmo anche arrivare alla chiusura del Politecnico: se mi danno soltanto i soldi per gli stipendi di chi non posso licenziare cosa faccio?”. E a proposito del blocco del turnover, Ballio ha parlato della “cosa peggiore per il Paese”, perché significa “rinunciare a un’intera generazione di ricercatori. Questo è peggio del taglio ai finanziamenti”. Scuola, a Milano irruzione al Politecnico e studenti denunciati » Panorama.it - Italia __________________ - Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. - [...]

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