Questione di diritto, Vaticano sfida l’Onu: “Difendere vita, famiglia e fede”

Il cardinale Tarcisio Bertone

La libertà religiosa è in pericolo, e ”quando viene meno il diritto alla vita e alla libertà religiosa anche il rispetto degli altri diritti vacilla”: lo ha detto il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo alla commemorazione dei 60 anni della Dichiarazione sui diritti umani. Lungo e polemico l’intervento del numero 2 Vaticano nell’occasione: “La prospettiva internazionale” ha detto il porporato “lascia emergere la tendenza a relegare il fatto religioso alla dimensione della cultura o ad accomunarla alle pratiche ed ai saperi tradizionali” mentre per Bertone il tema non si esaurisce nella sola “libertà di culto o una questione attinente alla sfera privata”. ”I diritti umani hanno sempre bisogno di essere difesi” sostiene il cardinale , “ma non confusi con semplici e spesso limitati bisogni contingenti”.
Per Bertone “la domanda di diritti non deve dilagare in ogni direzione”. E qui arriva l’attacco sui temi che hanno recentemente messo il Vaticano sotto i riflettori per i suoi “no” alle proposte all’Onu sulla depenalizzazione dell’omosessualità e i diritti dei disabili. ”I diritti” ha detto il segretario di Stato vaticano “non possono essere dei contenitori che, secondo i momenti storici, culturali e politici si riempiono di significati diversi, anzi, è l’assenza di valori a cui legare i diritti la causa principale della loro inefficacia e della loro violazione”.
Va quindi riaffermata, ha detto, ”quella legge naturale che feconda i diritti medesimi ed è l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società ha interesse a mettere in discussione l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita famigliare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni”.

Commenti

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Il 11 Dicembre 2008 alle 0:17 roverna ha scritto:

Un soggetto che appartiene ad uno Stato che nel corso dei secoli ha condannato a morte mgliaia di esseri umani, l’ultimo dei quali fu condannato a morte da Pio IX il 9 luglio 1870, non può permettersi di parlare di “diritti umani”.
La cosa più assurda poi è che coloro i quali hanno firmato le condanne capitali di poveri esseri umani, vengono tutti chiamati Santi!

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