
Il traffico illegale degli animali da compagnia diventa reato.
“Pensiamo, con i ministri Alfano e Sacconi” ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini “di inserire un reato specifico contro il traffico di animali da compagnia. Un segnale forte contro queste mascalzonate”. L’Italia dice stop alla tratta dei cuccioli dai paesi dell’Est, un business da 300 milioni di euro l’anno, e questo è uno dei punti del piano d’azione. Frattini fa appello ai Paesi di origine per una collaborazione più stretta e ha scritto alla Commissaria Ue alla salute per standard e regole.
Azioni che fanno parte di una più larga alleanza con il ministero del Welfare, stretta oggi alla Farnesina alla presenza del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Sul fronte salute Martini ha annunciato il via “a una task-force di esperti del ministero del Welfare che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina”.
“Questo traffico” ha detto Martini “è divenuto una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti”. Ecco quindi che si pensa a un reato ad hoc che, secondo una bozza, prevede la confisca degli animali e reclusione fino a tre anni con l’aggravante se il traffico avviene senza vaccinazioni o da zone infette o con vincoli sanitari. Ma il lavoro è anche oltre frontiera.
“Chiedo una collaborazione più stretta con i Paesi di origine perché intensifichino i controlli da parte delle autorità veterinarie e doganali”, ha detto Frattini parlando del suo come di un “appello convinto” e sottolineando gli ottimi rapporto che l’Italia ha con questi Governi. “Assieme al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini” ha detto Frattini “intendo sensibilizzare l’intervento delle Autorità dei Paesi più interessati: Ungheria (Paese già richiamato dalla Commissione Ue nell’ottobre 2007 su richieste del nostro Paese), Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia e Bulgaria, in ambito comunitario, così come di Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Bielorussia, Ucraina in ambito extracomunitario”.
Frattini ha inoltre annunciato di aver chiesto alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou “regole di controllo più strette” mentre in ambito nazionale ha “avviato le procedure per ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia, firmata dal nostro Paese nel 1987, ma, dopo 21 anni, non ancora recepita”. E con il Natale alle porte, Farnesina e Welfare lanciano un messaggio agli italiani: “Solo cuccioli di sicura provenienza”.
Intanto i numeri dei traffici e delle illegalità mostrano la drammaticità del fenomeno:
Su 1.189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog-sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, ha riferito Martini, sono state accertate 639 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo;
Secondo la Lega Antivisezione (Lav), che ha avviato una campagna di adozione, i cuccioli dell’Est acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi fino a venti volte superiori una volta trasformata la loro origine da Est Europa a italiana. I traffici di cani riguardano in particolare le razze Schitzu, West Highland, Carlini e Beagle. I cuccioli nascono nelle cosiddette “puppy mills”, strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipate in box piccolissimi. I cuccioli vengono strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte sui mezzi di trasporto a volte locali e a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. Altri arrivano nascosti nei bagagliai delle auto e il viaggio può durare anche 10-11 ore. Vengono venduti anche su internet o ai caselli delle autostrade, ma il 50% muore e dopo l’arrivo in Italia. I cuccioli che sopravvivono si ammalano di endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nei gatti sono diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna.
- Giovedì 4 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 4 Dicembre 2008 alle 19:56 lucianotanto ha scritto:
hola…/ interessante, il sig. frattini: capìsce meglio il grave maltrattamento dei cuccioili che lo sgambetto vaticano all’onu sul maltrattamento degli omosessuali. anzi lo spiega pure…
(ma dove li trova berlusconi i suoi ministri?)
saludos sudamericanos
Il 5 Dicembre 2008 alle 12:29 trilly08 ha scritto:
Caro lucianotanto,
ma è possibile che ogni volta che si parla di animali, c’è qualcuno che si erge a critico delle sensibilità altrui, stilando discutibili classifiche di priorità?
Personalmente trovo allucinante quanto esprime il Vaticano rispetto alla discriminazione degli omosessuali, ma per quale motivo se un ministro, anche se di un governo del quale non si condivide l’orientamento politico (così come io non lo condivido n.d.a.) fa una cosa positiva non deve essergli riconosciuti?
Frattini ha espresso l’intenzione di agire nei confronti di esseri senzienti, contro coloro che li trattano come pupazzi. Trafficanti senza scrupoli che scelgono gli animali solo perché più semplici da “trattare”, ma che probabilmente farebbero lo stesso con esseri umani di fasce “deboli”.
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