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- Un commento
Una situazione “anomala” quella dell’esame della finanziaria in commissione Bilancio, con il testo inviato in aula senza aver prima esaminato gli emendamenti. E che diventerebbe anche “politicamente deprecabile” se su quel testo il governo intendesse porre la fiducia. Il presidente della Camera Gianfranco Fini è intervenuto così, in apertura della seduta in aula, rispondendo alle proteste dell’opposizione su quanto accaduto stanotte in commissione Bilancio.
Fini ha parlato di un atteggiamento da parte del governo che “in qualche modo toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell’emendamento”. “Mi auguro” ha aggiunto “che il governo tenga in dovuto conto quanto espresso, con sostanziale concordia, dalla Camera dei deputati”.
Un atteggiamento, quello di Fini, che mostra di non poter trascurare le ormai incontenibili proteste di tutta l’opposizione. Strali giungono soprattutto dall’IdV: “Questa notte, Italia dei valori, insieme a Pd e Udc, ha abbandonato per protesta i lavori della commissione Bilancio. Ci troviamo di fronte all’impossibilità di discutere sulle nostre proposte emendative, questo governo e questa maggioranza ha svuotato il Parlamento delle sue prerogative. La Commissione Bilancio è ostaggio del governo” ha detto Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo Idv alla Camera, che ha aggiunto: “Ma questa notte si è arrivati al paradosso. Dopo che, nell’arco della giornata, l’unica votazione effettuata in Commissione ha visto il relatore battuto dalla sua stessa maggioranza, lo stesso relatore ha ritirato tutti i suoi emendamenti sostenendo che, come chiesto dal governo, la legge Finanziaria non doveva essere minimamente modificata”. In tal modo: “Se lunedì il governo porrà la fiducia, ci ritroveremo con una Finanziaria che non è stata discussa in Commissione né in Aula. Questo non è solo uno schiaffo al Parlamento, ma un attentato alla democrazia”. Rincara Donadi, capogruppo dell’IdV a Montecitorio: “Da sei mesi denunciamo che questo governo calpesta ogni minima regola democratica. Se anche Fini è arrivato a denunciarlo vuol dire che siamo arrivati oltre ogni livello di guardia”.
In aula le proteste si rincorrono. “Non c’è più neanche il continuum auspicato da Lei, signor presidente della Camera, fra maggioranza e governo” ha detto a Fini il vice presidente del gruppo Pd, Gianclaudio Bressa “Siamo ormai al governo che espropria il Parlamento, compresa la sua maggioranza” ha continuato. E facendo a riferimento all’esame della finanziaria della commissione Bilancio, Bressa ha detto che si tratta solo dell’ultimo esempio che dimostra come il governo stia stravolgendo la Costituzione per la parte che riguarda la formazione delle leggi. “In realtà” ha concluso Bressa “siamo in pratica a un sostanziale commissariamento di governo e Parlamento da parte del ministro Tremonti, come dimostra il modo con cui siete intervenuti su scuola e università”.
- Giovedì 6 Novembre 2008
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Commenti
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Il 7 Novembre 2008 alle 22:53 clator ha scritto:
Sono molti anni che una nullità come Fini soffre il confronto con Berlusconi e quindi cerca di approfittare di tutte le situazioni pur di far vedere che è un uomo di polso e non sottostà a Berlusconi. Non dovrebbe mai dimenticare che senza il Berlusca non sarebbe nessuno e non sarebbe mai andato al governo.
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