Perugia, Amanda Knox diventa attrice per un film girato in carcere

Amanda Knox, una degli imputati nel processo per l'omicidio di Meredith

Amanda Knox protagonista in un film girato nel carcere di Perugia.
Già, anche la studentessa amercana, imputata per l’assassinio dell’inglese Meredith Kercher, è stata coinvolta con altre 11 detenute in una pellicola dal titolo “L’ultima città”, girato nell’ambito di un laboratorio cinematografico realizzato nel carcere del capoluogo umbro. La notizia è riportata dal Corriere della Sera.
La pellicola, finanziata dalla Regione Umbria, doveva essere proiettatq domenica a Perugia per il festival Batik, una rassegna di cinema sperimentale giunta alla dodicesima edizione, ma è stata rimandata su richiesta dei difensori della giovane.
“Per noi fare cinema nel carcere ha una funzione rieducativa, di reinserimento” ha spiegato al Corriere della sera l’assessore Damiano Stufara. “Non volevamo creare un caso con Amanda”, ha aggiunto “per noi le detenute sono tutte uguali e certo non vogliamo che questo film porti a Perugia quel genere di pubblicità che è arrivata con l’omicidio Kercher”.
Il lungometraggio, interamente girato nel carcere di Capanne, con un budget tra i 10 e i 15imila euro, propone un viaggio fantastico. Spinte dal desiderio di fuga 12 detenute si trovano ad esplorare sette diverse città metaforiche: del cinema, del lavoro, della musica, della solitudine, della follia e dei sogni. Amanda Knox ha recitato testi di Pessoa, Calderón de la Barca, interpretato in italiano, Rimbaud e Shakespeare. Come attrice sembra se la sia cavata bene, o almeno così sostiene il regista, Claudio Carini: “Si è offerta lei, a settembre, e abbiamo subito cominciato a girare. Amanda è stata diligente, disciplinata, brava. Si è impegnata molto, come le altre del resto”.
In tutto tre mesi di lavoro, dieci ore di girato, versione finale da cinquantacinque minuti: lo stanno finendo di montare in questi giorni, ma la pellicola “L’ultima città” è già diventato un caso.
Al processo Amanda sarà accusata, insieme con Raffaele Sollecito, di aver violentato e ucciso Meredith.
Il caso, riporta il Corriere, è scoppiato a pochi giorni dalla proiezione: la Regione ha accolto la richiesta degli avvocati di spostare l’evento a fine gennaio. “Per motivi di opportunità visto che a breve ci sarà il processo e noi abbiamo accettato”, ha spiegato l’assessore Stufara

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