Scuola: tensione alla stazione di Milano

Proteste studentesche

Tornano le tensioni legate alle proteste studentesche contro la riforma Gelmini. A Milano fin dal primo pomeriggio di oggi alcune centinaia di ragazzi si sono radunati in Stazione Centrale. Lo slogan: “Questo viaggio lo paga la Gelmini”. La richiesta: biglietti per Roma a prezzo “politico”, 15 euro, per raggiungere la capitale in occasione della manifestazione nazionale di domani. Li attendeva uno schieramento imponente di forze dell’ordine: tutti gli accessi ai binari erano presidiati. Momenti di tensione sono avvenuti davanti a due delle tre porte di accesso ai convogli.

Una quindicina di studenti, abbandonando gli striscioni, ha cercato di oltrepassare le transenne messe a protezione dei varchi d’ingresso ai binari, urlando “fascisti” all’indirizzo delle forze dell’ordine. Si sono avuti attimi di tensione e sono volati spintoni e calci alle transenne, ma gli agenti hanno respinto il tentativo di sfondamento senza usare i manganelli. Poi la situazione è tornata alla calma. Si sta delineando l’accordo economico per un treno speciale che possa portare gli studenti a Roma questa sera. Al tavolo con Trenitalia stanno discutendo rappresentanti di Rifondazione Comunista e della Cgil. Piuttosto distanti le proposte delle due parti: gli studenti offrono 15 euro, Trenitalia ne chiede 44.

In previsione dell’arrivo degli studenti, gli accessi ai binari erano stati transennati. Per accedere ai treni bisognava passare attraverso un cordone di poliziotti, che permettevano l’ingresso in fila indiana. I passeggeri si sono fatti largo a fatica nel grande atrio al primo piano per passare tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Nessun treno è stato però soppresso. I manifestanti ai megafoni dicevano ai passeggeri piuttosto seccati di “prendersela con Trenitalia e il governo”. Non mancavano le note folcloristiche, come le magliette preparate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera e della Facoltà di mediazione culturale, in vendita a cinque euro: “Siamo rimasti in mutande”, firmato “L’Onda non si ferma”.

“Questi giovani sono la parte sana della nostra società. È grazie a loro che anche noi in futuro avremo un presidente meticcio come come Obama”. È quanto ha affermato l’artista Moni Ovadia, al suo arrivo alla stazione Centrale di Milano dove è stato invitato dagli studenti e dai ricercatori precari intenzionati a partire per Roma per la manifestazione di domani del mondo dell’università. “Questi ragazzi sono il nostro futuro”, ha continuato Ovadia, “e dobbiamo essere con loro contro questa finta riforma che vuole distruggere l’università e il sapere pubblico”. L’artista ha anche rivolto un appello ai vertici di Trenitalia: “A loro dico di uscire dal conformismo del grigio dovere e usare un po’ di cuore”.

In attesa di un accordo con Trenitalia, i ragazzi hanno iniziato una raccolta di soldi per potere acquistare i biglietti: a un banchetto autogestito, in cambio di 15 euro (tariffa da loro proposta a Trenitalia per il viaggio di andata e di ritorno), timbri sui polsi come biglietto fai-da-te per il treno. Alcuni esercenti hanno chiuso le saracinesche dei loro negozi “a scopo precauzionale”. In stazione, a fianco degli studenti, anche il consigliere regionale del Prc Lombardo Luciano Muhlbauer e il consigliere provinciale di Sinistra critica, Piero Maestri.

In mattinata c’è stato un incontro tra una delegazione di studenti e il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ma senza alcun esito. I manifestanti hanno consegnato al prefetto un documento in cui si dice: “Trenitalia calpesta il diritto a manifestare garantito costituzionalmente perché impone dei prezzi che sono inaccettabili e altissimi”. E ancora: “Abbiamo detto che se non partiremo bloccheremo la stazione e lo ripetiamo, ma non è una minaccia è innanzitutto un dato di fatto. Se migliaia di noi saranno fermi in stazione dalle 15 in poi saranno sicuramente raggiunti da altri”.

A Roma invece alcuni membri di Azione studentesca hanno occupato la sede di Cgil scuola. “È stata un’occupazione lampo, pacifica e simbolica, durata pochi minuti, il tempo necessario per riportare l’attenzione sui veri problemi della scuola italiana”. Il gruppo motiva così l’occupazione della sede romana del sindacato, in via Leopoldo Serra, da parte di una trentina di esponenti del movimento giovanile vicino ad An intorno alle 12.30. Sindacato definito “simbolo dello strapotere dei professori, vero cancro della scuola italiana”. “Basta prof incompetenti + potere agli studenti” si leggeva nello striscione che hanno srotolato, mentre nei volantini si chiedeva di collegare le carriere dei professori ai risultati educativi conseguiti, aumentare la rappresentanza studentesca negli organi collegiali, stabilire rigidi criteri entro i quali permettere la bocciatura per motivi di condotta, istituire un comitato di valutazione dei docenti su base provinciale.

Maurizio Lembo, segretario organizzativo del sindacato scuola della Cgil, denuncia che è la seconda azione dimostrativa di Azione Studentesca contro la Flc-Cgil in quindici giorni, “senza contare che un episodio analogo è avvenuto anche a Torino. Due settimane fa siamo riusciti a chiudere i portoni prima che entrassero, questa volta una trentina di persone hanno oltrepassato le porte d’ingresso ma sono rimaste confinate nell’androne perché siamo riusciti a bloccare gli accessi agli uffici” ha raccontato. I manifestanti hanno lanciato insulti contro il sindacato, il personale della scuola, gli insegnanti fannulloni. “Potere agli studenti, lotta dura sarà” era uno degli slogan. Appena iniziata l’occupazione, il personale della Cgil ha chiamato la polizia. “È arrivata una pattuglia venti minuti dopo l’inizio della protesta”, ha detto Lembo. “I due agenti hanno chiesto rinforzi che però sono arrivati solo a occupazione conclusa”.

Un’iniziativa fortemente criticata da Guglielmo Epifani, che parla di “metodi squadristi. Non tolleriamo il ritorno a provocazioni di questo segno”, ha detto il segretario generale della Cgil, “e non consentiremo che forme di violenza dirette o indirette possano vincere sulla forza delle idee della ragione e della giustizia”. Molto duro anche il commento dell’Unione degli Universitari: “A un giorno dalla grande manifestazione di studenti e sindacati per difendere l’università pubblica, Azione studentesca occupa la sede della Flc-Cgil a Roma. L’Unione degli Universitari condanna fortemente l’atto di stampo neofascista che dimostra l’incapacità della destra al governo di rispettare dentro e fuori dal Parlamento il valore della democrazia espresso della nostra Costituzione”.
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