La Santa Sede si affretta a ratificare la Convenzione di Oslo contro le bombe a grappolo ma respinge quella sui diritti dei disabili e contesta la richiesta di depenalizzazione dell’omosessualità. La politica estera vaticana nell’era Ratzinger sembra in preda alla schizofrenia. Ma è solo un’apparenza, spiega Vincenzo Buonomo, ordinario di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense. In realtà «sui cosiddetti temi sensibili, cioè aborto, salute riproduttiva, famiglia, unioni omosessuali, la linea della Santa Sede è costante. Un solo esempio: sul finire degli anni Ottanta, nel negoziato per la Convenzione sui diritti dell’infanzia, la Santa Sede precisò come l’interesse superiore del fanciullo avesse quali presupposti la tutela dei diritti del concepito, la presenza di una famiglia frutto dell’unione di un uomo e una donna, l’unità tra i compiti dei genitori e le aspirazioni dei figli. Inoltre sin dal 1994 la Santa Sede si adopera per liberare il concetto di salute riproduttiva da ogni possibile riferimento all’aborto». Buonomo in questi anni è stato osservatore privilegiato della politica estera vaticana. Ha partecipato quale esperto nelle delegazioni della Santa Sede alle riunioni dell’Onu e della Fao e ha seguito per la Santa Sede il lavoro della Conferenza mondiale dei diritti dell’uomo.
Oggi emerge un fatto nuovo: l’elezione del nuovo presidente americano Barack Obama e la nomina di Hillary Clinton quale Segretario di Stato. Nei Sacri Palazzi è allarme rosso. È ancora vivissimo infatti il ricordo dello scontro con Bill Clinton su aborto, salute riproduttiva, pianificazione familiare e unioni di fatto in occasione delle Conferenze Onu del Cairo sulla popolazione nel 1994 e di Pechino sulla donna nel 1995. Obiettivo primario della diplomazia vaticana perciò è scongiurare la nascita di un nuovo «asse laicista» tra Unione Europea e Stati Uniti sui temi sensibili.
Da qui la durezza dell’intervento dell’Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, Celestino Migliore, contro l’iniziativa della Francia, presidente di turno dell’Ue, a favore della depenalizzazione dell’omosessualità. «Le preoccupazioni per la difesa della famiglia come società naturale, e ancor più il rispetto del diritto alla vita vanno di pari passo con i continui appelli per garantire la libertà dalla fame, per eliminare il traffico di esseri umani e favorire il disarmo», ricorda Buonomo.
«L’emergenza Obama» induce inoltre il Vaticano a rilanciare la sorprendente alleanza con i Paesi islamici in difesa dei valori della vita e della famiglia, già sperimentata in occasione della Conferenza del Cairo. Spiega Buonomo: «I diritti per essere tali debbono rispondere a un bisogno reale non contrapposto ai valori autenticamente umani e perciò condivisi da differenti visioni etiche e morali. Questo chiarisce la convergenza sulle posizioni della Santa Sede di Paesi di diversa fede religiosa ma intenzionati a garantire la dignità umana». Una ragione in più per motivare anche la prudenza del Vaticano a prendere posizione contro i 91 Paesi, in gran parte musulmani, dove l’omosessualità è ancora reato.
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Commenti
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Il 7 Dicembre 2008 alle 4:26 paolopancio ha scritto:
«L’emergenza Obama» induce inoltre il Vaticano a rilanciare la sorprendente alleanza con i Paesi islamici in difesa dei valori della vita e della famiglia, già sperimentata in occasione della Conferenza del Cairo……Una ragione in più per motivare anche la prudenza del Vaticano a prendere posizione contro i 91 Paesi, in gran parte musulmani, dove l’omosessualità è ancora reato.
Insomma, per i preti, meglio i musulmani dei froci: non si smentiscono mai, scelgono sempre l’opzione peggiore.
In effetti «sui cosiddetti temi sensibili, cioè aborto, salute riproduttiva, famiglia, unioni omosessuali, la linea della Santa Sede è costante.”
Il 10 Dicembre 2008 alle 1:12 andrew70 ha scritto:
In altre parole:
PIUTTOSTO che riconoscere le unioni omosessuali,
meglio che vengano impiccati.
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