- Tags: aliquota, canone, imposta, iva, Mediaset, pay-tv, Rai, Silvio Berlusconi, sky, spot, tassa, telecomunicazioni
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Adesso la Commissione Ue sceglie di mettere tutto nero su bianco. L’ufficialità per tacere ogni polemica. “Se le autorità italiane dovessero insistere nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento, la commissione Ue dovrà aprire una procedura di infrazione”. Lo ha detto la portavoce Ue per il Fisco, Maria Assimakopoulou, sottolineando che le aliquote non possono essere diverse.
La portavoce ha confermato che nell’aprile 2007 è stato presentato un reclamo. In Italia, secondo la portavoce, “venivano applicati due tassi Iva per la tv pay per view” spiegando che “per alcuni erano del 10 per cento e per altri del 20 per cento”. “Abbiamo analizzato la situazione e in base alla direttiva gli Stati membri possono applicare un tasso Iva basso ma deve essere mantenuta la neutralità fiscale”, ha aggiunto la portavoce, precisando che “la Commissione non prende posizione sul fatto che il tasso sia del 10 o del 20 per cento, ma non è possibile applicare due tassi diversi”. “A questo punto il caso è chiuso” ha proseguito la portavoce. “Nel momento in cui le autorità ammettono che c’è un problema e informano che hanno preso una decisione per porvi rimedio il caso è chiuso”.
Ma non per Sky. La tv di Murdoch non si arrende e prosegue la sua battaglia a colpi di spot contro la decisione del governo Berlusconi di aumentare l’Iva dal 10 al 20%. Da questa mattina un nuovo promo informativo viene diffuso sui canali Sky con l’invito agli abbonati a scrivere una mail di protesta: nel mirino stavolta non più Palazzo Chigi ma il ministero dell’Economia. Il video, in due versioni, della durata di 30 e di 15 secondi, si apre con una serie di scritte che vanno a sovrapporsi. È una lista di prodotti che godono dell’Iva agevolata al 10%. Tra gli altri, francobolli, marionette, uova di struzzo, prodotti petroliferi, manifestazioni sportive, libri, tabacchi grezzi.
Il video ricostruisce anche brevemente la vicenda dell’Iva agevolata applicata alla pay tv, confutando la tesi di esponenti del Governo che sia stata introdotta dalla sinistra per favorire Sky, e si chiude con l’invito: “Se credete che la decisione di raddoppiare l’Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce at tesoro.it”. “Molti prodotti in Italia” è il testo del video “godono dell’Iva agevolata al 10% tra cui uova di struzzo, francobolli da collezione e tabacchi grezzi. Inoltre tutti i prodotti editoriali su carta stampata e il canone Rai godono di un’aliquota ancora più bassa. In Italia l’Iva agevolata al 10% per i servizi televisivi è stata introdotta nel 1995 dal governo Dini, ben otto anni prima che nascesse Sky”.
E pensare che anche l’ex premier Romano Prodi (tirato in ballo dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti) ha ricordato che, sul caso dell’Iva per Sky, “le sollecitazioni dell’Ue perché fosse risolta l’asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere” spiega in un’intervista confermando le dichiarazione del ministro Tremonti, “ma poi non entrammo mai nel merito”.
Il VIDEO con il nuovo spot di Sky contro il governo:
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 5 Dicembre 2008 alle 1:05 lucia rosi ha scritto:
Il comportamento di Sky è vergognoso, ma più vergognoso e quello assunto da certa sinistra,che, pur di gonfiare l’antiberlusconismo, si sono schierati con Murdoch. Inoltre hanno dimostrato di aver raggiunto un buon livello di idiozia, in quanto non sapevano (o facevano finta di non sapere) che era un provvedimento richiesto dall’Europa al governo Prodi.
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