Gli studenti di nuovo in piazza, a Roma scontri con la polizia

Proteste studentesche

Le proteste studentesche riprendono vigore. In tutta Italia. Con molti cortei, disagi per il traffico e qualche disordine. A Roma incidenti alla stazione Ostiense tra le forze dell’ordine e i manifestanti del corteo degli universitari e delle scuole superiori. Gli studenti avevano tentato di occupare i binari correndo verso un’entrata laterale ma sono stati caricati dalla polizia ai cancelli, come hanno riferito gli stessi manifestanti. Subito dopo i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e oggetti contro le forze dell’ordine. Piazzale Ostiense è stato subito presidiato dalla polizia.

Nel corso degli scontri durante il corteo è rimasto ferito un giovane, colpito alla testa. Altre persone sono rimaste invece contuse, tra questi un poliziotto e una giornalista. Alcuni manifestanti denunciano di essere stati colpiti “dalle manganellate della polizia”. Il corteo si è poi diretto alla Sapienza da dove stamani era partita la manifestazione degli universitari. La polizia ha fatto comunque sapere che alla stazione Ostiense “non ha effettuato nessuna carica contro gli studenti”.

La questura di Roma, inoltre, ha sottolineato che “verso la fine della manifestazione un migliaio di studenti invece di dirigersi verso l’università come pattuito con i dirigenti dell’ordine pubblico, ha tentato di bloccare la circolazione ferroviaria alla stazione Ostiense. Le forze dell’ordine hanno schierato un contingente, in numero ridotto rispetto ai manifestanti, davanti all’ingresso della stazione”. Da quel momento, precisa la questura, “i manifestanti hanno lanciato bottiglie ed altri oggetti verso gli agenti che hanno respinto il corteo. Numerosi sono stati gli agenti feriti”.

Intanto le mobilitazioni contro la riforma della scuola, e all’indomani dell’approvazione di quella sull’università in Consiglio dei ministri, non si fermano. Oltre a Roma a Milano, dove il segretario regionale lombardo della Cgil funzione pubblica Vincenzo Moriello, ha detto: “Siamo 60 mila”. In piazza Duomo infatti uno spezzone del corteo degli studenti si è aggiunto alla manifestazione dei dipendenti pubblici, in sciopero oggi. A Pisa occupati alcuni binari della stazione dai partecipanti alla manifestazione in corso da stamani cui stanno prendendo parte sia studenti universitari che medi. Accesi anche fumogeni.

A Macerata studenti delle scuole superiori e dell’Assemblea permanente No133 hanno dato vita a un corteo che si è snodato per le vie del centro. Duemila, secondo gli studenti, i partecipanti; un’assemblea in strada ha creato disagi al traffico. Mentre a Cagliari un corteo di 5.000 studenti universitari e delle medie superiori sta attraversando le vie della città per protestare contro la legge 133 sulla riforma della scuola dell’università.

Tensione a Chivasso, al termine di un corteo studentesco di protesta: una cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare in un liceo dove si stava facendo lezione, dopo l’intervento dei carabinieri la situazione è tornata calma. A Napoli è partito da piazza Mancini il corteo degli studenti medi e universitari campani che protestano contro i decreti Gelmini. Sono migliaia i manifestanti che attraversano corso Umberto, chiuso al traffico con forti disagi per gli automobilisti. Diversi gruppi hanno affisso all’ingresso della sede dell’agenzia di lavoro interinale Adecco e della sede regionale della Corte dei conti in via Marina dei manifesti con sopra scritto: “Attenzione, generatore di crisi”.

A Palermo una ventina di studenti ha dato vita ad un corteo partito dalla cittadella universitaria, è riuscita a entrare all’interno dell’atrio del rettorato di Palazzo Steri. Una occupazione simbolica, seguita da un centinaio di manifestanti rimasti all’esterno del cancello.

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Commenti

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Il 7 Novembre 2008 alle 19:16 biou ha scritto:

Mi meraviglio molto dell’ottusità di tanti studenti (a parte quelli superpoliticizzati e quelli dei centri sociali) che non arrivano a comprendere come il sistema scolastico italiano sia da moralizzare e rendere più vicino alle necessità dello Stato e, soprattutto, degli studenti stessi. Il livello culturale della scuola italiana è mediamente basso e se non si provvede a modificarlo, premiando il merito a scapito della massa indistinta e, spesso, con poca voglia di studiare.

Il 7 Novembre 2008 alle 19:57 leonardo.d ha scritto:

… hanno solo voglia di far casino e basta…

Il 8 Novembre 2008 alle 9:51 barnaba1 ha scritto:

A fronte di un calo della popolazione iscritta, dovuta a fatti demografici, si è avuto un aumento dei professori.
Strano, ma possibile finchè erano tempi di benessere. Ma adesso, che è un periodo di ristrettezza, mi sembra assolutamente normale e opportuno invertire il comportamento.
Perchè i dipendenti pubblici li paghiamo NOI con il carico tributario, dal momento che lo Stato non può oiù spendere a debito oltre certi limiti.

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