- Tags: agricoltura, disagi, maltempo, meteo, neve, piena, pioggia, Protezione-civile, Roma, Tevere, traffico, vento, Vigili-del-Fuoco
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Roma è in ansia. Si prepara alla piena del fiume Tevere, inizialmente prevista tra le 18 e le 20, ma che adesso, stando alle ultime rilevazioni della Protezione civile, potrebbe arrivare intorno alla mezzanotte. Una città flagellata da due giorni di intensa pioggia che questa mattina si è svegliata con il cielo carico di nuvole, intere zone allagate, uno sciopero generale con tre cortei che hanno attraversato la città, con il trasporto pubblico che non si è fermato per scelta della Cgil, molte scuole e uffici chiusi.
E con notizie che di ora in ora sono andate sempre peggiorando. Siamo in giro da qualche ora per verificare quale sia la situazione in loco. La piena del Tevere è, di fatto, già cominciata e sta facendo aumentare di due - tre centimetri all’ora il livello del fiume. Vuol dire che non ci sarà una piena “scenografica” ma molto lenta, dicono gli esperti. Il punto di riferimento per i tecnici è l’idrometro di Ripetta, nel centro della città, non lontano dall’Ara Pacis (guarda la MAPPA), dove alle 19:45, davanti a noi, il livello del fiume era di 12,49 metri: normalmente è di 6,50 metri.
Perché il Tevere esondi è necessario che il livello raggiunga i 17 metri: fatto che, al momento, sembra scongiurato. Il capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso ha detto poco fa che “a Ripetta abbiamo superato quota 12 metri. Nel corso dell’ultima situazione critica, registrata nel 2005 arrivammo a 11,40 metri. Abbiamo largamente superato quell’ultima situazione e ci stiamo purtroppo avviando verso una crescita del livello del fiume Tevere che seppur lenta è comunque costante”. Quindi “è una situazione complessa, dove la piena arriverà è passera nel corso della notte in modo controllato”, anzi “l’onda di piena poi si protrarrà probabilmente per tutta la giornata di domani”.
E comunque. Dal punto di rilevazione a Ripetta ci spostiamo verso Ponte Sant’Angelo, considerato al momento uno dei punti più critici per l’arrivo della piena. Nonostante il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, abbia più volte invitato i romani a tornare a casa e lasciare libere le strade, il lungotevere è invaso da macchine, come se fosse un giorno di traffico normale. Sotto le arcate del ponte, che si trova davanti Castel Sant’Angelo, si sono incastrati due barconi ed una motonave di circa 30 metri utilizzata per le escursioni sul Tevere insieme al suo ormeggio. L’area è completamente transennata e presidiata da poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco. E infatti Bertolaso ha puntato il dito con vigore contro “gli imbecilli” che non hanno messo in sicurezza gli ormeggi dei barconi lungo il Tevere: “La grande criticità non è data da madre natura ma purtroppo da alcuni imbecilli che non hanno ormeggiato nel modo giusto i barconi lungo il Tevere nel centro della città”.
Ad osservare il ponte ostruito anche centinaia di passanti, molti dei quali temono che il blocco delle arcate possa fare innalzare ulteriormente il livello del fiume provocandone l’esondazione. Già stamani un barcone si era arenato sotto le arcate del ponte, a questi se ne sono aggiunti altri due nel pomeriggio. Altri tre barconi, fanno sapere i vigili del fuoco, stanno rompendo gli ormeggi non lontano da ponte Sant’Angelo.
La nostra passeggiata prosegue, in direzione nord, verso Ponte Milvio che sta riducendo minuto dopo minuto il margine che separa le arcate dal letto del fiume. Alle 19.30, l’ultima rilevazione dava il livello del Tevere intorno agli 11 metri. Anche in questo caso, dicono dalla Protezione civile, il rischio di esondazione “può verificarsi solo dai 15 metri in su”.
“Non è il caso di generare allarmismo perché è bene specificare che si tratta di una esondazione, tra l’altro ancora probabile, e non di una piena” sottolinea a Panorama.it Giovanni Menduni, direttore dell’ufficio rischio naturali della protezione civile. “Se si trattasse di una piena, il fiume romperebbe gli argini e non è questo il caso”.
Intanto, a Ponte Milvio, dove si sta radunando una folla sempre più consistente alla ricerca di una fotografia o di un filmato ricordo, è arrivato anche il sindaco Alemanno. Dice di voler rimanere sul posto per tutta la notte, facendo la spola tra il ponte noto per “i lucchetti dell’amore” e Ripetta.
La città intanto aspetta, con un misto di paura e rassegnazione. E guarda il “biondo” Tevere, con il fiato sospeso: si prospetta un’altra lunga notte, sperando che la piena passi in fretta.
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Il 13 Dicembre 2008 alle 14:40 Roma, il Tevere non fa più paura. Disperso un giovane irlandese » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La lunga notte della paura è passata: il livello del Tevere sta tornando, lentamente, alla normalità. L’onda di piena del fiume, attesa con il passare delle ore, è stata meno grave del previsto e in nessun punto della città si sono verificati problemi o esondazioni. Il fiume sta scivolando a valle, favorito dal forte maestrale che soffia su Roma e la tensione che si è respirata nel corso della giornata di ieri è calata. [...]
Il 16 Dicembre 2008 alle 10:55 Roma: la paura e la piena passano, i danni restano. Alemanno: “Calamità naturale” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La pioggia continua a cadere. L’emergenza sembra non fiire. Solo la grande paura, a Roma, sembra passata. La piena di venerdì notte, la più imponente dal 1937 ad oggi, è stata superata e le nuove piogge non dovrebbero far rialzare l’allarme. Il livello dell’acqua cresce, infatti, di soli 2 centimetri ogni ora. Nell’ultima rilevazione di ieri sera, l’idrometro di Ripetta, nel centro di Roma, misurava 8 metri e 72 centimetri. Passato lo spavento, ora si contano i danni. Sono Ponte Mammolo e Pietralata le zone più danneggiate dall’onda di piena dell’Aniene secondo una prima stima della Protezione civile. Non meno di 150 milioni di euro per l’allagamento di diversi esercizi commerciali, botteghe e capannoni industriali. Meno colpite le abitazioni private, situate a piani più alti rispetto ai negozi. [...]
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