Eluana può morire, l’Italia si divide

Eluana Englaro

“Un fatto gravissimo”. Così monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia della Vita, ha commentato ai microfoni della Radio Vaticana la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, che dichiara inammissibile il ricorso della Procura di Milano contro il provvedimento del luglio scorso.
È diventato quindi definitivo il decreto della Corte di Appello milanese che autorizza a sospendere l’alimentazione artificiale che tiene in vita la giovane di Lecco, in coma da sedici anni dopo un incidente stradale.
“Per quanto mi concerne è grave dal punto di vista etico e morale” ha continuato Fisichella. “Forse potranno trovare delle giustificazioni nei cavilli procedurali e nelle interpretazioni del linguaggio. Nella sostanza però rimane un fatto del tutto grave ed estraneo alla cultura del popolo italiano, un fatto di una gravità assoluta per quanto riguarda un attentato alla vita”. E chiede subito una legge, il più possibile condivisa, “perché venga evitata qualsiasi esperienza di eutanasia passiva o attiva nel nostro Paese”.
Ben diverso, ovviamente, il commento di Vittorio Angiolini, legale di Beppino Englaro: “La decisione della Cassazione conferma il principio per cui nessuno, neppure il medico, può impossessarsi della vita di un altro. E questo è di vitale importanza per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo”.
Dure invece le parole del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: “La Corte di Cassazione introduce in Italia la condanna a morte. Da oggi la vita umana non è più adeguatamente tutelata nella patria del diritto. È soggetta ad arbitri. Si tratta di una sentenza inaccettabile”.
“Grande tristezza” è quella provata dalle Acli, in una nota il presidente Andrea Olivero. “Tristezza per la fine di una vita che, pur nella sofferenza e in un lungo travaglio, conserva sempre un dato di sacralità, di irripetibilità, di intangibilità”. Da contraltare la posizione di Mario Riccio, l’anestesista che diede assistenza a Piergiorgio Welby nello staccare la macchina che lo teneva in vita: “Un grande sollievo per il padre Beppino, che conosco da 15 anni”, dice. E continua: “Devo solo sottolineare che quando uscì la sentenza sul caso Englaro del luglio scorso, Formigoni ha detto che nessuna struttura della Lombardia avrebbe permesso l’interruzione dell’alimentazione artificiale. Per me questo è un fatto estremamente grave, così come lo è per molti giuristi”.
Non si tratta neanche di eutanasia secondo Umberto Veronesi, senatore del Pd, intervistato dalla Stampa: “Il caso di Eluana nasce dall’assenza di volontà espresse per iscritto in situazione di piena lucidità”. Se ci fosse stato “il testamento biologico di Eluana non sarebbe stata indispensabile una legge per attuarlo”.
Ma la CEI parla invece di responsabilità morale: “La vita di Eluana Englaro, al cui dramma si è appassionata la coscienza del nostro Paese, è ormai incamminata verso la morte. Mentre partecipiamo con delicato rispetto e profonda compassione alla sua dolorosa vicenda, non possiamo fare a meno di richiamare alla loro responsabilità morale quanti si stanno adoperando per porre termine alla sua esistenza”.
In questo coro di reazioni opposte, più o meno infuocate, c’ è anche la voce di Peppino Englaro: “La prima cosa che ho pensato è ‘Eluana, ce l’abbiamo fatta’” afferma in un’intervista a Repubblica. “Oggi siamo al giorno 6.146 da quando c’è stato l’incidente alla mia Eluana e perciò chiedo di poter tornare alla mia sfera privata. Fine, l’ultima parola per me è quella scritta dalla Cassazione”. La suprema corte, in una sentenza di 21 pagine, ha detto “quello che tanta gente comune sa, e cioè che dare al paziente il potere di mettere un limite alle cure è una cosa giustissima e non significa affatto uccidere”.
Ora per Eluana si attende lo stop all’alimentazione, che dovrebbe avvenire a giorni in una delle strutture già individuate. “Di sicuro non sarà in Lombardia” asserisce Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha in cura da anni la donna. Secondo il dottore ogni decisione sui tempi spetta solo al padre. ”Io continuerò a stare vicino sia a lui sia a Eluana come ho sempre fatto”.

Commenti

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Il 14 Novembre 2008 alle 13:36 Testamento biologico fai da te » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Eluana può morire, l’Italia si divide - Tutte le tappe della vicenda - Eluana: la Cassazione respinge il ricorso, stop all’alimentazione - Eluana e Welby, dolore e coraggio simili intrecciati in due libri - Partecipa al FORUM [...]

Il 14 Novembre 2008 alle 18:40 lapolide ha scritto:

Padova, 14 novembre 008.

Voglio urlarlo al mondo intero:
“NO”, non vi darò la vita mia !

Eluana Englaro è stata condannata a morte.
Una Magistratura, la Suprema Corte Romana, si è arrogata il diritto di emettere una sentenza, che reputo disumana, che decreta di far morire una persona. Come dire di dare mandato, al genitore stesso, di esserne il killer esecutivo.
Se quell’essere arido e senz’anima che secondo me, non si esprime più con parole umane, anche per quanto proferito ieri sera nella trasmissione di Porta a Porta, avrà il coraggio di eseguirlo, sono certo che il Signore Iddio saprà come punire quella mano divenuta assassina.
E’ una sentenza di Legge a carattere politico più che legislativo che ha voluto dimostrare di essere superiore a quella del volere Divino di Dio. E’ stata la dimostrazione dell’ateismo imperante insito nella società dell’apparire per stabilire il trionfo degli Anticristo sulla Fede.
Lo ripeto al mondo dell’infinito iperuranico: è barbaro, incivile ( sempre secondo me) che una Legge emanata dagli Uomini si sia impadronita impunemente del diritto di vita e di morte sui suoi simili, scavalcando e calpestando il volere supremo ineluttabile che spetta unicamente al Creatore che si fece uomo per salvare l’umanità tutta.
Da cristiano cattolico ho l’animo affranto, sperduto, disgustato per tale decisione. A che cale vantarsi di far parte di un Paese che chiamiamo civile unicamente dal fatto che non si applica da noi la pena di morte per orrendi reati commessi, quando poi si attuano queste sentenze così bestiali contro natura ?
Sappia la gente di tutte le età e ceti sociali che l’eutanasia è entrata prepotentemente così, per colpa di un arrogante diritto coatto, partigiano e partitico, nelle nostre case, nelle nostre coscienze, nelle nostre vite nelle nostre viscere. Che non ci appartengono più, perché ora divenute di proprietà esclusiva, materiale di una Casta di Magistrati e di Giudici, eludendo i comandamenti di Dio. Non ha più senso ripetere la frase da “Lui” pronunciata >. E’ stato cancellato per sempre il sesto comandamento (secondo la Sacra Bibbia) >.
E’ quantomeno strano, per non dire inquietante, assurdo (anche se Pirandello sosteneva che nella vita niente è assurdo perché ciò che accade è solo verità ) che quella sentenza sia giunta nel giorno in cui in un’altra, pur se di diverso tenore, si assolvevano in larga misura, le Forze di Polizia dai reati a loro ascritti, relativi ai gravi fatti accaduti nella Caserma Diaz di Genova nel duemilauno (compiuti da No-global, Centri Sociali e Movimenti Sindacali di estrema Sinistra sulle strade, ndr.). E si discettava altresì, in sedi diverse, sull’interpretazione da dare allo “Stato di Diritto” italiano se esistente o meno. Da una parte un certo Agnoletto di “Ue vestuto” (!), della Sinistra extraparlamentare che sosteneva quel “Diritto” di non essere più tale bensì “Impunibile” e dall’altra, il Padre di Eluana che affermava, al contrario, la effettiva esistenza e concretezza. Dove la Ragione e dove l’Anormalità ?
Che il Grande ed Eterno Iddio, stenda benevolmente su di noi ancora una volta, la Sua Sacra e Giusta Mano protettrice e che perdoni le colpe commesse da Uomini di sì poca Fede.
Così dico e affermo, da uomo libero e credente.
lapolide.

Il 14 Novembre 2008 alle 19:05 alex.kirk ha scritto:

Finalmente libero, libero quel corpo di cessare di esistere, corpo senza più guida, mente. Almeno me lo auguro, se solo un barlume di coscenza fosse rimasto in quel corpo che tortura gli avremmo inflitto!!!
Cosi dico da uomo libero e credente
Alex
http://www.laparola.info

Il 15 Novembre 2008 alle 16:51 vincenzo.m. ha scritto:

Riflessioni di minoranza.

Nel caso in oggetto dovrebbe essere proposta la lettura del verbale della sentenza della Corte Suprema a lato richiamata e ciò al fine di rendere edotti gli individui che desiderassero esprimere la propria opinione.
http://download.repubblica.it/.....eluana.pdf

I lettori dovrebbero essere informati su chi era l’erogatore primario che provvedeva alla copertura delle spese relative alla prestazione delle cure.

Ampia e libera presentazione degli elementi atti a comprendere se è lecito, sotto il profilo giuridico, il divieto espresso nei confronti di tutti gli enti ospedalieri desiderosi di ospitare il trasferimento del paziente, soggetto dell’articolo, su tutto il territorio Lombardo così come divulgato da alcune testate per effetto delle azioni di una delibera del Presidente della Regione Lombardia.

Non si percepisce il grido dei responsabili etici su molti fatti che accadono, quali ad esempio quello dei morti tenuti vivi ai fini del rimborso sanitario: fatti che sembra siano accaduti in Sicilia.

Non si percepisce il grido dei responsabili etici sui fatti della clinica di Milano ove accadevano eventi problematici, sui vivi e non sui morti.

Sono solo poche e futili espressioni di un rapporto di minoranza.

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