Manovre al centro: Pionati lascia Casini per Berlusconi e sogna Avellino

Francesco Pionati

Dagli schermi Rai a sindaco (berlusconiano) di Avellino, passando per l’Udc di Pier Ferdinando Casini. È lo spericolato piano di Francesco Pionati, 50 anni, ex notista e vicedirettore del Tg1, fresco protagonista di una sanguinosa rottura con l’Udc che lo ha fatto eleggere deputato nella circoscrizione Campania 2. Da sempre simpatizzante berlusconiano, Pionati ha rotto gli indugi e, con l’occhio alle amministrative di primavera 2009, ha fondato, insieme ad altri amici dello Scudocrociato un nuovo movimento politico, Alleanza di Centro.
Il movimento, che sarà presentato giovedì prossimo nel corso di una conferenza stampa, si propone, si legge in una nota, “Come casa e riferimento dei moderati che, non condividendo l’attuale posizionamento dell’Udc, intendono collocarsi senza ambiguità all’interno del centrodestra, a sostegno di Berlusconi e del suo governo, e che guardano al Pdl come interlocutore naturale, alla ricerca delle forme di collaborazione più utili e opportune in vista delle elezioni amministrative della primavera 2009″.
I perché del divorzio da Casini e Cesa sono spiegati dallo stesso Pionati, che fa sapere di rispettare molto i due leader centristi, ma, aggiunge: “non ritengo che l’Udc possa avere un futuro al di fuori del Centrodestra. E credo che stia avendo una posizione ondivaga, con uno scivolamento verso il Partito Democratico”. Quindi, prosegue la nota del deputato: “Bisogna stabilire con il Popolo della Libertà un percorso parallelo di avvicinamento e di sostegno esplicito a Berlusconi e all’esecutivo”.
Il Pdl ne farà con ogni probabilità il proprio candidato sindaco per opporlo all’uscente Giuseppe Galasso, del Pd, considerato vicino a Nicola Mancino.
La candidatura di Pionati avrebbe anche l’effetto di spaccare il potente gruppo dei demitiani, oggi collocati nell’Udc. Per loro sarebbe impossibile appoggiare Pionati (che è in cattivi rapporti con Ciriaco De Mita), ma anche Galasso, visto che proprio per opera dei demitiani è caduta l’amministrazione provinciale targata Pd.

Commenti

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Il 28 Novembre 2008 alle 1:57 lam.tac ha scritto:

Non capisco la linea politica di Casini .(oppure la capisco troppo bene)è troppo facile essere ondivaghi e andare una volta a sinistra e una volta a destra,è una linea insostenibile e poca seria.Mi dispiace davvero ma credo che stiano scivoland nelle sabbie mobili della sinistra. L.T.

Il 10 Dicembre 2008 alle 17:30 Berlusconi apre il Pdl a Casini: porte spalancate » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Per Casini le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate”. L’apertura al centro è di Silvio Berlusconi. A riportarla è un’intervista del nuovo numero del mensile free press Pocket. “Casini” spiega il Cavaliere “ha deciso di non far parte del Popolo della Libertà e ha scelto una strada che lo sta portando su posizioni che hanno deluso molti suoi elettori e buona parte degli ex dirigenti dell’Udc (e il riferimento è a Francesco Pionati, che recentemente ha rotto con il partito di cesa e Casini per fondare un movimento di sostegno al governo, ndr). Speriamo cambi idea”. Perché, sostiene il presidente del Consiglio, “Berlusconi si ispira alla libertà come valore fondante della sua azione politica e rappresenta la concreta alternativa politica e di governo a una sinistra non liberale, non garantista, non riformatrice”. Quindi ricorda come il Pdl sia il frutto di quella ambizione politica di “costruire e lasciare in eredità agli italiani un partito unico dei moderati e dei riformisti, dei laici e dei cattolici: una costola del Partito Popolare Europeo, un grande partito destinato a segnare per decenni la politica nazionale e a garantire all’Italia benessere, libertà e riforme”. Sull’ipotesi che abbandoni la politica, Berlusconi replica: “Mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Non vi libererete di me tanto presto, almeno finché l’Italia non rischi più di cadere nelle mani di una sinistra come quella di oggi. I miei figli in politica? Io basto e avanzo”. Paletti fissati dal premier Silvio Berlusconi alla ripresa del dialogo con il Pd di Walter Veltroni: “Se Veltroni e i suoi volessero rendersi credibili, dovrebbero prima rompere con Di Pietro, come hanno detto di voler fare più volte, ma senza alcun seguito nei fatti”. Secondo Berlusconi “con il Veltroni del Lingotto, che diceva basta alla demonizzazione dell’avversario politico, il dialogo sembrava possibile. Poi si è alleato con Di Pietro e ne ha seguito l’esempio, accusandomi di regime. Quando si vuole dialogare, ci vuole lealtà e rispetto dell’avversario. In politica contano i comportamenti”. Parlando di politica estera il premier si mostra fiducioso sulla possibilità di istaurare ottimi rapporti col presidente eletto Usa Barack Obama: “Le cose in comune si scoprono coltivando l’amicizia. Nei prossimi quattro anni” assicura il premier “il presidente Obama ed io ne avremo di occasioni”. Berlusconi torna quindi sui rapporti tra Russia e Occidente auspicando che “tra Stati Uniti e Federazione russa si ricreasse lo stesso clima di dialogo e di amicizia che ero riuscito a costruire nel 2003 con il vertice di Pratica di Mare, ponendo fine alla guerra fredda. Una buona intesa tra Usa e Federazione russa, tra Obama e Medvedev, è la premessa essenziale della pace nel mondo”. Il Cavaliere torna poi ad attaccare i giornali che, dice, sono controllati per l’85% dalla sinistra. “L’hanno ormai capito tutti come funzionano i giornali e come lavorano alcuni giornalisti: isolano una frase o una parola dal contesto e ci costruiscono sopra una fantasia e spesso un attacco”. E in televisione “certi programmi della Rai e non solo” sottolinea “fanno di peggio. Ho consigliato ai miei ministri di non prestarsi più al gioco della rissa con gli oppositori in tv. Ma resta un fatto: comunicare agli italiani in modo corretto ciò che di buono ha fatto il governo, a cominciare dal contenuto di alcune leggi, è davvero un’impresa”. Sulla scuola e sull’università, attacca Berlusconi, “la sinistra e i suoi giornali sono riusciti per settimane a ribaltare la realtà e a fare credere che ci sarebbero stati la fine del tempo pieno e una marea di licenziamenti. Invece avevamo deciso l’esatto contrario: più tempo pieno e neppure un licenziamento”. Per quanto riguarda poi l’uiniversità “per colpa della sinistra è davvero caduta molto in basso, e per riportarla all’eccellenza nella ricerca dovremo lavorarci a fondo. In questa direzione il ministro Gelmini sta operando molto bene”. Per il Cavaliere “siamo davanti a un disastro culturale e a un pezzo di carta che in molti casi non vale nulla. E la colpa non è dei giovani, ma di quella sinistra che per decenni ha fatto della scuola e dell’università soltanto un ammortizzatore sociale”. Parlando infine di calcio Berlusconi giustifica la sua squadra: “Quest’anno il Milan non gioca in Champions, ma in gennaio abbiamo vinto il titolo di campioni del mondo per club. Poi si è tirato il fiato. E riposarsi il settimo giorno non è mai stato un peccato”. [...]

Il 7 Novembre 2010 alle 0:34 Circolo Luce Del Sud » Frazionamento dei partiti? Il peggior guaio per la democrazia ha scritto:

[...] Misto. Un’area dell’emiciclo dove già convivono le seguenti sigle: Alleanza di centro (ovvero Pionati, ex Udc ed ex giornalista parlamentare del Tg1), i Repubblicani, i Liberaldemocratici, Noi Sud [...]

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