Berlusconi apre il Pdl a Casini: porte spalancate

Silvio Berlusconi

“Per Casini le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate”.
L’apertura al centro è di Silvio Berlusconi. A riportarla è un’intervista del nuovo numero del mensile free press Pocket.
“Casini” spiega il Cavaliere “ha deciso di non far parte del Popolo della Libertà e ha scelto una strada che lo sta portando su posizioni che hanno deluso molti suoi elettori e buona parte degli ex dirigenti dell’Udc (e il riferimento è a Francesco Pionati, che recentemente ha rotto con il partito di Cesa e Casini per fondare un movimento di sostegno al governo, ndr). Speriamo cambi idea”.
Perché, sostiene il presidente del Consiglio, “Berlusconi si ispira alla libertà come valore fondante della sua azione politica e rappresenta la concreta alternativa politica e di governo a una sinistra non liberale, non garantista, non riformatrice”. Quindi ricorda come il Pdl sia il frutto di quella ambizione politica di “costruire e lasciare in eredità agli italiani un partito unico dei moderati e dei riformisti, dei laici e dei cattolici: una costola del Partito Popolare Europeo, un grande partito destinato a segnare per decenni la politica nazionale e a garantire all’Italia benessere, libertà e riforme”. Sull’ipotesi che abbandoni la politica, Berlusconi replica: “Mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Non vi libererete di me tanto presto, almeno finché l’Italia non rischi più di cadere nelle mani di una sinistra come quella di oggi. I miei figli in politica? Io basto e avanzo”.
Paletti fissati dal premier Silvio Berlusconi alla ripresa del dialogo con il Pd di Walter Veltroni: “Se Veltroni e i suoi volessero rendersi credibili, dovrebbero prima rompere con Di Pietro, come hanno detto di voler fare più volte, ma senza alcun seguito nei fatti”. Secondo Berlusconi “con il Veltroni del Lingotto, che diceva basta alla demonizzazione dell’avversario politico, il dialogo sembrava possibile. Poi si è alleato con Di Pietro e ne ha seguito l’esempio, accusandomi di regime. Quando si vuole dialogare, ci vuole lealtà e rispetto dell’avversario. In politica contano i comportamenti”.
Parlando di politica estera il premier si mostra fiducioso sulla possibilità di istaurare ottimi rapporti col presidente eletto Usa Barack Obama: “Le cose in comune si scoprono coltivando l’amicizia. Nei prossimi quattro anni” assicura il premier “il presidente Obama ed io ne avremo di occasioni”. Berlusconi torna quindi sui rapporti tra Russia e Occidente auspicando che “tra Stati Uniti e Federazione russa si ricreasse lo stesso clima di dialogo e di amicizia che ero riuscito a costruire nel 2003 con il vertice di Pratica di Mare, ponendo fine alla guerra fredda. Una buona intesa tra Usa e Federazione russa, tra Obama e Medvedev, è la premessa essenziale della pace nel mondo”.
Il Cavaliere torna poi ad attaccare i giornali che, dice, sono controllati per l’85% dalla sinistra. “L’hanno ormai capito tutti come funzionano i giornali e come lavorano alcuni giornalisti: isolano una frase o una parola dal contesto e ci costruiscono sopra una fantasia e spesso un attacco”. E in televisione “certi programmi della Rai e non solo” sottolinea “fanno di peggio. Ho consigliato ai miei ministri di non prestarsi più al gioco della rissa con gli oppositori in tv. Ma resta un fatto: comunicare agli italiani in modo corretto ciò che di buono ha fatto il governo, a cominciare dal contenuto di alcune leggi, è davvero un’impresa”.
Sulla scuola e sull’università, attacca Berlusconi, “la sinistra e i suoi giornali sono riusciti per settimane a ribaltare la realtà e a fare credere che ci sarebbero stati la fine del tempo pieno e una marea di licenziamenti. Invece avevamo deciso l’esatto contrario: più tempo pieno e neppure un licenziamento”. Per quanto riguarda poi l’università “per colpa della sinistra è davvero caduta molto in basso, e per riportarla all’eccellenza nella ricerca dovremo lavorarci a fondo. In questa direzione il ministro Gelmini sta operando molto bene”. Per il Cavaliere “siamo davanti a un disastro culturale e a un pezzo di carta che in molti casi non vale nulla. E la colpa non è dei giovani, ma di quella sinistra che per decenni ha fatto della scuola e dell’università soltanto un ammortizzatore sociale”.
Il premier è tornato anche sul tema della giustizia. “La Costituzione”, ha detto, “si può cambiare e poi l’ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con 6 mesi di tempo l’una dall’altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini. Questa è la democrazia”. In sostanza Berlusconi ha parlato della possibilità di fare la riforma della giustizia cambiando la Costituzione. Parlando infine di calcio il presidente del Consiglio giustifica la sua squadra: “Quest’anno il Milan non gioca in Champions, ma in gennaio abbiamo vinto il titolo di campioni del mondo per club. Poi si è tirato il fiato. E riposarsi il settimo giorno non è mai stato un peccato”.

Commenti

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Il 10 Dicembre 2008 alle 18:53 roverna ha scritto:

Berlusconi ha lanciato l’amo a Casini, il quale a parole dice di non voler rinunciare “all’identità” del suo partito, ma secondo me, prima o poi abboccherà…. certo dovrà mettere da parte ogni aspirazione o velleità che dir si voglia, nel senso che dovrà accettare tutte le condizioni che il premier gli imporrà.
A Berlusconi interessa isolare il Pd e renderne difficile ogni tentativo di dialogo con gli ex Dc capitanati da Casini;
così rafforzerebbe ancor più la alrghissima maggioranza di cui dispone e potrebbe avere un’ arma in più verso la Lega …

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