Quanti italiani col foglio di via

paolini
Ladruncoli in trasferta, ex mariti talmente insistenti da far paura, fan molesti come quello che tormentava Laura Pausini o esibizionisti rompiscatole come Gabriele Paolini che non dava tregua ai giornalisti televisivi. Disturbatori professionisti per cui il carcere non è previsto o non è immediato. Per loro (e per dare pace alle loro vittime) una soluzione c’è. Si chiama «rimpatrio con foglio di via obbligatorio», è previsto da una vecchia legge del 1956 che si occupa delle «Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità».
Nonostante la forma un po’ obsoleta del testo, le applicazioni della norma sono ancora attualissime. Anzi, la legge 1423 è diventata l’arma segreta delle questure per limitare i danni nei casi in cui non è possibile applicare misure più pesanti. Secondo i dati del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, nel 2006 sono stati emessi 6.367 fogli di via, nel 2007 ben 9.118. L’incremento è di quasi il 50 per cento.
È il questore a emettere questo «biglietto di sola andata», su proposta della divisione anticrimine. Obiettivo: vietare a una persona di tornare in un certo Comune (dove ovviamente non risiede) senza autorizzazione, per un periodo che può arrivare a tre anni. I trasgressori possono essere anche arrestati. Di solito si ricorre a questa forma di diffida quando qualcuno compie un reato che non prevede l’arresto. Spesso si tratta di persone incensurate o che non hanno violato la legge, ma che è probabile possano violarla. Almeno secondo il giudizio della questura. Altre volte l’interdizione si aggiunge alla denuncia e all’arresto.
Di recente ha fatto notizia il caso di Gabriele Paolini, il disturbatore della tv, diffidato dal questore di Roma a tornare nel comune di Fiumicino per i prossimi tre anni dopo che, lo scorso settembre, ha tentato di interrompere una diretta del Tg1 sulla vicenda Alitalia. C’è da giurare che il provvedimento abbia fatto felici decine di giornalisti televisivi che da anni misurano la loro pazienza con l’intruso più famoso della tv. Sollevata invece Laura Pausini, quando il fan che si appostava sotto casa e le telefonava di continuo, è stato arrestato per molestie e per aver, appunto, violato il foglio di via. Ma non sono affatto casi isolati e non mancano le storie curiose.
Come quella del ladro d’appartamento incastrato dalle impronte lasciate sul barattolo dello zucchero durante l’ennesimo furto d’agosto. Il 34enne, napoletano, è stato «esiliato» da Caserta e da Aversa per tre anni. O quella del poliziotto in borghese, avvicinato nel piazzale davanti alla questura di Genova da un uomo napoletano di 36 anni che gli proponeva «un vero affare», cioè l’acquisto di una videocamera a un prezzo stracciato. Peccato che dentro la scatola ci fossero solo due pacchi di sale. E peccato che questa volta il truffatore avesse scelto il cliente sbagliato, rimediando il divieto di tornare in città. Mentre lo scorso agosto, il foglio di via da una serie di località della Riviera ligure è stato l’unico modo per scoraggiare una trentenne genovese che da mesi passava da un hotel di lusso all’altro senza mai pagare il conto.
Dal 1º gennaio di quest’anno al 10 ottobre la questura di Bologna ha emesso 117 fogli di via. Un buon contributo alla statistica l’ha dato il provvedimento di massa per 56 ragazzi che avevano partecipato a un rave non autorizzato a Monzuno, in provincia, suscitando le proteste degli abitanti e della Diocesi, proprietaria sia del terreno sia del cascinale, sede degli scout, scelti per la festa e andati distrutti. Il territorio «di caccia» preferito da cinque giocatori (quattro napoletani e un viareggino) esperti nelle «tre campanelle» era invece la Fiera bolognese. Lo scorso maggio le proteste delle decine di malcapitati con le tasche svuotate hanno attirato la polizia. Risultato: i prestigiatori da strada non possono tornare a Bologna per tre anni.
In attesa che la legge sullo stalking venga varata, spesso per convincere i molestatori a lasciare in pace la propria vittima non rimane che il foglio di via. È successo a Foggia, dove un pensionato di 55 anni stava tutte le sere in auto sotto casa della ex moglie coi fari accesi. «Non faccio niente di male» ripeteva agli agenti chiamati dalla donna terrorizzata. In effetti l’uomo, incensurato, non poteva essere denunciato né arrestato. Ma il questore ha potuto vietargli di tornare nel paese della provincia dove risiede l’ex moglie per i prossimi tre anni.
L’uomo ha morso il cane e l’ha fatto anche ubriacare. Un punkabbestia di Ragusa, 28 anni, se l’è presa con un cucciolo di labrador, per farlo guaire e così intenerire i passanti davanti alla stazione di Firenze cui chiedere una moneta. Il giovane è stato denunciato e diffidato dal tornare in città. A Trento invece lo scorso agosto un tossicodipendente di 44 anni residente in provincia è stato notato mentre faceva sesso con una donna in un parco pubblico e in pieno giorno. La donna è disabile mentale e quindi il 44enne è stato denunciato per violenza sessuale. Ma, in attesa del processo, non può tornare a Trento per tre anni. Mentre deve restare lontano dal comune nel Pavese in cui vivono la moglie e i cinque figli un uomo romeno con diversi precedenti penali cui il Tribunale dei minori ha anche vietato, perché violento, di avere rapporti con la famiglia.
A Roma il foglio di via è servito, per esempio, a far abbandonare il campo a un 43enne napoletano, già espulso dagli Stati Uniti per truffa sette anni fa, che si autodefiniva «il mago delle carte di credito»: ne clonava a decine. Ma la questura della capitale la scorsa estate ha anche emesso un divieto particolare, e tra i primi nel suo genere, previsto dal decreto numero 309 sulla droga. A un 46enne originario di Cosenza è stato vietato di tornare in una nota discoteca del centro, perché trovato più volte con piccole dosi di cocaina in tasca. Non è l’unico caso di interdizione a frequentare luoghi specifici. Risalgono a un paio di anni fa le diffide per un corteggiatore troppo assillante, un torinese di 35 anni, e per l’ex moglie di un professionista milanese, di 62 anni. Al primo è stato imposto di non entrare più nel quartiere della ragazza che ha tormentato per quattro anni con telefonate e pedinamenti. Mentre alla 62enne lombarda è stato vietato di frequentare i luoghi abituali dell’ex marito, tra cui lo studio, per aver seguito, minacciato e schiaffeggiato la sua nuova giovane compagna. In questi ultimi due casi le misure sono state emesse dal tribunale.

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