- Tags: carabinieri, Dda, imprenditore, indagine, lupara-bianca, Mafia, Maiorana, Palermo, pentito, scomparsa
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La scomparsa di Majorana, per ora, pare possa restare solo un classico di Leonardo Sciascia. Perché i Maiorana - l’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni, e il figlio Stefano, di 23, scomparsi da Palermo nell’agosto del 2007 - sono vivi e sono stati avvistati in Spagna. Sulla scomparsa di padre e figlio avevano avviato indagini i carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, perché si temeva che potessero essere stati uccisi: un caso di “lupara bianca”.
Adesso invece, a distanza di 16 mesi, si sa che sono stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione Chi l’ha visto? e da alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, che si sono recati in Spagna.
Quel 3 agosto padre e figlio avevano lasciato un cantiere edile di Isola delle Femmine, nel palermitano, dove avevano fatto la solita visita di routine; da quel momento di loro non si sono più avute notizie. L’ultima traccia fu il ritrovamento della loro Smart parcheggiata all’aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi e chiusa a chiave. Maiorana e il figlio, studente universitario, si erano allontanati dal cantiere di via del Levriere, dicendo agli operai che sarebbero tornati di lì a poco.
La Dda di Palermo, a cui è stata girata la segnalazione dei due turisti (che al loro ritorno in Italia si erano rivolti a un posto di polizia), aveva aperto un’inchiesta sulla scomparsa. I due testimoni hanno riconosciuto padre e figlio alla discoteca Pascià di Barcellona, dove si trovavano tra la fine di giugno e i primi di luglio. Gli investigatori italiani, grazie a una rogatoria internazionale, si sono recati in Spagna, dove hanno interrogato il personale della discoteca, che dalle foto ha riconosciuto i due imprenditori.
Ulteriori indagini sono state avviate in Spagna per rintracciare Stefano e Antonio Maiorana. Da quanto si apprende, anche altri tre spagnoli avrebbero riconosciuto dalle foto i due imprenditori. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa ha organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città.
Il pentito di mafia, Gaspare Pulizzi, uomo di fiducia dei boss Lo Piccolo, secondo quanto detto ai pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, aveva fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte.
Dopo l’accelerazione dell’indagine in questi giorni, i carabinieri si apprestano a nuova missione a Barcellona. Gli inquirenti intendono soprattutto verificare in quali circostanze e per quali ragioni l’imprenditore e il figlio si siano allontanati da Palermo. Facendo perdere le loro tracce.
Anche la moglie ora vuole sapere: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”, ha detto Rossella Accardo.
- Mercoledì 3 Dicembre 2008
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Il 7 Gennaio 2009 alle 13:33 Si uccide il figlio minore del Maiorana scomparso e avvistato a Barcellona » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Un volo dal balcone. Dal settimo piano. Quello della casa in cui aveva vissuto con il fratello Stefano, scomparso da 17 mesi. Uno stabile in via G. Arimondi, zona residenziale di Palermo. Così si è tolto la vita ieri sera Marco Maiorana, 22 anni, il figlio minore dell’imprenditore siciliano Antonio e fratello di Stefano, spariti nel nulla. Il giovane soffriva di crisi depressive ed era stato visitato da poco da uno psichiatra. Al momento del lancio, in casa c’erano i nonni paterni. Il suo corpo è stato trovato nel cortile, che si trova all’interno di un commissariato di polizia. Sul luogo del suicidio sono arrivati i Pm Francesco del Bene e Gaetano Paci, alla ricerca anche di eventuali messaggi che potessero spiegare il gesto del giovane e, forse, fare luce su una vicenda che presenta ancora molti punti oscuri. Il 3 agosto del 2007, l’imprenditore Antonio e lo studente Stefano Maiorana lasciarono il cantiere edile di Isola delle Vergini in cui stavano lavorando a bordo della loro Smart. Per “andare a prendere un caffè” dissero. E non tornarono più. La loro auto fu trovata chiusa nel parcheggio dell’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. Ma i loro nomi non erano sulle liste dei passeggeri, né vennero inquadrati dalle telecamere. Si pensò a un rapimento o a un caso di lupara bianca. Ma le perquisizioni nei dintorni non hanno dato piste agli investigatori. Un’altra ipotesi sarebbe quella della fuga volontaria, magari attraverso un finto rapimento inscenato. Dieci giorni prima di sparire Antonio Maiorana aveva intestato il 50 per cento della Calliope Immobiliare alla sua compagna argentina, Karina Andre Gabriela. Una donna di dieci anni più giovane che aveva conosciuto in vacanza nel marzo 2006 e con cui conviveva da una anno. La situazione finanziaria non era delle migliori. Poi, circa un mese fa, il 2 dicembre 2008, il colpo di scena: secondo segnalazioni giunte alla trasmissione “Chi l’ha visto?“, che si era occupata del caso mostrando foto dei due scomparsi, l’imprenditore e il figlio erano in ottima salute e facevano i turisti a Barcellona, in Spagna. Erano stati avvistati alla discoteca Pachà, tra la fine di giugno e i primi di luglio. Gli investigatori italiani, grazie a una rogatoria internazionale, si sono recati in Spagna, dove avevano interrogato il personale della discoteca, che dalle foto aveva riconosciuto i due imprenditori. Le ricerche successive, però, non avevano dato ulteriori tracce. Ora l’ultimo tragico capitolo, forse semplicemente dettato dallo sconforto. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro e hanno disposto il sequestro del computer del ragazzo: sperano di trovare lì la chiave per trovare suo padre e suo fratello. [...]
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