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	<title>Italia &#187; Viglianza Rai, eletto Villari del Pd. Coi voti del Pdl</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
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		<title>Viglianza Rai, eletto Villari del Pd. Coi voti del Pdl</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 15:25:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finalmente consultazione valida per la designazione del presidente della Commissione, ma è polemica. L'opposizione accusa il governo di aver imposto il nome. Veltroni: un atto di regime, il neopresidente si dimetterà. <strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/11/13/schifani-a-panorama-la-rai-va-privatizzata/">Schifani: "La Rai va privatizzata"</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/politica_rai/119241_lentrata_della_sede_delllentrata_dellaa_rai.html" title="L'entrata della sede delll'entrata dellaa Rai"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/07/15/487c8498b3ccc_zoom.jpg" alt="L'entrata della sede delll'entrata dellaa Rai" border="0" width="500" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo">&nbsp;</p>
<p>Riccardo Villari del Pd è stato eletto presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai con 23 voti. Un vero e proprio colpo di scena, arrivato dopo che Pdl e Lega avevano annunciato l&#8217;intenzione di sostenere l&#8217;ex esponente della Margherita. E in effetti, Villari ha ottenuto il voto di 21 commissari della maggioranza, ma anche di due membri dell&#8217;opposizione, visto che in totale gli esponenti del Pdl e della Lega in Vigilanza sono 22 e che uno era assente. A Leoluca Orlando, candidato dell&#8217;opposizione, sono andati 13 voti. Dura la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell&#8217;Italia dei valori: &#8220;Da Berlusconi un colpo di mano contro la democrazia&#8221;. Poco dopo, il responsabile Comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni, ha confermato che le dimissioni di Villari, eletto dalla maggioranza, sono &#8220;probabili. La linea del partito non cambia&#8221;, ha precisato.</p>
<p>Poco dopo la notizia dell&#8217;elezione Walter Veltroni ha dichiarato che &#8220;Si tratta di una cosa inimmaginabile e mai vista prima nella storia delle istituzioni parlamentari. Una cosa che avviene nei regimi e non nelle democrazie&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Mi ha telefonato ora il senatore Villari, per comunicarmi che andrà dal presidente della Camera e dal presidente del Senato a rassegnare le sue dimissioni&#8221;.</p>
<p>Lo stesso Villari ha spiegato che è stata rotta una &#8220;prassi&#8221;, e che non avrebbe assunto posizioni in contrasto &#8220;con quello che deciderà il mio partito. Non volevamo che accadesse&#8221;, ha aggiunto, &#8220;ma prendo atto dell&#8217;esito della votazione perché credo di avere il dovere di rispettare i presidenti delle Camere e il presidente della Repubblica come rappresentante delle istituzioni&#8221;. Ma, appunto, Villari ha rimesso la decisione al proprio gruppo parlamentare. Nel frattempo chiederà un incontro al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, &#8220;che si era interessato della vicenda&#8221;, per discutere sul da farsi di fronte alla sua elezione con i voti della maggioranza e solo due dell&#8217;opposizione. Allo stesso modo, Villari ha ribadito che incontrerà i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Quanto ai tempi di questi incontri, Villari ha risposto: &#8220;Per me anche oggi&#8221;.</p>
<p>Marco Beltrandi, componente radicale della Vigilanza Rai, invita invece Villari a non dimettersi &#8220;in quanto ci sono atti dovuti che la Commissione deve adottare senza ulteriori ritardi. A lui vanno le mie congratulazioni per l&#8217;elezione a presidente della Vigilanza Rai&#8221;, afferma Beltrandi, &#8220;che pone fine ad un vulnus costituzionale durato oltre sei mesi, per sanare il quale i radicali hanno condotto varie e gravi iniziative non violente&#8221;. Mario Landolfi, deputato del Pdl e membro della commissione di Vigilanza Rai nella scorsa legislatura, commenta l&#8217;elezione con una battuta: &#8220;Dopo Obama, Villari Clinton&#8230;&#8221;. Per Maurizio Gasparri, Pdl, &#8220;l&#8217;elezione di Villari rappresenta una soluzione che sblocca una vicenda che ha una rilevanza istituzionale importante. Villari ha raccolto voti trasversali, e cioè più voti di quelli a disposizione del centrodestra. A questo punto crediamo che la Vigilanza possa funzionare, con un presidente affidato all&#8217;opposizione&#8221;.</p>
<p>Non la pensa così Antonio Di Pietro. &#8220;Signor presidente Videla&#8221;, ha esordito in aula il leader Idv rivolto al premier, &#8220;lei è un capo di governo modello Argentina, umilia ogni giorno il Parlamento con colpi mano. Pochi minuti fa ha promosso e realizzato ultimo atto provocatore di questa deriva antidemocratica, la nomina di una persona scelta dalla maggioranza&#8221; alla presidenza della vigilanza. &#8220;La maggioranza ha avuto l’arroganza di scegliere chi deve rappresentare l’opposizione: un comportamento tipico delle dittature argentine&#8221;.</p>
<p>In precedenza il leader del Pd, Walter Veltroni, e quello dell&#8217;Udc, Pier Ferdinando Casini, avevano chiesto all&#8217;Italia dei valori una rosa di possibili nomi tra cui scegliere il candidato per la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai: un atto di buona volontà per la situazione di impasse sul nome di Leoluca Orlando. Dopo una quarantina di sedute andate a vuoto, nella giornata di ieri c&#8217;era stata la prima votazione valida per la nomina del nuovo presidente. Ma il candidato designato dalle minoranze, l&#8217;ex sindaco di Palermo, oggi dipietrista, non aveva ottenuto il quorum necessario, a causa della scheda bianca votata in massa da tutti i consiglieri del Pdl, che da sempre esprime dubbi sul nome avanzato dall&#8217;Idv. Non solo: anche due degli esponenti del centrosinistra non avevano votato per il fondatore della Rete, segno che anche all&#8217;interno dell&#8217;opposizione non c&#8217;è unanimità di vedute sul suo nome.</p>
<p>Il nome del presidente della Vigilanza viene per prassi scelto dall&#8217;opposizione, trattandosi di una commissione di garanzia. Tuttavia il centrodestra non ritiene Orlando sufficientemente super partes per poter ricoprire questo ruolo che è al tempo stesso istituzionale e politico. Un giudizio che molti esponenti del Pdl estendono all&#8217;intero partito di Antonio Di Pietro, accusato di essere giustizialista. Di qui la nuova mossa di Veltroni e Casini, che oltre a sollecitare il partito dell&#8217;ex pm a proporre candidature diverse, avevano diramato una dichiarazione congiunta in cui dicevano no alla discriminazione dell&#8217;Idv e invitavano il Pdl a non compiere &#8220;gesti provocatori&#8221; eleggendo un &#8220;presidente di comodo&#8221;. Poi, a scompaginare le carte, è arrivato il voto su Villari.</p>
<p>Riccardo Villari è nato a Napoli il 15 marzo 1956. Eletto nelle file del Pd in Campania, è al suo quarto mandato parlamentare, il secondo da senatore dopo due legislature alla Camera. Oltre che della Vigilanza, fa parte della commissione Lavori pubblici e Comunicazioni di Palazzo Madama. Medico e docente universitario al Policlinico dell&#8217;università Federico II di Napoli (malattie infettive epatologia), Villari è stato a lungo uomo di riferimento della Margherita, in particolare dell&#8217;area rutelliana, in Campania ed è stato componente dell&#8217;esecutivo del partito e responsabile per il Mezzogiorno e per le riforme. E anche presidente del Napoli Club Parlamento.<br />
<strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/11/13/schifani-a-panorama-la-rai-va-privatizzata/">Schifani: &#8220;La Rai va privatizzata&#8221;</a></p>
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