Dopo un mese di confronti nei palazzi della politica, la Croce rossa italiana è stata definitivamente commissariata. Il decreto è stato inviato all’ormai ex presidente Massimo Barra. Il commissario è Francesco Rocca e sul suo nome non c’è mai stato alcun vero dubbio. Ex capo dipartimento, andato via dalla Croce Rossa a fine settembre per trasferirsi come dirigente del Dipartimento politiche sociali del comune di Roma, aveva dalla sua parte il sostegno di Alleanza nazionale ma anche del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Nulla da fare quindi per la Lega che aveva provato a candidare il presidente della Cri lombarda Giusy Parlanti.Poche ore prima della nomina, Maurizio Scelli, ai vertici della Cri prima di Barra, aveva indicato Rocca come “la persona che ha tutte le caratteristiche adatte al ruolo: conosce la macchina interna per essere stato commissario all’Ospedale Sant’Andrea di Roma”. Proprio questa conoscenza fa capire qualcosa di più sulla missione che il commissario avrà da compiere. La Croce Rossa ha un buco di almeno 90-100 milioni di euro, ogni anno lo Stato la finanzia con 400 milioni. Sono queste le cifre di cui Rocca dovrà occuparsi insieme con il fatto che a lavorare per l’Ente ci sono quasi 1.900 precari in attesa di stabilizzazione e che invece ora potrebbero avere grossi rischi.
Massimo Barra, in carica dall’11 dicembre 2005, secondo presidente eletto dalla base in oltre 70 anni dopo una serie infinita di commissariamenti e nomine governative, malgrado fino all’ultimo si fosse trincerato dietro un freddissimo “io non ne so nulla”, ha ricevuto la notizia della sua “defenetrazione” con un fax di poche righe giunto da Palazzo Chigi. “Si parla di buco nei conti della Croce Rossa. Voglio però che si sappia che il giorno del mio insediamento alla presidenza, il 28 dicembre 2005, il deficit di cassa ammontava a 57.553.623,90 euro. Ed era una pesante eredità . Oggi, è di 18.888.705,57 euro. Sfido chiunque a fare meglio – dice Barra - Sono comunque lieto che il commissario sia Francesco Rocca, che io ho portato alla Cri, e sono pronto alla massima collaborazione”. Barra ricopre la carica di vice presidente della “Standing commission” della Croce Rossa (l’organo supremo del movimento che si affianca alla Federazione e al Comitato). A novembre 2009, c’è già un’intesa formalizzata in tal senso, diventerà presidente dell’organismo.
Francesco Rocca, avvocato penalista di 43 anni, ha ricoperto per cinque anni lo stesso incarico presso l’Ospedale Sant’Andrea. Già a capo del Dipartimento socio assistenziale della Cri, il neocommissario, come recita il provvedimento del governo, “è stato nominato con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, fino alla ricostruzione degli organi statutari e, comunque, per un periodo non superiore a dodici mesi”. Rocca ha un passato di dirigente attivista in molte associazioni di volontariato, fra cui la Caritas, soprattutto nel decennio 1980-1990, dove si è occupato, in particolare, di problematiche relative ai minori e ai rifugiati. “Considero questo nuovo incarico un vero atto di fiducia nei miei confronti da parte del governo – sono le prime parole di Rocca - Sono consapevole che ci sarà molto da lavorare, a causa della situazione delicata in cui versa l’Ente, in merito soprattutto alla questione dei volontari in periferia e alla condizione finanziaria. Tutto ciò richiederà un grosso impegno da parte mia e del comitato centrale”.
- Lunedì 17 Novembre 2008
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Commenti
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Il 17 Novembre 2008 alle 16:56 vincenzo.m. ha scritto:
E SE…depenalizzassimo le perdite.
Si apprende dell’imponente deficit riguardante i debiti della Croce Rossa.
E se rendessimo pubblici gli stipendi dei soli manager al solo scopo di soppesare in termini di percentale l’incidenza dei salari sulle opere prestate?.
Potrebbe essere una base su cui riflettere per aggiornare gli organi e naturalmente…l’informazione pubblica.
Ma no, perché mai discuterne.
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