
Dopo la tragedia di Torino, dove sabato al liceo Darwin è morto uno studente di 18 anni per il crollo del tetto, si registra oggi un’altra giornata di terrore.
In una scuola di Milano un bambino cinese di sei anni è caduto dalla finestra di un corridoio del terzo piano. Ora è ricoverato con prognosi riservata all’ospedale Niguarda.
Non sono state rilasciate informazioni sullo stato di salute del piccolo da parte del personale medico che tiene costantemente informata la famiglia presente al pronto soccorso. E non è ancora del tutto chiara la dinamica dei fatti. In un primo momento, sembrava che l’insegnante stesse portando la classe verso il laboratorio di inglese quando si sarebbe accorta che mancava un bambino. Gli agenti della squadra mobile stanno ora sentendo tutto il personale della scuola anche se nessuno era presente al momento dell’incidente. Tanto da far pensare che il bambino fosse stato lasciato solo in aula.
Nel frattempo sembra scoperchiarsi il vaso di Pandora delle anomalie nelle strutture scolastiche. Le agenzie di stampa di questa mattina segnalano un rincorrersi di eventi allarmanti.
A Napoli momenti di panico si sono vissuti in una scuola elementare del circolo didattico di Cercola per la caduta di un pezzo di intonaco. L’insegnate, per precauzione, ha portato i suoi alunni in segreteria, che ha sede distaccata dal plesso. Sul posto, in via Domenico Riccardi, è in corso un sopralluogo tecnico. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente. “C’è un po’ di agitazione” dice un dipendente della scuola materna ed elementare “i ragazzini si sono spaventati, ma non è successo nulla di grave, per fortuna. Certo, dopo il crollo della scuola di Rivoli fa un certo effetto vedere dell’intonaco che cade, a scuola”.
A Grosseto è crollato il soffitto dell’istituto agrario, per fortuna senza conseguenze sugli studenti.
Sul terrazzo del liceo Classico C.Sylos, a Terlizzi (Bari) è invece esplosa una caldaia, provocando danni alla struttura ma nessun ferito. Ma la fatiscenza delle strutture produce situazioni anomale che durano da anni. Come quella di Lampedusa, dove oltre 70 bambini di tre classi delle scuole elementari vanno a lezione nei locali della chiesa. “In questi giorni” denuncia la senatrice della Lega Nord e vicesindaco dell’isola, Angela Maraventano “i bambini della scuola materna, ospitati finora nelle aule del liceo scientifico, torneranno nella loro scuola dopo due anni e grazie all’intervento della Protezione Civile che ha sostenuto l’onere della sistemazione statica ed infrastrutturale del plesso; ma nelle aule del liceo andranno gli alunni delle elementari ospitati nella chiesa. Insomma: è il cane che si morde la coda. È vero che con questa dislocazione di emergenza abbiamo dormito tranquilli” conclude Maraventano “ma non è questa la politica che bisogna perseguire”.
I dati sulla pericolosità delle strutture scolastiche in Italia sono tutti nel rapporto Impararesicuri dell’associazione Cittadinanzattiva, effettuato su 132 edifici scolastici della penisola. Scuole prive di linea telefonica, termosifoni che cadono, quadri elettrici aperti, segnali d’allarme con lo stesso suono della campanella, crepe sul pavimento: sono solo alcune delle pericolosità di cui dà conto il rapporto.
Una scuola su tre presenta crolli di intonaco; più della metà degli istituti è priva di agibilità statica e igienico-sanitaria; il 64 per cento non ha il certificato di prevenzione incendi. Risultato: nel corso dell’ultimo anno scolastico si sono verificati 739 incidenti, con 90 richieste di intervento del pronto soccorso e 34 casi nei quali è stato disposto il trasferimento in ospedale. Ed ancora: una scuola su quattro non ha una piantina con i percorsi di evacuazione, le uscite di emergenza non sono segnalate nel 17 per cento dei casi e, delle scuole che hanno laboratori scientifici, solo il 63 per cento ha cartelli informativi sulle precauzioni da seguire.
Scarsa anche la formazione del personale: una scuola su quattro non attua corsi sulla sicurezza del lavoro, il 17 per cento non fa le prove di evacuazione, il 42 per cento non fa corsi di primo soccorso né di prevenzione incendi e l’83 per cento non ha svolto alcun corso sulla sicurezza elettrica. Per quanto riguarda la valutazione assegnata dai test di Cittadinanzattiva, nessun edificio ha ottenuto il massimo punteggio, 12 hanno conseguito un giudizio buono, 33 discreto, 56 appena sufficiente, 24 insufficiente e 7 pessimo. Nell’ultima categoria, su 7 scuole ben 6 sono dell’infanzia.
Sempre dal rapporto emerge la top ten degli istituti più pericolosi. Sono le scuole Fiorentino, Leopardi, Bucolia di Lametia Terme; la scuola primaria di Melara e la scuola San Venereo di La Spezia, gli istituti comprensivi e le scuole dell’infanzia di Vezzano Ligure e di Prati di Vezzano Ligure, la scuola Via Sisto V di Ascoli Piceno, la Contesse di Messina, il liceo classico Asproni di Nuoro, il liceo Duni di Matera, il liceo Siciliani di Catanzaro. Tutte queste scuole non sono in possesso dei certificati di agibilità e prevenzione previsti dalla Legge 626/94, sebbene richiesti al comune.
“Commemoriamo le vittime degli incidenti avvenuti nelle scuole ma pensiamo anche ai vivi” ha detto Teresa Petrangolini, segretario di Cittadinanzattiva “impegniamoci quindi ad osservare e segnalare ogni irregolarità”.
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Il 25 Novembre 2008 alle 22:45 Hotel Terme - centri benessere in Italia » Blog Archive » Scuola, un’altra giornata di ordinaria paura ha scritto:
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