L’altolà di Napolitano sulla Carta. Il Cavaliere: “Non tocco i principi base”

Giorgio Napolitano

”I principi fondamentali della Costituzione repubblicana sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o alterarli”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale i membri del Fai (qui il testo dell’intervento).

E in quel “nessuno” del Capo dello Stato è fin troppo chiaro il riferimento alle parole di Silvio Berlusconi. “La riforma della giustizia è necessaria. Sono pronto a modificare la Costituzione anche da solo” aveva detto il premier. Oggi il messaggio del Quirinale : niente cambi nei principi della Carta, nonostante ”quanto si discuta, argomento complicato, su cosa è possibile e opportuno modificare e che cosa no”.
Il presidente lo dice ricevendo una delegazione dei volontari di tutte le associazioni regionali del Fondo per l’Ambiente Italiano che hanno animato le Giornate europee a tutela dell’ambiente e della cultura, guidata da Giulia Maria Mozzoni Crespi. Per il governo presente il ministro della Cultura Sandro Bondi.
Il patrimonio ambientale, monumentale e culturale del Paese rappresenta “una carta fondamentale dell’Italia per affermare il suo profilo in Europa e nel mondo anche in un futuro denso di incognite come quello che ci attende”, assicura il presidente della Repubblica che condivide “pienamente le ragioni profonde che la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi ha espresso sull’assoluta necessità di considerare il nostro patrimonio ambientale una carta fondamentale per l’Italia”, in un mondo sempre più caratterizzato da una competizione globale. “Ragioni profonde che” ha continuato Napolitano “sono condivise da me, dal ministro dei Beni Culturali, e sancite nei princìpi fondamentali della Carta Costituzionale”. Un discorso, quello del presidente, che ha riconosciuto “la dolce perentorietà della presidente del Fai” e che si è svolto a braccio e in modo molto sintetico, perché, ha chiosato Napolitano, “tra le condizioni per un rapporto positivo tra il presidente e l’opinione pubblica c’è quella di non esagerare con i discorsi”.

A stretto giro di posta è poi arrivata la replica del premier: “Non c’è nulla da cambiare nella prima parte della Costituzione. I principi fondamentali sono riconosciuti e non vogliamo certo cambiarli”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. E, poi: “Io non sono toccato per nulla dai rilievi del presidente. Con Napolitano i rapporti sono tranquilli e cordiali. Adesso lo chiamerò per informarlo sui risultati del Consiglio europeo. Ci sono delle cose da cambiare come per esempio” la parte riguardante la costituzione del Csm, ma “agiremo solo in quella direzione”. Quindi il Cavaliere traccia le linee d’intervento: “Io darò il via al ddl per la riforma della giustizia che sarà approvato dal consiglio dei ministri. Ma non mi siederò mai attorno ad un tavolo con chi mi definisce Hitler, o un dittatore argentino. Sicuramente, una volta che il provvedimento sarà in parlamento, i gruppi avranno da parte mia ampia libertà di dialogare con l’opposizione, eventualmente anche accogliendo miglioramenti”.

Immediato il plauso del Pd alle parole del Capo dello Stato: “Napolitano è una persona di grande saggezza ed esperienza. La persona giusta al posto giusto, nel momento giusto”, ha detto il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini. “Anche oggi il Capo dello Stato con parole sagge e equilibrate ha rimesso ordine in un dibattito che, non certamente per causa nostra, si era sviluppato attraverso strappi e dichiarazioni fuori luogo” gli ha fatto eco Anna Finocchiaro, capogruppo Pd a Palazzo Madama.
Tocca allora a Gianfranco Rotondi tentare di sminuire le polemiche sul nascere: ”Nessuna riforma proposta tocca i principi fondamentali della Costituzione che, nei valori, è ancora giovane” dice il ministro per l’attuazione del Programma, “perché figlia di un tempo in cui cattolici e laici moderati e innovatori sapevano dialogare”.

LEGGI ANCHE: Lo scontro sulla giustizia preoccupa Bossi

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Il 12 Dicembre 2008 alle 19:47 “Pacchetto” giustizia rinviato a gennaio. E Alfano riapre al Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: L’altolà di Napolitano sulla carta - Lo scontro sulla giustizia preoccupa Bossi [...]

Il 29 Dicembre 2008 alle 19:01 Crisi, riforme ed Europa: il messaggio di fine anno di Napolitano » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Lo sguardo al presente, proiettato nell’immediato futuro. Dalla crisi economica e finanziaria globale che ci deve vedere marciare uniti assieme al resto dell’Europa; alle riforme di casa nostra, in primis giustizia e federalismo, da realizzare auspicabilmente con procedure unitarie e obiettivi condivisi. Il “menu” del messaggio di fine anno agli italiani viene messo a punto in questi giorni dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma il discorso - che sarà come da tradizione trasmesso a reti tv unificate all’ora di cena - ha avuto corpose anticipazioni nel ricco “carnet” di interventi che hanno segnato il calendario del Capo dello Stato nella settimana che ha preceduto il Natale. Gli argomenti affrontati e le soluzioni indicate o auspicate in quel corollario di appuntamenti costituiscono con ogni probabilità i cardini sui quali si incentrerà il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Al di là di questioni più particolari e di incombenze dell’ultim’ora, quindi, ecco i principali temi su cui potrebbe vertere il discorso presidenziale. A partire proprio dalla questione delle riforme e delle possibili modifiche all’impianto costituzionale, che “a 60 anni è ancora giovanissima” ha già ricordato Napolitano, con una battuta, “come del resto lo sono a 60 anni anche le persone. Fatti salvi i principi fondamentali che sono fuori discussione e che nessuno può pensare di modificare o alterare, si può comunque procedere nel formulare essenziali e ben determinate proposte di riforma dell’ordinamento repubblicano”. [...]

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