
Migliaia di creme per il corpo e prodotti per la pulizia della casa dannosi per la salute stavano per essere commercializzati nei supermercati e nelle profumerie di molte regioni italiane. Erano stati confezionati all’interno le scatole con marchi contraffatti di case cosmetiche e produttrici di sgrassatori tra i più venduti in Italia, utilizzati comunemente per igienizzare i pavimenti e i mobili della casa. L’organizzazione, scoperta dalla Guardia di Finanza di Frascati, da alcune settimane aveva allestito all’interno di un’acciaieria a Montecompatri, provincia di Roma, un laboratorio di circa 1000 metri quadrati dove miscelava, confezionava e stoccava i prodotti prima di spedirli su tutto il territorio nazionale. Tra i prodotti contraffatti anche il noto sgrassatore Chante claire; I finanziari hanno trovato, durante le perquisizioni, oltre 115 mila etichette adesive del famoso prodotto pronte per essere apposte sulle confezioni di plastica. Ma assieme alle etichette, l’organizzazione composta da nove persone tra cui un chimico, un imprenditore che riforniva contenitori originali alle case produttrici e il titolare di uno scatolificio perugino, riproduceva anche i codici a barre da applicare sui prodotti tossici. “L’indagine che ha permesso di individuare la fabbrica clandestina di detersivi e cosmetici contraffatti e di sequestrarla prima che un singolo prodotto tossico fosse commercializzato” spiega il capitano Pierluigi Pelargonio, comandante del gruppo Frascati della Guardia di Finanza “è partita da un’ordinaria attività di polizia economico-finanziaria per il controllo dei prezzi” “Proprio durante uno di questi controlli è stata scoperta un’azienda fantasma che riforniva prodotti per la casa” continua il capitano ” ma che non aveva nessuna struttura logisto-industriale per la produzione e la vendita”. Nel corso dell’operazione denominata “white house” sono stati sequestrati oltre 34 mila confezioni di detersivi e cosmetici, 28 mila contenitori vuoti pronti per essere riempiti con i prodotti contraffatti e 6mila 600 cartoni per imballaggio dei prodotti finiti. I componenti, tutti denunciati all’Autorità giudiziaria, utilizzavano indifferentemente i macchinari sia per la produzione dei cosmetici che dei detersivi senza osservare nessuna elementare misura di sicurezza.
- Giovedì 13 Novembre 2008
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