Tutti (o quasi) contro l’inamovibile Villari. Berlusconi: “Ora può dimettersi”

Riccardo Villari

Il Pd lo espelle (con qualche immancabile “distinguo”). Casini chiede che si faccia da parte. I presidenti di Camera e Senato gli chiedono di dimettersi e “dimostrare il rispetto delle istituzioni”. E in serata anche chi veniva indicato come il “mandante” della sua elezione lo invita a lasciare la poltrona: “Maggioranza e opposizione hanno condiviso e concordato la designazione del senatore Sergio Zavoli a Presidente della Commissione di Vigilanza” scrive Silvio Berlusconi in una nota, “Il senatore Riccardo Villari può dirsi soddisfatto di avere in fondo contribuito a determinare queste condizioni e può quindi serenamente rassegnare le dimissioni convinto di rendere così un servizio alle istituzioni”. Ma Riccardo Villari, alla fine di un pomeriggio convulso, è ancora il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai.
Convinto, e sostenuto da molti parlamentari del Pdl, nella sua “battaglia contro la partitocrazia”: “Rimango democratico senza bisogno del timbro di chi oggi si trova a guidare il partito” dichiara, dopo aver saputo della sua espulsione dal Pd. Espulsione annunciatissima eppure travagliata, giunta dopo due ore di discussione tra i componenti del gruppo parlamentare Pd a Palazzo Madama. La decisione infatti non viene presa all’unanimità, ma con due astensioni e il voto contrario della radicale Donatella Poretti. “Siamo un partito serio” dirà alla fine il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro “e quindi discutiamo a fondo tutti i problemi’, ma il nervosismo tra i democratici c’è: “De Gregorio (l’ ex senatore passato dall’Idv all’opposizione nella passata legislatura, ndr) dopo un’ora era stato espulso e lo ha fatto quel Di Pietro che sta sulle palle a tutti noi” dice il vicecapogruppo del Pd Luigi Zanda durante il direttivo. ”Noi, invece stiamo qui a spaccare il capello dicendo ‘chissà cosa dicono’, ‘chissà cosa pensano”.
Nel pomeriggio Villari ha condotto la riunione della bicamerale che elegge vicepresidenti e segretari, ignorando la candidatura di Sergio Zavoli che “non gli sarebbe stata comunicata”. Ha presieduto l’elezione di vicepresidenti (Giorgio Lainati e Giorgio Merlo) e segretari (Enzo Carra e Luciano Sardelli). Il Pd ha annunciato che non parteciperà più alle riunioni della vigilanza finché Villari rimarrà al suo posto. L’ex epatologo, imperterrito, in serata ha inviato la bozza del regolamento delle prossime elezioni amministrative in Abruzzo a capigruppo ed Agcom e ne informa il dg Rai Cappon. Inamovibile, chiude la sua settimana di “passione” da presidente della commissione.

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Commenti

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Il 20 Novembre 2008 alle 18:48 ppx ha scritto:

Ma! se è stato votato regolarmente ha diritto di restare, se non viene “sfiduciato” dalla commissione di vigilanza non ha motivi di andarsene oppure … di pietro trama (come sempre) nell’ombra per farlo cacciare via?

Il 21 Novembre 2008 alle 12:10 melloni ha scritto:

Un mito ! Wow !

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