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Il pm di Como Massimo Astori, dopo 7 mesi di pausa, ha chiesto l’ergastolo - “l’unica parola possibile”- e tre anni di isolamento diurno per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due imputati della strage di Erba dell’11 dicembre 2006 quando furono massacrati per futili motivi Raffaella Castagna, il figlio Youssef, la madre della donna, Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. “Un viaggio nell’orrore”, “uno dei più feroci atti criminali che la storia ricordi” l’ha definita il magistrato prendendo la parola in una requisitoria che dovrebbe durare l’intera giornata e che sta ripercorrendo tutte le tappe che portarono al massacro.
”Raffaella Castagna, Azouz Marzouk - ha dichiarato il magistrato - erano diventati un’ossessione per i due, li odiavano”. Olindo ‘’spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari”. Ma la strage, ha continuato il pm che si avvale di slide e di contributi audio con la registrazione degli interrogatori dei due imputati, ebbe il suo prologo nel 2001, nel primo periodo di coabitazione, quando in casa di Raffaella non era ancora arrivato suo marito Azouz. ”Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni”, ha detto Astori, ma la ‘’scintilla” che la fece esplodere fu la richiesta danni di 3500 euro per le lesioni che la moglie di Azouz Marzouk subì durante una delle solite liti con i coniugi del piano di sotto il 31 dicembre 2005.
Astori ha fatto anche una cruda contabilità dei colpi che uccisero Raffaella, il piccolo Youssef, la madre della donna Paola Galli, la loro vicina di casa, Valeria Cherubini e ferirono gravemente il marito di quest’ultima, Mario Frigerio: 76 colpi, di cui 24 sprangate e 52 coltellate. L’ultimo colpo, nell’appartamento di Raffaelle Castagna, uccise Youssef, di poco più di due anni, e fu ”vibrata alla gola senza pietà”. “Piangeva così forte e mi faceva venire il mal di testa”, aveva detto Rosa al Gip Nicoletta Cremona prima di ritrattare.
Olindo Romano e Rosa Bazzi, rei confessi della strage, si sono poi proclamati innocenti. Ma dovrebbero vedersi accollare anche la premeditazione come appare sempre più probabile. In aula ci sono quasi tutti: manca il supertestimone (anche lui scampato alla strage) Mario Frigerio per problemi di salute ma ci sono i due figli. C’è Azouz, attualmente detenuto per spaccio di droga, che sta facendo da circa due settimane lo sciopero della fame per protestare contro la sua espulsione che scatterà il 1 gennaio prossimo. In aula c’è anche Carlo Castagna, con i figli. L’uomo, nella strage, ha perso la moglie, la figlia e il nipotino. In un’intervista a Mattino Cinque ha dichiarato: “Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto” perché “sono vittime a loro volta di un disegno maligno”.
- Lunedì 17 Novembre 2008
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Commenti
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Il 23 Ottobre 2009 alle 19:11 Parla Olindo: ridatemi Rosa e buttate via la chiave - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] pasto che consumò l’11 dicembre 2006, la notte della strage di Erba: quella per cui è stato condannato all’ergastolo con la moglie. Olindo Romano, netturbino di 47 anni, ora vive sorvegliato a vista in una piccola cella della casa [...]
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