Università, la protesta continua, ma il Governo apre all’opposizione

La protesta degli universitari a Napoli

Dopo settimane di manifestazioni contro i tagli alle università previsti dal governo, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ha detto che la riforma degli atenei va fatta assieme all’opposizione, aprendo al dialogo con il leader del Pd, Walter Veltroni. “Anche Veltroni non può non considerare che nelle università ci sono 5.300 corsi. Bisogna prendere insieme delle decisioni, non per premiare o punire qualcuno, ma per creare una base reale di ragionamento e ripartire”, ha detto oggi Calderoli in un’intervista al quotidiano la Repubblica.
Calderoli, spiegando l’utilità dell’apertura all’opposizione sulla riforma dell’università, ha ammesso di aver sbagliato in passato “quando ho fatto di tutto per cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza. Dagli errori bisogna imparare”. Intervenendo anche sul decreto Gelmini, diventato legge la scorsa settimana tra le proteste di insegnanti, alunni e genitori, Calderoli ha ammesso che “sicuramente” il governo ha sbagliato nella comunicazione.
“Nelle strade e in Parlamento si sta protestando per cose che risalgono a luglio e agosto. Si è utilizzato il decreto Gelmini che nulla c’entra con un euro tolto alle università per sollevare il problema. Ma c’erano tre mesi per far capire le cose e non si è fatto”, ha aggiunto. Il ministro tuttavia ha detto di condividere il decreto Gelmini che “non è una riforma ma un intervento limitato sulla scuola dell’ordine”.
Da settimane, studenti, docenti e ricercatori delle università protestano contro i tagli agli atenei e chiedono in particolare il ritiro degli articoli 16 e 66 della legge 133, sulla possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni, sui tagli al fondo per il finanziamento ordinario delle università e sul blocco del turnover del personale.

Un gruppetto di studenti ha inscenato oggi una protesta ritardando di qualche minuto l’intervento del rettore del Politecnico di Milano in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Poco prima che il rettore Giulio Ballio prendesse la parola, quattro studenti di Azione universitaria hanno fatto irruzione nella sala, protestando con striscioni e volantini.I quattro sono poi stati fermati e identificati.Alla cerimonia inaugurale dell’istituto milanese doveva partecipare anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che venerdì scorso però ha annullato la visita.
Presente invece, tra gli altri, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha detto di essere a favore di una riforma condivisa per l’università e di essere contrario ai tagli indiscriminati per gli atenei.

Oltre 500 studenti stanno affollando piazza dei Martiri a Napoli dove si sta tenendo una lezione all’aperto. I docenti di Economia politica dell’Università l’Orientale stanno tenendo una lezione sulla crisi economica internazionale.Gli universitari sono stati raggiunti dagli studenti medi che si sono uniti alla lezione dopo aver attraversato in corteo il centro di Napoli.La lezione si sta svolgendo simbolicamente di fronte alla sede degli Industriali di Napoli.

Laveranno i parabrezza delle auto e distribuiranno volantini per spiegare perché sono contrari alle norme introdotte dal governo che riguardano la riduzione del finanziamento pubblico al sistema universitario. Ad attuare la protesta, domani a Firenze dalle 12 alle 13 fra via Forlanini e viale Guidoni, nella zona di Novoli, i ricercatori e i docenti della facoltà di Scienze politiche.
Intanto il consiglio di facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali ha deciso di cominciare oggi l’attività didattica, “perché un ulteriore rinvio provocherebbe il blocco dell’anno accademico”. Il polo scientifico rimane occupato per continuare a manifestare dissenso contro la legge 133, ma le lezioni non saranno bloccate.

La sirena della seconda guerra mondiale come allegoria dell’emergenza scolastica e universitaria è stata fatta suonare in apertura del Festival della cultura, manifestazione dei saperi organizzata oggi e domani al Palazzo Ducale di Genova come forma di protesta degli universitari. Decine di studenti si sono diretti verso piazza Matteotti urlando ai passanti, seguiti da un gruppo di scolari delle elementari in visita scolastica. Nell’atrio di Palazzo Ducale sono esposti un progetto su una piazzetta immersa nei vicoli come piazza Cinque lampade a cura di due studenti di architettura; cartelloni con una lettura critica delle scelte sull’universita’ europea fatte a Bologna nel ‘99. Inoltre si svolgono lezioni di lingue straniere e medicina.

LEGGI ANCHE: Siena, l’università laureata in sprechi

Commenti

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Il 3 Novembre 2008 alle 15:20 crispino ha scritto:

E vergognoso!pensano che andando a lavare i vetri ,possano redimersi dall’aver preso stipendi per niete meritati,facendo un c.!!!!Farebbero bene ad abbassare l’orgoglio ed a rendersi conto che ricercano cose che tutti sanno.Cerchiamo di essere più seri,ma non ci riesce nessuno.

Il 3 Novembre 2008 alle 16:55 Corrado Buccieri ha scritto:

Se vanno a lavare i vetri tutti…faranno la cosa
migliore.

Il 3 Novembre 2008 alle 17:20 desto ha scritto:

Le blindature legislative non sono gli strumenti per eliminare le disfunzioni, gli sperperi e gli abusi di cui è pervasa l’Italia. Le cifre dello sfascio offendono tutti coloro che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena, ma i tagli vanno calibrati. Esistono, ad esempio, degli aeroporti resi operativi in quanto prevalentemente impiegati da pochi VIP. Quale esponente dell’attuale maggioranza si sognerebbe per tale motivo di proporre la chiusura di tutti gli aeroscali ?
Ma quanta me–a deve ancora mangiare la gente prima di svegliarsi dal coma indotto dalla forzata terapia praticata a suo danno dai media ?

Solo oggi il Governo sembra aver capito che, stringendo i cordoni della borsa indiscriminatamente, produrrebbe danni più gravi di quanti ne siano stati già fatti.

A questo indirizzo se ne parla in modo più allargato:

http://forum.panorama.it/viewt.....19#p180819

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